Contenuto sponsorizzato

Corridoi universitari per accogliere le studentesse e gli studenti afgani negli Atenei italiani. Poggio: ''Anche Trento si farà trovare pronta''

La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) si sta trovando in questi giorni per vagliare tutte le proposte. La prorettrice dell'ateneo trentino: “Si sta ipotizzando di passare attraverso i campi profughi e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati oppure attraverso i contingenti di persone che stanno arrivando nelle nostre regioni e province. Si tratta di un percorso difficile, ma abbiamo già modelli a cui ispirarci” 

Di Marianna Malpaga - 21 August 2021 - 18:39

TRENTO. Le studentesse delle università pubbliche e private afgane non potranno più frequentare le stesse classi dei loro colleghi maschi, ma dovranno studiare in sezioni separate sotto la guida di insegnati donne o di uomini anziani “virtuosi”. La prima fatwa del regime dei talebani in Afghanistan tocca proprio l’istruzione delle donne, tema quanto mai cruciale in quello che è stato definito uno dei peggiori Paesi in cui nascere donna.

 

Di fronte a questa situazione, le università italiane hanno deciso di lanciare un segnale di solidarietà, organizzandosi per accogliere alcuni studenti e studentesse in fuga dall’Afghanistan. Lo spiega Barbara Poggio, prorettrice alle politiche di equità e di diversità dell’Università di Trento. “Mentre la gran parte delle università italiane, compresa la nostra, si sta organizzando per l’accoglienza di studenti e soprattutto di studentesse in fuga dall’Afghanistan – spiega – arriva la prima fatwa emanata dal regime talebano”. La decisione è stata presa nella provincia di Herat, nell’Afghanistan occidentale; in quella stessa zona era stanziato l’esercito italiano.

 

“La decisione – continua Poggio – è arrivata dopo un incontro di tre ore tra docenti universitari, responsabili di istituzioni private e funzionari talebani. Il mullah Farid, capo delle istruzione superiore dell’Emirato islamico afgano, che rappresentava i talebani, ha affermato che l’educazione mista deve essere cancellata perché questo sistema è la radice di tutti i mali nella società”. La “buona notizia”, al momento, è che, pur dividendo le classi, l’istruzione femminile pare sarà in qualche modo preservata. Il rovescio della medaglia, però, come spiega Poggio, è che “negli istituti privati non sarà possibile garantire classi separate e questo comporterà che nella pratica migliaia di ragazze resteranno in realtà escluse dall’istruzione superiore”.

 

Il programma di accoglienza degli studenti e delle studentesse afgane in Italia è ancora in fase di costruzione. La Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (Crui) si sta trovando in questi giorni per vagliare tutte le proposte. “Si sta ipotizzando di passare attraverso i campi profughi e l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati – spiega Poggio – oppure attraverso i contingenti di persone che stanno arrivando nelle nostre regioni e province. Non abbiamo ancora le idee chiare: si tratta di un percorso difficile, ma vorremmo creare una sorta di ‘corridoio universitario’”.

 

Il problema, come spiega Barbara Poggio a Il Dolomiti, è capire come far arrivare gli studenti e le studentesse in Italia, non tanto inquadrarli nel sistema universitario, perché l’Università di Trento è già organizzata con due programmi di accoglienza degli studenti: il Progetto di accoglienza studenti richiedenti asilo e rifugiati/e e la rete Sar (Scholars at Risk). “Tutti e due i programmi riconoscono sia le persone che hanno lo status di rifugiato sia quelle che hanno richiesto asilo ma non l’hanno ancora ottenuto”, precisa Poggio.

 

Il Progetto di accoglienza studenti richiedenti asilo e rifugiati/e è attivo da cinque anni. In settembre si laureerà la prima ragazza accolta grazie a questo programma, che viene dalla Nigeria e sta terminando il corso di laurea in Comparative European and International Legal Studies, una triennale di Giurisprudenza. “La prossima settimana arriveranno cinque ragazzi e ragazze che abbiamo selezionato per il Progetto di accoglienza per l’anno accademico 2021/2022 – aggiunge Barbara Poggio -. Vengono da Siria, Pakistan, Turchia, Libia e Togo, e sono stati selezionati con un lungo processo. Penso proprio che seguiremo questo iter anche per gli studenti e le studentesse afgani”.

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 15 ottobre 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
17 October - 06:01
Grazie ai risultati della campagna vaccinale, dice l'ex presidente dell'Agenzia spaziale italiana Roberto Battiston: "L'intensità della ripresa [...]
Cronaca
17 October - 07:27
Sono in corso le indagini da parte delle forze dell'ordine per stabilire la dinamica esatta di quello che è successo. Il padre della giovane è [...]
Cronaca
17 October - 08:09
Numerosi i danni causati anche dal fumo e dalle infiltrazioni d'acqua. Sul posto i vigili del fuoco e le forze dell'ordine, fortunatamente non ci [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato