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Ogni anno 10 miliardi di euro in fumo per il contrabbando di sigarette, in Italia il 60% sono ''Illicit whites''

L'Università di Trento fotografa il mercato illecito delle sigarette di contrabbando. In particolare un focus sulla rotta Italia-Grecia. Le città italiane più rappresentative del fenomeno sono Napoli, Trieste, Salerno, Palermo, Messina e Milano

Di Luca Andreazza - 14 luglio 2018 - 06:01

TRENTO. Sono Regina, Marble, Pine, Minsk e Mark1 i marchi di illicit whites più presenti in Italia. I prezzi oscillano tra un minimo di 2,5 euro a un massimo di 3,5 euro. Tra i marchi noti i più presenti sul mercato illecito sono Marlboro (20%), Winston (6%), Rothmans e Chesterfield (3-4%), L&M (3%).

 

In questo caso il prezzo sul mercato illecito varia tra un minimo di 2,5 euro (soprattutto per le varianti slims o superslims) e i 4 euro. Più in generale, il prezzo medio di un pacchetto di sigarette in Italia supera di oltre 4 euro quello di un pacchetto ucraino, moldavo e bielorusso (Paesi extra Ue) e di oltre 1,5 euro quello di un pacchetto polacco (Paese Ue).  

 

Un quadro disegnato da Andrea Di Nicola (professore di criminologia) e Giuseppe Espa (professore di statistica economica), fondatori di "Intellegit", la start-up sulla sicurezza dell'Università di Trento. Questo studio vede anche il contributo di Bat Italia, la British American Tobacco. I risultati dell'indagine hanno trovato un eco nazionale e sono stati presentati a Roma nella prestigiosa sede del Centro studi americani.

 

Il contrabbando di tabacchi è un fenomeno criminale molto complesso che genera ingenti danni per Erario e salute dei cittadini, ma soprattutto sicurezza del Paese e dell’Unione europea. Un mercato che in Italia presenta un'evoluzione ciclica, ma stabile. 

 

Un andamento ascrivibile principalmente a due fattori, cioè gli elevati controlli delle forze dell’ordine sul territorio e politiche regolatorie e fiscali equilibrate.

 

Oltre la stima annuale del consumo di sigarette illegali in Italia, che si attesta su percentuali tra il 5% e 6% di sigarette illecite sul totale in commercio. Un dato lontano dai picchi registrati nei decenni scorsi e negli altri Paesi europei, ma una dinamica di urgente attualità geopolitica e economica internazionale.

 

Il nero del tabacco costa ogni anno 10 miliardi di euro di mancati introiti da imposte e dazi, di questi 1 miliardo è il costo dell’evasione imputabile all’Italia. L’aumento dei rischi per la salute dei consumatori è legato soprattutto all’aumento spropositato della presenza di sigarette illicit whites che a oggi rappresentano oltre il 60% del totale delle sigarette sequestrate nel Bel Paese.

 

Il contrabbando di sigarette assume inoltre un ruolo strategico per il Bel Paese: l'Italia è, infatti, interessata dal fenomeno in qualità di mercato di destinazione finale, ma soprattutto come area di transito dei commerci illegali verso Stati Uniti e Unione europea.

 

Un ruolo cruciale in questo mercato è anche quello della Grecia, che rappresenta un hub di transito verso l'Italia di illicit whites, cioè marchi prodotti lecitamente in Paesi extra Unione e contrabbandati nell'area Ue.

 

Alcuni dati. Nel 2016 sono arrivati nel Paese ellenico circa 4 miliardi di sigarette di contrabbando, 1,54 miliardi dei quali costituiti da illicit whites e vendute nel mercato illecito greco a un prezzo di circa 1,5 euro.

 

I carichi di sigarette arrivano in Grecia via mare, principalmente da Asia e da nord Africa via Cipro, e via terra, in particolare dall'area balcanica e Turchia.

 

Nelle rotte verso l’Italia, i carichi di grandi dimensioni partono solitamente dai porti di Patrasso e del Pireo per raggiungere quelli dell’Adriatico (in particolare Ancona, Taranto e Bari), mentre i carichi di dimensioni più ridotti sono trasportati su piccole e veloci imbarcazioni verso i porti e le spiagge pugliesi (un esempio la rotta Corfù-Bari).

 

Nonostante questo “attacco” da più fronti, la Grecia resta tra i Paesi europei dove le autorità locali svolgono un efficace lavoro di prevenzione, confermato dal numero dei sequestri che ammontano a 1.532 solo nel 2016, per un totale 541 mila tonnellate di merce sequestrata

 

Questo studio, giunto alla seconda edizione, incrocia i più recenti dati disponibili dalle diverse fonti in materia (Sun Report KPMG, Empy Pack Survey, Mystery Shopper, Istat, dati Bat) e contiene un’analisi dettagliata di rottepunti di transito, luoghi di consumo e sequestro delle sigarette di contrabbando in Italia, oltre che un focus su alcune delle città più rappresentative del fenomeno in Italia, nell'ordine Napoli, Trieste, Salerno, Palermo, MessinaMilano.

 

Il rapporto inoltre cataloga, per la prima volta in assoluto, tutti i marchi di illicit whites rilevati sul mercato italiano e riportano informazioni sul pacchetto, il produttore, il proprietario del marchio eventuali varianti, oltre alle città di vendita, il prezzo e la quota di mercato.

 

Si tratta di una catalogazione innovativa, utile a realizzare la prima e unica a livello europeo fotografia precisa del fenomeno con l’obiettivo di contribuire a contrastarlo in maniera capillare.

 

Lo step successivo dovrebbe essere la creazione di un unico database internazionale che possa essere costantemente aggiornato e messo a disposizione di tutti gli Stati e delle relative forze dell’ordine per realizzare una comune strategia di contrasto che muova da una unica interpretazione del fenomeno

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