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Olimpiadi delle Dolomiti 2026, Cortina lancia la candidatura: "Siamo in pole position. Il Trentino? Ci sono le elezioni, aspettiamo"

In Provincia di Belluno si respira fiducia e Cortina sogna di riportare la kermesse a cinque cerchi all'ombra delle Dolomiti dopo l'edizione del 1956. Roberto Padrin: "I giochi torneranno in Europa e siamo già pronti per ospitare questa grande opportunità"

Di Luca Andreazza - 04 April 2018 - 09:10

CORTINA. Alla fine è arrivata, i dubbi sono stati spazzati via. Dopo i 'Sì' di Regione Veneto e Provincia di Belluno, la manifestazione di interesse di Cortina è arrivata a destinazione di Coni e Cio. Obiettivo Olimpiadi invernali 2026 (Qui articolo).

 

Sono sette i Paesi che hanno fatto pervenire al Cio la manifestazione d'interesse a ospitare i Giochi del 2026. Oltre a Cortina, per l'Italia ci sono gli interessamenti di Milano e Torino.

 

Le altre in lizza sono Graz (Austria), Calgary (Canada), Sapporo (Giappone), Stoccolma (Svezia), Sion (Svizzera) e Erzurum (Turchia). Le candidature ufficiali saranno comunicate in ottobre, mentre la scelta della città organizzatrice è fissata per il 10 settembre 2019 nella sessione del Cio a Milano.

 

Spicca subito la 'particolarità' tutta italiana, tre città sul tavolo, mentre le altre Nazioni si sono concentrate a tirare la volata sulla propria scelta. "I tempi - dice Roberto Padrin, presidente della Provincia di Belluno -  sono stati stretti e forse non si è riusciti a fare sintesi, ma abbiamo intenzione di giocare le nostre carte fino in fondo, siamo fiduciosi per diversi motivi".

 

Quali? "Quella di Cortina - aggiunge il presidente bellunese - è la proposta migliore per gli aspetti ambientali e paesaggistici, ma anche a livello impiantistico e economico. In Italia non abbiamo rivali, la partita è forse più combattuta in sede del Comitato olimpico internazionale". 

 

L'agenda Tokyo 2020 impone un po' di austerity anche nell'organizzazione delle kermesse a cinque cerchi. "Sicuramente - evidenzia Padrin - non si andranno a fare investimenti e impegnare risorse come per gli appuntamenti di Sochi in Russia, PyeongChang in Corea del Sud e le prossime Olimpiadi di Pechino in Cina. Anche perché qui gli impianti di livello ci sono già, tolto il bob e qualche altra disciplina, si tratta solo di migliorare e adattare quanto esistente".

 

E qui potrebbero entrare in gioco il Trentino e l'Alto Adige tra stop, via libera e frenate. "Ovviamente - ammette il presidente - confidiamo in questa sinergia: superare barriere e confini per valorizzare un patrimonio invidiato nel mondo. I dubbi sono legati al momento contingente e alle imminenti elezioni di ottobre. Difficile che le attuali amministrazioni si possano sbilanciare. Comunque noi andiamo avanti, anche perché non bisogna dimenticare indotto e visibilità di questa operazione".

 

Se si legge lo studio di Innsbruck, realtà simile a quella di Trento, Bolzano e Belluno per impianti e morfologia, si parla di un investimento di almeno 1 miliardo e 300 mila euro. "Non abbiamo ancora definito il budget - commenta Padrin - ma ora si inizia a elaborare il dossier completo, puntuale e preciso per finalizzare la candidatura ufficiale, ma l'architettura complessiva ci fa ben sperare".

 

Alcuni dubbi sono legati alla gestione della sicurezza e villaggio olimpico se si dovesse allargare il raggio d'azione verso Trento e Bolzano. "Tutto si può superare - riconosce il presidente - serve sedersi intorno a un tavolo per discutere e arrivare preparati al traguardo".

 

Tanta fiducia quindi a Cortina, che sogna e si sente in pole position rispetto alle altre contendenti. "Sarebbe davvero straordinario - riconosce Padrin - riportare le Olimpiadi dopo 60 anni (Cortina 1956) tra le Dolomiti. Dopo tre edizioni si dovrebbe tornare nel cuore dell'Europa, quindi tante località sembrano destinate al taglio in partenza e non resterebbero tante contendenti".

 

Un punto debole di Torino è invece quello di aver ospitato i Giochi appena 12 anni fa, un lasso di tempo breve, brevissimo, "mentre per Milano - dice il presidente bellunese - non si capisce il progetto. Comunque Cortina rappresenta forse l'unica realtà davvero di montagna. Inoltre siamo già sede designata dei Campionati del Mondo di sci alpino del 2021: stiamo già lavorando a potenziare le infrastrutture e i rapporti con Giovanni Malagò (presidente Coni) sono ottimi".

 

Ma se Trentino e Alto Adige cedessero il passo? Si può ipotizzare un asse Milano-Cortina per rafforzare la candidatura o correte da soli? "In questo caso è necessario - conclude Padrin - verificare i regolamenti e le distanze, ma siamo disponibili a sederci intorno a un tavolo per il bene del Paese e riportare le Olimpiadi in Italia".

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