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Alganesc Fessaha è ''Volontaria dell'anno''. Il suo impegno con il sostegno del Centro Missionario di Trento

Il suo impegno nel sostenere profughi e rifugiati. Dal 2011 l'associazione Ghandi di cui è presidente, si impegna per la liberazione dei profughi eritrei prigionieri in Egitto perché trovati senza documenti, in territorio egiziano, nel tentativo di raggiungere Israele e l’Europa

Di Cinzia Patruno - 04 dicembre 2017 - 11:58

TRENTO. Alganesc Fessaha, 69 anni, medico, residente a Milano e da anni impegnata nel sostenere profughi e rifugiati con l’aiuto del Centro Missionario diocesano di Trento, è tra le tre donne vincitrici della XXIV edizione del Premio Volontariato Internazionale Focsiv 2017, assegnato sabato scorso a Roma. Le altre due vincitrici sono l’italiana Anna Dedola, impegnata nella lotta all’AIDS in Tanzania e Khadija Tirha, marocchina trapiantata a Torino, attiva in percorsi di integrazione.

Nella motivazione del premio per Alganesc si legge: “Per il suo coraggio nel proteggere il diritto alla vita di qualunque essere umano presente su questo Pianeta, per il suo tenace e continuo impegno nel salvare gli uomini, le donne e i bambini ovunque questi si trovino, per la sua caparbia volontà a voler garantire la pienezza della vita dei più vulnerabili e nel voler dare un nome a chi non è riuscito mai ad arrivare sulle coste della terra promessa: l'Europa. Alganesc, solido albero dell'umanità”.

 

 

 

Il legame con il Centro Missionario Diocesano di Trento è iniziato nel 2011 attraverso la collaborazione con la dottoressa Alganesc e l’associazione Ghandi, di cui è presidente, per la liberazione dei profughi eritrei prigionieri in Egitto perché trovati senza documenti, in territorio egiziano, nel tentativo di raggiungere Israele e l’Europa.

Anche con il contributo della Provincia Autonoma di Trento, l'associazione è riuscita a liberare centinaia di bambini, donne, uomini, trasferendoli nei campi profughi del nord Etiopia. Alganesc periodicamente si reca in Egitto ed entra nelle carceri, verifica le condizioni dei detenuti, predispone tutti i documenti necessari, acquista i biglietti aerei, fornisce loro medicinali, indumenti e li accompagna in aeroporto dove vengono imbarcati per raggiungere l’Etiopia.

 

Nel 2013 ha preso avvio il secondo progetto con il sostegno del Centro Missionario Diocesano all’Associazione Ghandi per poter fornire un pasto al giorno a 600 bambini dai 3 ai 6 anni che si trovano con le loro famiglie nel campo profughi di Mai Ayini nel nord dell’Etiopia. A distanza di 4 anni i bambini sono aumentati e sono oltre 900, tanto che sono organizzati in due turni per mangiare.

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