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Nucleo Elicotteri, Rossi: ''Salvano vite, non facciamo confusione''. Ma la confusione la fa lui: il problema è chi pensa che gli elicotteri siano suoi

Nessuno mette in discussione l'importanza fondamentale del Nucleo e le loro grandi capacità. Si chiede, però, che ai cittadini venga detta la verità rispetto a quanto accaduto dietro la riorganizzazione dei vertici. L'assessore Mellarini non l'ha fatto

Di Luca Pianesi - 14 febbraio 2018 - 17:01

TRENTO. "Sono state salvate delle vite. Non dimentichiamolo e non facciamo confusione". A fare confusione è proprio il presidente Ugo Rossi che con queste dichiarazioni inviate alla stampa a commento di quanto emerso in questi giorni sulla riorganizzazione interna del Nucleo Elicotteri della Provincia di Trento e il mancato rispetto delle normative nazionali di volo, mescola le cose e va a rispondere a domande mai poste. Nessuno, infatti, ha mai messo in discussione il ruolo cruciale del Nucleo e le competenze dei piloti (lo abbiamo ripetuto anche negli articoli che, con documenti esclusivi in nostro possesso, hanno aperto la questione).

 

Qui semmai abbiamo uno scontro tra istituzioni: da un lato l'Ente nazionale aviazione civile che detta le regole di volo nel nostro Paese e che ha riscontrato, dopo i due incidenti avvenuti uno sul Nambino l'altro a Pietramurata, "una sensibile carenza di supervisione e controllo sullo svolgimento delle operazioni all'interno dell'organizzazione" e il "verificarsi di deviazioni dagli standard normativi per la sicurezza delle operazioni, ammesse dal direttore delle operazioni di volo" rispetto alla gestione del Nucleo Elicotteri di Trento; dall'altro la Provincia e nello specifico l'assessore Mellarini, che hanno fatto passare come una decisione interna legata "all'aumento dei voli" e al "mantenimento dell'alto standard qualitativo del servizio" tale riorganizzazione. 

 

Da un lato abbiamo l'autorità statale che, dopo aver messo il naso nelle faccende provinciali, era rimasta quanto meno interdetta per come venivano gestite le operazioni dando, addirittura, il Livello 1 di criticità al Nucleo, il più alto possibile, quello che "o si cambia o non si vola più". 

 

 

 

L'Enac aveva fissato come limite invalicabile il 30 novembre; dall'altro lato abbiamo la Giunta, che il primo dicembre fa la delibera di riorganizzazione dei dirigenti, e l'assessore alla protezione civile che il 4 dicembre con queste parole giustifica tale decisione. 

 

 

 

 

Insomma, per Mellarini tutto pare filare liscio. Per lui l'Enac, c'entra ma solo di striscio: gli incidenti non avrebbero spostato di una virgola gli equilibri e la riorganizzazione sarebbe dovuta alla Giunta che resterebbe, in questo modo, l'unica autorità per quanto riguarda il Nucleo Elicotteri. Il messaggio che si vuole dare, nascondendo la verità, è questo: sul Nucleo decide la Giunta, gli elicotteri sono roba nostra. Ma è proprio qui che sta l'inghippo. Gli elicotteri sono roba nostra, sì, ma dei cittadini. Dei contribuenti che li hanno pagati. Il Nucleo è una risorsa straordinaria, è vero, ma della comunità non della politica.

 

Lunedì, il giorno che è uscita la prima parte della nostra inchiesta, abbiamo provato a chiedere una replica all'accountable manager del Nucleo (e comandante dei vigili del fuoco) Ivo Erler che c'ha risposto che sarebbe stata la Provincia a rispondere (Mellarini, invece, non ha nemmeno risposto al telefono). E anche questa battuta fa riflettere: è la Provincia che risponde, fa tutto lei. Ma anche la Provincia, in fondo, saremmo noi tutti, noi cittadini. Pat, Giunta e tutto il consiglio cosa sono se non strutture poste lì a fare gli interessi della comunità e a lavorare per essa?

 

E i cittadini hanno il diritto di sapere perché uno dei loro elicotteri è precipitato e pochi mesi dopo un altro ha rischiato di cadere riuscendo a tornare alla base "per fortuna" (lo specifica lo stesso Enac dicendo che "per circostanze puramente fortuite non hanno prodotto conseguenze più gravi") con le pale dell'elica mangiate da una parete di roccia. I cittadini hanno il diritto di sapere la verità che è quella certificata dall'Enac.

 

Che un assessore minimizzi o, peggio, menta per far uscire ancora una volta il messaggio che qui a decidere su tutto è sempre e solo la Provincia e riduca l'intervento di Enac a quello di un ente che "fa le verifiche e siamo in attesa di conoscerle" (quando in realtà ogni cosa era già conosciuta da settimane come dimostrato dalle mail che abbiamo pubblicato) è un distorcere la realtà che in altri Paesi porta a conseguenze molto importanti per un politico. Qui siamo in Italia e va bene, ma mescolare il lavoro del Nucleo, straordinario e cruciale, con le responsabilità politiche di chi ha deciso di agire in un certo modo e ha coperto certe situazioni è un errore. E' fare confusione

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