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In Iran per insegnare alle ragazze ad arrampicare: la campionessa Angelika Rainer tra le montagne dell'Antica Persia

L'atleta di Merano, tre volte campionessa del mondo e specializzata nel drytooling, partirà per l'Iran prima in marzo per un sopralluogo e successivamente in autunno. L'obiettivo è quello di aprire nuove vie e diffondere la conoscenza di questa disciplina in cui non c'è differenza tra uomini e donne

Foto Marco Servalli
Di Cinzia Patruno - 18 febbraio 2018 - 18:08

MERANO. Una bella storia di sport e integrazione, quella che ci racconta Angelika Rainer, climber meranese che nei suoi dodici anni di carriera di strada ne ha fatta. Tre volte campionessa del mondo, vuole spingersi al di fuori dei confini regionali realizzando un progetto ambizioso, che intraprenderà quest'autunno in compagnia del compagno Marco.

 

La meta? L'Iran, con l'obiettivo di aprire nuove vie di arrampicata e diffondere la conoscenza di questa disciplina tra le ragazze iraniane. "In Iran - ci spiega Angelika - l'arrampicata è una disciplina parecchio nuova, ma sta crescendo tanto e è molto seguita. L'idea è nata qualche anno fa. Durante la Coppa del Mondo di arrampicata su ghiaccio, ho conosciuto degli atleti iraniani e siamo rimasti in contatto". Inutile dire che la climber è conosciutissima nell'ambiente visto le sue numerose vittorie e conquiste. Un esempio per tutti, uomini e donne.

 

Uno sport, l'arrampicata, in cui le differenze di sesso quasi si annullano. "Ci sono sicuramente meno donne in questa disciplina, ma mi sento molto rispettata tra gli uomini. E’ successo diverse volte che uomini mi abbiano chiesto di provare a ripetere (affrontare una salita già fatta, ndr) o persino di fare la prima salita delle loro vie e questo è sempre un onore. Sono in contatto con diverse altre donne forti ed è bello incontrarsi ogni tanto e scalare insieme. E’ un feeling diverso scalare con donne, anche perché abbiamo un altro stile e un’altra tecnica data dalla nostra altezza e dalla forza diversa rispetto agli uomini".

 

Una cultura lontana dalla nostra, quella iraniana, e proprio per questo affascinante per Angelika. "Come viaggio sarà molto interessante per noi, essendo la cultura iraniana molto diversa dalla nostra". Rainer e il compagno partiranno ad inizio marzo per un sopralluogo, mentre il viaggio vero e proprio verrà intrapreso in autunno. "Sarebbe impossibile affrontare il viaggio affidandoci solo a quello che ci viene detto". 

 

In Iran, l'arrampicata outdoor sta crescendo tanto e la nostra Angelika potrà contribuirvi, anzitutto aprendo nuove vie adatte sia all'arrampicata classica che al drytooling, una tecnica particolare con picozze e ramponi (il classico kit da arrampicata su ghiaccio) su roccia. "La capitale Teheran è ad un'altitudine di oltre 1.000 metri e le montagne che la circondano sono molto alte".

 

 

Un apporto importante verrà dato da quest'atleta nostrana anche all'integrazione femminile in questo sport. "Non posso esprimere un parere su come vengono percepite le differenze tra uomo e donna in Iran a livello socio-culturale. In ambito sportivo - racconta Angelika - non c'è differenza, le donne sono molto rispettate. Inizialmente, la squadra iraniana era composta da tre ragazzi e una ragazza. Ora le ragazze sono tre e stanno ottenendo buonissimi risultati".

 

Un ottimo punto di partenza per pensare a dei corsi rivolti alle ragazze desiderose di avvicinarsi a questa disciplina del corpo e della mente. "Organizzeremo dei corsi di drytooling in palestra rivolti solo alle ragazze, ma anche all'aperto per tutti". Arrampicarsi per superare le barriere, i tabù e le differenze.

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