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Al via “WeHealth”: Fbk diventa un punto di riferimento per i ricercatori dei paesi dell'Unione europea in via di espansione

La Fondazione Bruno Kessler ha una lunga e consolidata esperienza nella ricerca sui temi delle tecnologie pervasive digitali per la sanità. Competenze che metterà a disposizione dei tre Paesi considerati in via di espansione tramite il progetto europeo WeHealth, coordinato dall'Università Saints Cyril and Methodius University di Skopje (Macedonia del Nord)

Pubblicato il - 21 gennaio 2021 - 20:43

TRENTO. Come si fa ricerca in campo sanitario? Come si costruiscono sistemi sanitari basati sui Big Data? Come si può contribuire all'apprendimento collaborativo con tecniche di intelligenza artificiale e machine learning? Come si concilia l’apprendimento automatico con il fattore umano? Come si scrivono le proposte di finanziamento per i progetti europei? Le risposte arrivano da Fondazione Bruno Kessler.

 

La Fondazione Bruno Kessler ha una lunga e consolidata esperienza nella ricerca sui temi delle Pervasive Health – le tecnologie pervasive digitali per la sanità. Competenze che metterà a disposizione dei tre Paesi considerati in via di espansione tramite il progetto europeo WeHealth (Widening Research on Pervasive eHealth), coordinato dall'Università Saints Cyril and Methodius University di Skopje (Macedonia del Nord) e partito formalmente il 1 gennaio di quest'anno.

 

Il progetto WeHealth è stato finanziato tramite bando “Horizon 2020” e il budget affidato a Fbk è di 181.250 euro (il bilancio complessivo ammonta a 899.707 euro), e si concluderà il 30 giugno 2023. Insieme ai partner tedeschi dell’Hasso-Plattner-Institut für Digital Engineering gGmbH di Potsdam, l'ente di ricerca trentino, attraverso il suo Digital Health Lab,  farà quindi da “traino” per incentivare le attività di ricerca e di rete in un settore, quello della sanità digitale, nel quale la condivisione delle buone pratiche e delle competenze è strategica, soprattutto in questo momento di difficoltà.

 

In un certo senso si può parlare di un progetto do ut des: il “contratto” di collaborazione tra gli enti coinvolti nel consorzio WeHealth permetterà infatti lo scambio di conoscenze affinché i tre anni di progetto diventino un'occasione di collaborazione e sviluppo di una rete internazionale in grado di offrire supporto e cooperazione nel lungo periodo per tutti, Fbk compresa.

 

In che modo? "Il programma - commenta Sara Testa, project manager di questa iniziativa - punterà soprattutto sulla formazione di una nuova generazione di giovani ricercatori nell'ambito delle tecnologie di salute digitale (eHealth), cercando di dar loro strumenti in queste aree scientifiche e nell’ambito della gestione e amministrazione della ricerca. Porteremo le nostre conoscenze, acquisite anche all'interno delle attività di TrentinoSalute4.0, sui temi dell'etica, della gestione dei dati e della formazione sul quadro giuridico in cui si inseriscono le ricerche sulla sanità digitale. Si organizzeranno occasioni di scambio, webinar, scuole estive e invernali, laboratori e Fbk ospiterà studenti di dottorato e giovani ricercatori".

 

 

Il progetto è partito lunedì 18 gennaio con una conferenza da remoto, durante la quale Fbk, con gli altri partner e i rappresentanti della Commissione europea, si sono scambiati i reciproci compiti di ricerca, piani operativi e raccomandazioni, in particolare sugli aspetti di policy legati all'importanza del miglioramento in ambito scientifico dei paesi coinvolti in WeHealth e lo sviluppo di tutta la Comunità europea.

 

"Il progetto - dice Testa - ha tra i suoi cardini l’attività di disseminazione, quindi svilupperemo con loro paper scientifici, e capiremo l'importanza e le strategie per il posizionamento nella comunità scientifica tramite la partecipazione a conferenze e workshop. Insomma, un'immersione completa nel mondo della ricerca sui temi della eHealth che consentirà di colmare il divario dei paesi in espansione nella gestione delle attività legate alla ricerca e amministrazione dei progetti, che spesso rappresenta un importante ostacolo alla partecipazione e all’ottenimento di finanziamenti europei”.

 

Promuovere e diffondere gli studi delle “Pervasive Computing Technologies for Healthcare” significa conoscere varie discipline tecniche e scientifiche per la salute e il benessere, identificare e comprendere i problemi anche da un punto di vista sociale, medico, legale e finanziario (con particolare attenzione alla comprensione e al supporto dei bisogni dei pazienti e dei professionisti); capire i processi di trasformazione in atto, i bisogni e le abitudini delle persone, le problematiche organizzative; saper progettare, implementare e valutare infrastrutture hardwaresoftware, algoritmi, servizi e applicazioni di supporto che consentano di finalizzare al meglio gli investimenti per la gestione dei luoghi dove si prestano le cure.

 

La Fondazione, che può contare su una rete scientifica d'eccellenza anche in questo settore, fa parte del Project Management Team di WeHealth e ha supportato l’università di Skopje (Macedonia del Nord) già nelle fasi di scrittura della proposta per ottenere il finanziamento. Nel prossimi anni continuerà ad offrire il proprio sostegno nel coordinamento del progetto, con il fine di rendere un ente di un paese in via di espansione - e ancora in attesa di entrare nell'Unione europea, come la Repubblica di Macedonia del Nord, autonomo nel coordinamento delle progettualità europee.

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