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Al Trento Film Festival tre focus sulle produzioni agricole delle terre alte, tra tradizione e ricerca di un futuro sostenibile

Diversi appuntamenti per raccontare e descrivere il complesso rapporto tra montagna, cibo e vino. Un momento per presentare anche la Guida escursionistica e alpinistica descrive 170 cime del Brenta scritta da Alberto Bernardi, Roberto Ciri e Milo Muffato con la prefazione di Cesare Maestri

Foto di Cembrani Doc
Pubblicato il - 01 maggio 2018 - 18:20

TRENTO. Le terre alte, da sempre luoghi della fatica contadina, sono simbolo di un modello di sviluppo che tenta di unire valori della tradizione e sguardo al futuro, realizzando una difficile alchimia. Non è un caso, dunque, che il Trento Film Festival anche quest’anno abbia voluto dedicare particolare attenzione al complesso rapporto tra montagna, cibo e vino.  

 

Ecco così una serie di appuntamenti che si snodano nel ricco programma della kermesse festivaliera tra mercoledì 2 e sabato 5 maggio (Qui programma tra filmeventimostre e app).

 

Terre alte, terre di vini: viticoltura spesso definita “eroica”, a sottolineare la difficoltà del coltivare la terra sulle aree di versante, con pendenze che fanno assomigliare il lavoro del contadino all’azione alpinistica, entrambi segnati dalla fatica e dal passo cauto e attento.

 

Sarà proprio il Centro di Ricerca, Studi e Valorizzazione per la Viticoltura di Montagna a proporre, in collaborazione con l’Enoteca provinciale del Trentino, un laboratorio di degustazione di vini di montagna e formaggi di alpeggio che unirà in un simbolico gemellaggio il Trentino e la Valle d’Aosta, mercoledì 2 maggio alle 20.

 

Ancora il vino protagonista del seminario Montagna al naturale. Riflessioni sul futuro sostenibile della viticoltura delle terre alte, giovedì 3 maggio alle 18 sempre a Palazzo Roccabruna: tra antichi saperi e nuove pratiche, il professor Andrea Segrè (presidente della Fondazione Mach) e Stefano Pisoni, vignaiolo e contadino, dialogheranno sulle strategie per rendere davvero sostenibile la viticoltura in un ecosistema fragile come quello di montagna, tutelandone la biodiversità e salvaguardando la fertilità del suolo.

 

Un seminario, moderato dal giornalista Pietro Bertanza e organizzato dal Consorzio Vignaioli del Trentino, che si chiuderà con una degustazione di vini da agricoltura biologica e da varietà resistenti.

 

La Fondazione Mach tornerà a Palazzo Roccabruna sabato 5 maggio alle 18 per presentare i risultati di uno studio di livello euroregionale fra Trentino, Alto Adige e Tirolo, che si è posto l’obiettivo di indagare la “versione alpina” della dieta mediterranea.

 

Il progetto, dal titolo Environment, Food & Health vuole dimostrare che si può vivere a lungo con minori spese sanitarie, adottando uno stile di vita - e quindi una dieta - sana, e contemporaneamente aumentare il reddito dei produttori del territorio, consumando locale e stagionale.

 

Tra gli altri, la Fondazione si è occupata di studiare le proprietà della noce del Bleggio, dei formaggi di malga, del pane con cereali antichi e del miele di montagna. Prodotti che, in ragione delle loro proprietà nutritive e della loro salubrità, ben si prestano a essere messi nello zaino degli alpinisti e dei camminatori. Al termine del seminario è prevista una degustazione curata dalla Camera di Commercio di Trento.

 

Una guida alpinistica molto puntuale che Sat presenta in collaborazione con Trento Film Festival, corredata da un esilarante racconto con il quale Roberto Ciri ci condurrà per mano tra le guglie del Brenta. 

 

La Guida escursionistica e alpinistica descrive 170 cime del Brenta, scritta da Alberto Bernardi, Roberto Ciri e Milo Muffato.

 

L’opera vanta la presentazione di Cesare Maestri, tra i protagonisti dell’alpinismo dolomitico. Il volume (Ed. Idea Montagna) consta di 512 pagine, ricche di notizie storiche, curiosità e fotografie, oltreché, naturalmente, un’accurata descrizione degli itinerari, dislivelli, tempi di percorrenza, disegni e tutto il materiale utile.

 

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