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| 25 ott 2019 | 20:20

Stava, trentaquattro anni dopo. Inaugurata al Sass una mostra fotografica per "coltivarne la memoria"

La mostra precede lo spettacolo "Stava 19 luglio 1985" che dal 7 al 10 novembre occuperà il palco del Teatro Sociale. Gli scatti, firmati da Dino Panato, ripercorrono quel giorno. Graziano Lucchi, presidente della Fondazione Stava 1985: "Il compito che ci siamo posti come fondazione è quello di far conoscere quelle vicende a quante più persone possibili"

Stava, trentaquattro anni dopo
di Arianna Viesi

TRENTO. Il 19 luglio 1985 alle 12.22 una colata di fango investe l'abitato di Stava. 268 morti: tra cui 28 bambini con meno di 10 anni e 31 ragazzi con meno di 18 anni. Una tragedia immane.

 

L'ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, in occasione di un'udienza al Quirinale del 1999, compendiò bene il dramma di quella vicenda: "È importante mantenere le memorie di quanto è accaduto a Stava ed avete fatto bene a costituire la Fondazione Stava 1985 che si pone come compito la memoria, ma in senso attivo, per far sì che venga stimolato il richiamo alla responsabilità di ciascuno di noi".

 

Oggi, alla Spazio archeologico sotterraneo del Sass, è stata inaugurata la mostra "Stava 1985". Una mostra fotografica che ripercorre quei drammatici momenti e lo strascico di dolore e polemiche che ha lasciato dietro di sé.

 

L'esposizione è stata pensata come apertura per lo spettacolo teatrale "Stava 19 luglio 1985" che, dal 7 al 10 novembre, occuperà il palco del Teatro Sociale. Scritto e diretto dal registra trentino Filippo Andreatta con il supporto drammaturgico di Marco Bernardi e la musica di Davide Tomat, la rappresentazione porta in scena suggestioni visive e uditive di quel giorno.

 

Gli scatti portano la firma di Dino Panato, fotoreporter che per primo immortalò su pellicola la tragedia umana e ambientale di Stava. Sono stati esposti grazie alla gentile concessione del  figlio, Daniele, che per l'occasione ha aperto gli archivi fotografici del padre.

 

Presente all'inaugurazione anche il presidente della Fondazione Stava 1985, Graziano Lucchi, che ha ricordato l'imprescindibile valore della memoria cui non si può, e non si deve, abdicare: "I pannelli non raccontano solo quel giorno. Spiegano perché è successo. Il compito che ci siamo posti come fondazione è quello di coltivare la memoria e far conoscere quelle vicende a quante più persone possibili".

 

Il 29 ottobre, alle 17.30 al Teatro Sociale, si terrà un dibattito di approfondimento. Interverranno lo stesso Lucchi e il giudice Carlo Ancona che seguì la vicenda giudiziaria.

 

La mostra, invece, resterà aperta fino al 10 novembre e il biglietto d'ingresso seguirà il tariffario del Sass. Eccezione per coloro che assisteranno allo spettacolo del Sociale: per gli spettatori, infatti, l'ingresso sarà gratuito.

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