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"Spelacchio? Avevamo chiesto al Comune di Roma se volevano sostituirlo ma ci hanno detto di no"

L'assessore all'ambiente della Provincia di Trento spiega che "appena erano emersi i primi problemi all'albero di Piazza Venezia ne avevamo proposto uno nuovo". Raggi lo definiva "semplice e raffinato" e quindi nulla s'è fatto. Gilmozzi: "Il prossimo anno gli proporremo un albero 2.0 componibile in legno"

Di Luca Pianesi - 20 dicembre 2017 - 17:19

TRENTO. Piazza Venezia, a Roma, avrebbe potuto avere il suo bell'albero di Natale ma il Comune ha preferito puntare su "Spelacchio" sin da principio. E' quanto emerge oggi dall'assessore alle infrastrutture e all'ambiente della Provincia di Trento Mauro Gilmozzi. In consiglio provinciale, infatti, alcuni consiglieri dell'opposizione hanno chiesto a presidente e maggioranza se non fosse opportuno inviare un altro abete, nel Capoluogo, per evitare polemiche e strumentalizzazioni e l'assessore competente ha risposto che la proposta era già stata fatta a tempo debito (già diversi giorni fa) ma che il Comune di Roma aveva risposto picche. Abbiamo, quindi, fermato Gilmozzi all'uscita dall'Aula e gli abbiamo chiesto spiegazioni. 

 

"Appena si è capito che 'Spelacchio' aveva dei problemi e stavano emergendo le prime polemiche abbiamo chiesto all'amministrazione comunale del Capoluogo se volessero un nuovo albero - dichiara l'assessore all'ambiente -. Evidentemente qualcosa era andato male nella presa in custodia dell'abete della Val di Fiemme, ma dal Comune di Roma ci hanno detto che preferivano non sostituirlo. Si temevano, probabilmente, polemiche ulteriori e si confidava sulla tenuta dell'albero. Sostituirlo oggi, invece, sarebbe inutile. Siamo troppo vicini al Natale e per organizzare la selezione, l'abbattimento e un trasporto del genere ci vorrebbe, comunque, qualche giorno". 

 

Quindi Piazza Venezia si terrà il suo "Spelacchio" fino alla fine. La proposta la Provincia di Trento l'aveva fatta in tempi utili ma erano i giorni in cui alle ironie dei suoi concittadini Virgina Raggi replicava dicendo che a lei piaceva perché "è semplice e raffinato". Oggi è praticamente senza aghi e ridotto allo stremo anche se si è trasformato in un idolo della rete e il suo profilo Twitter cresce a dismisura. Tutti ci siamo affezionati a questo albero spelacchiato e bistrattato e anche l'assessore Gilmozzi invita l'amministrazione romana a non buttarlo come fosse un rifiuto. "Spelacchio è una risorsa - spiega - la cultura degli alberi vuole che dopo il taglio il loro destino sia nel recupero, nell'utilizzo del legno. I nostri programmi di abbattimento sono tutti strutturati su questi principi ed è per questo che nelle nostre foreste non viene abbattuta mai più della metà degli alberi nuovi, che crescono".

 

E Gilmozzi lancia anche la proposta. "Per il prossimo anno proporremo a Raggi e alla sua amministrazione un albero 2.0, magari tutto in legno così che non abbiano problemi a conservarlo. Magari ispirato al modello di qualche artista, che sia componibile cosicché, poi, dopo le vacanze di Natale, possa essere riutilizzato per altri scopi". Insomma l'amministrazione capitolina su "Spelacchio" c'ha creduto. Lui, siamo sicuri, non mollerà fino alla fine e l'ironia dei romani e della rete lo terrà in piedi, almeno fino al suo funerale fissato per il 25 dicembre.

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