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| 25 dic 2018 | 15:23

Lumen, un museo a 2.265 metri tra panorami, storia della fotografia e un ristorante di Norbert Niederkofler

Spazio innovativo e affascinante che prende forma nell'ex stazione a monte della funivia di Plan de Cornoes, da tempo abbandonata, e si articola in circa 1.800 metri quadri di spazi espositivi distribuiti su quattro piani

BRUNICO. Natura, vista unica, l'arte della foto e un ristorante panoramico targato Norbert Niederkofler, chef tre stelle Michelin. A Plan de Corones ha aperto i battenti giovedì 20 dicembre Lumen-Museum of mountain photography, un museo a 2.265 metri diretto da Thina Adams e dedicato alla fotografia di montagna (Qui info).


Spazio innovativo e affascinante che prende forma nell'ex stazione a monte della funivia di Plan de Cornoes, da tempo abbandonata, e si articola in circa 1.800 metri quadri di spazi espositivi distribuiti su quattro piani. Un complesso che ospita anche una sala destinata a conferenza, seminari ed eventi da 200 persone e un bookshop. Il Lumen è impreziosito inoltre da AlpiNN, il ristorante incentrato ovviamente sulla cucina di montagna per un progetto gastronomico di Niederkofler.


Non solo mostre fotografiche. L'esposizione spazia da immagini storiche alle innovazioni digitali per un programma interdisciplinare che si muove tra alpinismo e turismo, politica e spiritualità, senza dimenticare le diverse prospettive delle Dolomiti. Nella sala Adrenalina c'è un omaggio a Reinhold Messner, la permanente si intitola "Messner meets Messner" by Durst, partner del museo insieme a Red Bull Illume, coinvolto per il concorso di fotografia sportiva Adventure.


Nella sala degli Specchi, il visitatore percepisce l’interazione tra le forze di natura e montagna, quindi ci si sofferma sull'influenza delle guerre sul paesaggio. Non manca poi il Wall of fame dedicato ai pionieri della fotografia di montagna come i fratelli Bisson, Joseph Tairraz, Bernhard Johannes, Jules Beck e Vittorio Sella. Nella Wunderkammer si possono, infine, osservare oggetti reali e rari per incuriosire il pubblico.


Un progetto museale che vede altre importanti realtà partner quali l’Archivio tirolese per la documentazione fotografica e l’arte (Tap), National Geographic e Alinari, oltre naturalmente alla Provincia di Bolzano e Kronplatz.

 

Un museo che intende coinvolgere un ampio pubblico e che si prepara a lanciare la realtà virtuale, un unione tra natura e tecnologia, oltre alla possibilità di riqualificare e recuperare un edificio altrimenti destinato all'abbattimento. 


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