Trentino: 400 milioni per la ricerca, in Alto Adige 213. Ad 'Ai Coscienza' i massimi esperti internazionali: "Intelligenza artificiale? Al top ma serve spiegarne l'uso alla comunità”
Nell'ambito di 'A.I. Coscienza 2025' si è tenuto un confronto sul tema intelligenza artificiale tra i vertici della ricerca trentina (Fbk, Fem, Unitn e Muse) e i massimi esperti mondiali d'ambito. Il direttore del Muse Massimo Bernardi: "Utilizzo Ia in Trentino per la ricerca tocca gli standard più alti a livello internazionale, ma c'è ancora molto da fare per 'integrarla' con la comunità, penso a istruzione e divulgazione. Ricerca Trentina al top e milioni di investimenti? Bene, ma serve avvicinare pubblico e privato e promuovere la divulgazione"

TRENTO. Il Trentino è un territorio non esteso, ma che vanta la presenza di più enti di ricerca all'avanguardia nell'ambito della ricerca, ma anche nell'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale. La sfida da vincere? Riuscire a trasmettere meglio alla comunità l'apprendimento del suo utilizzo, soprattutto per quanto riguarda gli ambiti dell'istruzione e della divulgazione, e creare un'interazione sempre maggiore con le istituzioni, in modo che lo strumento possa risultare utile anche per la gestione del territorio.
Questo, in estrema sintesi, quanto emerso dall'incontro promosso sabato 4 ottobre dal Muse di Trento nell'ambito dell'appuntamento A.I. Coscienza, che in questi giorni ha portato a Trento sei fra i massimi esperti a livello internazionale per affrontare il tema: "L’intelligenza artificiale ha coscienza?" (QUI I DETTAGLI), e che li ha messi in connessione con i principali enti di ricerca attivi sul territorio: Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Edmund Mach, Università di Trento e per l'appunto il Muse.
Protagonisti di questo vertice "peer to peer" - e successivamente di un dibattito aperto al pubblico all'Auditorium S. Chiara che ha registrato il tutto esaurito, e che ha coinvolto centinaia di persone in un alto, ma al contempo fruibile, momento di formazione sul tema - Giulio Tononi (professore di Psichiatria e direttore del Wisconsin Institute for Sleep and Consciousness), Federico Faggin (fisico, inventore, imprenditore e scrittore), Maria Chiara Carrozza (già presidente del Cnr e rettrice della Scuola superiore di Sant’Anna), Marcello Massimini (medico e neuroscienziato, professore di Neurofisiologia all’Università di Milano), Roberto Battiston (professore di Fisica sperimentale all’Università di Trento e già presidente dell’Asi) e Paolo Traverso (direttore della Pianificazione strategica alla Fondazione Bruno Kessler) che hanno dialogato con i referenti dei quattro enti trentini.
A tracciare il bilancio di quanto emerso è il direttore del Muse di Trento Massimo Bernardi che, intervistato da il Dolomiti, ha messo messo a fuoco l'importanza del vertice, soffermandosi su alcune delle tematiche più rilevanti, riguardanti il Trentino, per quanto riguarda l'evoluzione dell'utilizzo dell'Intelligenza artificiale e della sua applicazione nell'ambito della ricerca, ma anche sulla necessità di incrementare la "consapevolezza" della comunità sul suo utilizzo e le possibili interazioni con le istituzioni.
"Quest'incontro ha rappresentato un completamento utilissimo, e necessario, della programmazione dell'AI Coscienza 2025 - dichiara Bernardi - e l'obiettivo era quello di far interagire le diverse realtà che si occupano di ricerca sul territorio, e che traducono il lavoro anche in progetti partecipativi, con gli esperti presenti, mettendo al centro il tema del come l'intelligenza artificiale si integri con la ricerca".
Fondamentale, prosegue il direttore del Muse, è stato proprio il ruolo degli esperti invitati dal Comitato Coscienza– formato da Corrado Tononi, l'avvocato Franco Larentis, il dottor Pasquale Mazza e il presidente di Liber Group Marco Scartezzini – e quanto scaturito dal confronto è un analisi incoraggiante. "Ad emergere - osserva Bernardi - è stata l'evidenza che in Trentino l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel mondo della ricerca è molto avanzato, tanto da raggiungere i più alti standard europei e internazionali in diverse applicazioni".
