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''Liberali Tutti'': il Centro Astalli Trento e i Presidi di Libera Trento e Rovereto contro lo sfruttamento lavorativo

Insieme per costruire una memoria attiva delle vittime migranti dello sfruttamento lavorativo, una memoria militante che non resti mero compianto, ma diventi una forza per lottare e cambiare le cose per tutti i lavoratori, di qualsiasi nazionalità

 

Di Angela Tognolini - Centro Astalli Trento - 01 maggio 2018 - 06:01

TRENTO. Cosa unisce il Centro Astalli Trento, una ONG che si lavora con i migranti forzati e Libera Trentino, l’interfaccia trentina della rete di associazioni che combatte contro le mafie e la criminalità organizzata? Molte cose. Prima tra tutte, la convinzione che tutte le vittime debbano essere protette, che non si possa “scartare” nessuno, se si vuole vivere in un mondo più giusto. E poi, li unisce una battaglia. Quella contro lo sfruttamento lavorativo, che vede organizzazioni criminali e datori di lavoro disonesti approfittare del disperato bisogno di impiego per arricchirsi.

 

Anche in Trentino, regione virtuosa dove lo sfruttamento lavorativo sembra assente, ci sono persone che sottoscrivono contratti part-time per poi lavorare cinquanta ore a settimana senza paga, altre costrette ad accettare salari al di sotto di quelli stabiliti per legge. Molti di questi lavoratori sono italiani, altri sono stranieri.

 

“Aiutando i migranti forzati a entrare nel mercato del lavoro in Trentino, abbiamo incontrato datori di lavoro eccezionali e disponibili ma anche persone che hanno approfittato di situazioni di debolezza proponendo condizioni di lavoro illegali” dice Patrizia Toss, referente dell’Area Integrazione e Lavoro del Centro Astalli Trento. Per non parlare dei migranti che, non trovando un impiego nella regione, si sono spostati in altre zone d’Italia, dove hanno dovuto accettare condizioni lavorative inaccettabili, o addirittura lavoro forzato.

 

Per questi motivi il Centro Astalli Trento ha iniziato a interrogarsi  rispetto al fenomeno e ben presto si è accorto che, come dice Patrizia Toss, “non esiste un ‘noi’ e un ‘loro’ quando si parla di sfruttamento dei lavoratori”. Non possiamo accettare che esistano lavoratori tutelati e lavoratori senza tutele: solo se tutti saranno protetti esisterà un mondo del lavoro che non spinga le persone in difficoltà nella rete dello sfruttamento, a prescindere dal colore della pelle.

 

Da questa riflessione, nella primavera del 2017 è nata la collaborazione con il Presidio Universitario di Libera contro le Mafie “Celestino Fava” di Trento. All’origine di tutto, lo spettacolo “Incassato nero”, ideato da un gruppo di scout di Bassano e prodotto da i presidi di Libera Trento e Rovereto, con la collaborazione del Centro Astalli Trento. Da lì, è decollato l’ambizioso progetto “Liberali tutti”, che vede le due organizzazioni lavorare per una cultura di legalità e contro lo sfruttamento.

 

“All’inizio - spiega Anna Sattanino, storica volontaria di Libera e ora operatrice del Centro Astalli Trento - ci siamo concentrati sui richiedenti asilo. Volevamo offrire loro strumenti pratici per evitare di diventare vittime di sfruttamento”.

 

Per questo è stato redatto un libretto da consegnare ai migranti dove, con elenchi di parole chiave e fac-simili, si aiutano i lavoratori stranieri a prendere confidenza con documenti quali contratti di lavoro e buste paga, ma anche a imparare diritti e doveri dei lavoratori e cosa sia il lavoro nero.

 

In seguito, è stato deciso di tenere un laboratorio per gruppi di richiedenti che, seguendo gli argomenti del libretto, li aiutasse a familiarizzare con il concetto di lavoro regolare e di diritti dei lavoratori. “Questi seminari sono tenuti dai volontari dei presidi di Libera Trento e Rovereto - dice Anna - studenti che hanno ricevuto una formazione specifica sul tema dell’accoglienza dei richiedenti asilo in Trentino, sul lavoro irregolare e sulle dinamiche da tenere in conto quando si lavora con persone di altre nazionalità e culture”.

 

Sono stati organizzati tre cicli, il primo a dicembre del 2017 che hanno visto partecipare un massimo di quindici richiedenti asilo ciascuno. Ad oggi, è in programma un quarto ciclo, che vedrà coinvolti altri richiedenti asilo pronti ad affacciarsi al mondo del lavoro.

 

Ma l’impegno del progetto “Liberali tutti” non finisce qui. “Ci interessava parlare del fenomeno dello sfruttamento lavorativo con la popolazione e soprattutto con i giovani - afferma Anna - per questo abbiamo collaborato per la Giornata della Memoria e dell’Impegno in Ricordo delle Vittime di Mafia, organizzando il 21 marzo una conferenza chiamata ‘Diritti Scartati’, nella quale abbiamo parlato di migranti e sfruttamento lavorativo”.

 

E nemmeno la strada del progetto “Liberali Tutti” non finisce qui, i presidi di Libera in Trentino e Astalli Trento prevedono di collaborare ancora per la Giornata della Memoria delle Vittime delle Migrazioni e, soprattutto di organizzare un campo estivo chiamato “Lottatori di Speranza”, dalle parole rivolte da papa Francesco ai migranti dell’hub di Bologna. Come si legge dal comunicato, il Campo “avrà per protagonisti richiedenti asilo, rifugiati, ma anche semplici cittadini italiani impegnati in questa azione di coscienza, impegno e speranza”.

 

Il tema è quello della memoria delle vittime della criminalità organizzata, soprattutto quelle migranti, e sarà presentato insieme con gli altri campi estivi che l’associazione Libera contro le Mafie propone ai giovani di tutta la penisola.

 

Penso che Libera ed Astalli abbiano moltissimo da scambiare e da imparare l’uno dall’altro - conclude Anna Sattanino - il Centro Astalli Trento ha un grande capitale di conoscenze ed esperienze sui migranti forzati, e Libera ha il suo impegno più di ventennale nell’opporsi alle mafie”.

 

Insieme possono costruire una memoria attiva delle vittime migranti dello sfruttamento lavorativo, una memoria militante che non resti mero compianto, ma diventi una forza per lottare e cambiare le cose per tutti i lavoratori, di qualsiasi nazionalità.

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