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In Ohio l'incontro dei trentini-tirolesi di Usa e Canada e il ricordo dei 100 immigrati italiani dimenticati in una fossa comune

Alla 23ma edizione della convention di Ittona ci sono stati tre approfondimenti: uno è stato il “Wreck on the Wabash” il racconto del disastro ferroviario del 1901 a Seneca, Michigan, nel quale perirono oltre cento immigrati italiani diretti alle miniere del Colorado

Pubblicato il - 05 agosto 2018 - 15:39

CLEVELAND (Ohio). C'erano 300 persone a Cleveland, in Ohio, per la 23ma edizione della convention di Ittona, l’organizzazione che raccoglie i circoli degli emigrati Trenini-Tirolesi negli Stati Uniti e Canada. L’incontro, a cadenza biennale, quest’anno è stato curato dell’“Alpini Trentini Club” di Cleveland guidato dalla presidente Nancee Visintainer che ha aperto i lavori e a seguire ha preso la parola il consultore per gli Stati Uniti Luca Dorigatti che ha portato il saluto del presidente della Provincia di Trento Ugo Rossi e poi il direttore della Trentini nel Mondo, Francesco Bocchetti, che ha curato un’applaudita presentazione del Trentino di oggi.

 

Per l’edizione 2018 sono stati individuati e presentati ai partecipanti tre approfondimenti: “Wreck on the Wabash”, a cura di Laurie Perkins, “Folk stories of Trentino” a cura di Mary Beth Moser e “Genealogy” a cura di Ivo Finotti.

 

“Wreck on the Wabash” è il racconto del disastro ferroviario del 1901 a Seneca, Michigan, nel quale perirono oltre cento immigrati italiani diretti alle miniere del Colorado: clandestini stipati in carrozze merci, non furono all’epoca dei fatti nemmeno contemplati tra le vittime e sepolti in una fossa comune “sparirono” così per quasi un secolo. Nell'elenco ufficiale delle vittime la Wabash, infatti, mise solo i 23 passeggeri con biglietti di prima e seconda classe, quel centinaio di immigranti italiani che avevano viaggiato come animali (molti con mogli e figli al seguito in cerca di un futuro più umano nel Midwest e nelle miniere di Colorado e California) divennero morti senza nome e senza identità.

 

“Folk stories of Trentino” è una preziosa pubblicazione che, con un attento e puntuale lavoro di ricerca, rende omaggio alle leggende del Trentino. L’opera è tutta in chiave femminile e si sviluppa attorno al concetto del filò come luogo fisico e sociale dove racconti, fiabe e leggende si sono sviluppate e tramandate.

 

“Genealogy” è una dettagliata presentazione che descrive gli strumenti oggi a disposizione per la ricerca dei propri antenati. La digitalizzazione degli archivi, la loro messa a disposizione tramite gli open data e la diffusione di internet hanno cambiato radicalmente l’approccio, e soprattutto il successo, nella ricerca delle proprie origini.

 

I partecipanti nel corso del weekend si sono confrontati anche sui temi legati alla migrazione attraverso il passare delle generazioni. Stati Uniti e Canada sono stati luoghi di forte immigrazione da parte di Trentini-Tirolesi fin dal diciannovesimo secolo e la maggior parte dei Circoli è oggi frequentata da seconde e terze generazioni, “americane” quindi a tutti gli effetti che però non vogliono rinunciare alle proprie origini; ha colpito tutti i presenti la più giovane iscritta alla convention: tre anni di età, immigrata tirolese a Solvay, New York, di quinta generazione.

 

Prossimo appuntamento per il 2020: si è proposto per l’organizzazione il Circolo Trentino di Detroit, Michigan.

 

 

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