A fronte di questa constatazione, scegliamo di sottoporre a Bernardi un quesito relativo al tema dell'apprendimento dell'utilizzo dell'Intelligenza Artificiale: quest'eccellenza indiscussa nell'ambito della ricerca, va di pari passo con la consapevolezza, e l'apprendimento, da parte della comunità delle potenzialità dello strumento?
"Questo è proprio un altro tema cardinale che è emerso nell'incontro, soprattutto se si parla della sua applicazione nell'ambito dell'istruzione scolastica e della divulgazione, come per esempio quella museale. Sotto questo aspetto - specifica il direttore del Muse - c'è ancora molto da fare: registriamo infatti, e questo deve essere preso come stimolo per migliorare, un livello alto di non consapevolezza dell'utilizzo dell'Ia, mentre in altri Paesi la situazione è molto migliore e il suo uso è molto più integrato. Un aspetto su cui tutti ci siamo trovati concordi? Gli stessi enti di ricerca che sono all'avanguardia nel suo utilizzo, dovrebbero contribuire a divenire poli di educazione all'approccio allo strumento".
Un altro fronte su cui ampiamente si discute, non solo a livello locale, è poi quello di come l'intelligenza artificiale possa interagire con il lavoro delle istituzioni e del decisore politico. Chiediamo quindi a Bernardi, in relazione al territorio trentino, quali interazioni positive sotto questo punto di vista potrebbero stagliarsi all'orizzonte.
"Si è discusso infatti anche di come l'intelligenza artificiale, con il suo utilizzo naturalmente guidato dagli enti di ricerca, possa diventare uno strumento importante per la gestione del nostro territorio. Parliamo - conclude Bernardi - di una provincia piccola e con tantissimi enti di ricerca che hanno tutte le competenze per mettere a frutto l'Ia per diversi tipi di analisi. Penso che questa possibilità si tramuterebbe in un valore aggiunto soprattutto per i decisori politici che saprebbero di poter contare sul supporto di enti di ricerca disponibili a collaborare e a mettere sul tavolo le loro competenze".
A fronte di queste riflessioni sulla qualità della ricerca, viene naturale porsi un'altra domanda: come sta la provincia di Trento per quanto riguarda l'ambito della ricerca e dello sviluppo? Proprio in questi giorni, a fornire un quadro dettagliato è stato un report dell'Astat che, nel suo focus sull'Alto Adige, ha analizzato in ottica di confronto anche i dati relativi al Trentino.
Il Trentino - già certificato al primo posto in Italia come territorio innovatore dall'indagine annuale sull'innovazione regionale della Commissione europea - nel 2023 ha investito 403,7 milioni di euro (per una quota pari al 1.6% del Prodotto Interno Lordo) nell'ambito della ricerca e dello sviluppo, e a risaltare è il divario con il vicino Alto Adige che di milioni ne ha investiti poco più di 213 (0,66% del Pil). A spiccare anche il numero di addetti nel settore: in provincia di Trento sono in totale 7502, con oltre 4200 impiegati nelle amministrazioni pubbliche e nell'Università; in Alto Adige, nelle attività di Ricerca e Sviluppo, sono stati impiegati invece 3.905 addetti. Tornando alle spese, anche il settore delle imprese ha visto il Trentino (163,9 milioni di euro) aumentare il proprio vantaggio sull’Alto Adige (110,1 milioni di euro).
Un ultimo commento il direttore del Muse Massimo Bernardi lo dedica proprio a questi dati: ad essere lanciato è uno sguardo al futuro, per capire come incrementare ancor di più le "ricadute" positive sul territorio e relative a quest'eccellenza territoriale nell'ambito della ricerca.
"Siamo consapevoli dell'efficacia del nostro sistema di ricerca e dei suoi ottimi risultati - conclude Bernardi - ma ritengo che la strada da percorrere sia quella di riuscire ad avvicinare ancor di più la ricerca pubblica e quella privata, dal momento che la loro connessione può rappresentare un asse strategico e già individuato. Un altro aspetto da tenere in considerazione è poi l'importanza di promuovere la divulgazione e l'educazione per far si che la cittadinanza raggiunga la consapevolezza degli investimenti fatti e dei risultati ottenuti sul territorio".












