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Il vino diventa sempre più turismo, quasi un milione e mezzo per attrarre turisti

L'assessore Michele Dallapiccola chiede un gioco di squadra tra i vari componenti del comparto, mentre si cerca di sviluppare ulteriormente il vino come attrattiva turistica e motivazione di vacanza

Di Nereo Pederzolli - 08 marzo 2018 - 21:10

TRENTO. Al Buonconsiglio, per consacrare al meglio i riscontri della promozione vini e grappa del Trentino. Tra bilanci e strategici investimenti di marketing. Primo importante momento per coinvolgere tutta la ‘filiera enoica’. 

 

Patinato, in tutto. Il vino come ‘modello d’eccellenza’. Esclusivo in quanto parte integrante del territorio dove nasce: il Trentino. Le diapositive scorrono veloci sui due grandi schermi allestiti nelle Marangonerie del Buonconsiglio, tra video clip – forse tropo edulcorate – e una serie di dati, riscontri  più che positivi di un settore trainante per tutto il comparto produttivo.

 
Interventi mirati
, precisi. Parte Maurizio Rossini, Ceo di Trentino Marketing. Che mette in risalto come l’enogastronomia rappresenti il 13,3% dell’elemento che condiziona la scelta della vacanza. Una percentuale in crescita, costante, che appassiona gli oltre 6 milioni di vacanzieri che arrivano in Trentino. 

 

Vino e prodotti enologici al centro di campagne promozionali, su giornali di settore, sulla stampa estera e sfruttando la rete Internet, con oltre 600 mila connessioni. Ingente lo stanziamento: oltre 1 milione e 300 mila euro.

 

Poi – in attesa del ritorno in sala dell’assessore Michele Dallapiccola, chiamato a rispondere ad una interrogazione urgente in consiglio provinciale sull’attacco di lupi ad un cervo  – parla Bruno Lutterotti, presidente Consorzio Vini. Auspica condivisione tra le varie componenti, spera nella DOCG per alcune varietà di vini, vuole coinvolgere i giovani, ridisegnare il format della Mostra Vini, evitando contrapposizioni tra ‘sociali e vignaioli’.

 

Questi, rispondono con Lorenzo Cesconi, presidente dei Vignerons trentini. Che ribadisce la scelta del vino d’autore, l’artigianalità, il coinvolgimento con altri vignaioli (pure con quelli del Barolo) per consolidare l’immagine di vini autenticamente ‘di territorio’.

 

Sabrina Schench, come responsabile del Trento DOC spiega il successo delle bollicine, le tante iniziative promozionali, la crescita dei soci – quasi 50 – e tutta una serie di adesioni a saloni, forum, congressi di sommelier.
Non manca il discorso sulla grappa, affidato a Stefano Marzadro. Che insiste sull’urgenza di creare sinergie con tutto il settore, per non disperdere un patrimonio grappistico unico nel suo genere.

 

Francesco Antoniolli, neo vicepresidente nazionale delle Strade del Vino, elenca obiettivi per innalzare la qualità delle proposte, per arricchire di nuovi contenuti enogastronomici la vacanza turistica trentina.

 

Così Mauro Leveghi, responsabile di Palazzo Roccabruna e quindi Camera di Commercio, parla di ‘cultura di prodotto’, delle forme di educazione al consumo, delle 150 giornate di apertura del palazzo di via Santa Trinità, dove il vino e la sua filiera sono davvero di casa.

 

Torna al castello l’assessore Dallapiccola. E ritorna ad auspicare un gioco di squadra tra i vari componenti del settore vino’. Per non disperdere  le tante iniziative intraprese in questi ultimi anni, per compattare l’immagine.
Tra il pubblico -  rappresentati delle tante categorie che gestiscono l’ospitalità vacanziera – c’è soddisfazione. Il bilancio e le prospettive sembrano tutto improntate all’ottimismo.

 

Forse bisognava insistere su certi punti focali – come evitare lo scontro tra categorie? Che fare sulla DOCG: solo Teroldego o solo lo spumante classico? – ma di questo – assicurano – ci sarà tempo per discutere.

 

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