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Prende forma la decima edizione di Frontiere-Grenzen, il premio Strega Helena Janeczek entra a far parte della giuria

La giuria del premio letterario delle alpi negli anni ha potuto contare su scrittori quali Joseph Zoderer, Carmine Abate, Alessandro Tamburini e Peter Oberdorfer e che oggi è composta da Carlo Martinelli (presidente), Pietro De Marchi, Lisa Ginzburg e Stefano Zangrando

Pubblicato il - 14 luglio 2018 - 12:19

TRENTO. Il premio letterale delle alpi, Frontiere-Grenzen, proietta già nell'appuntamento del 2019. E conferma Helena Janeczek quale componente della qualificata giuria chiamata a valutare i prodotti letterari.

 

Forte dei numeri già raccolti, quali nove edizioni, 1.611 racconti ricevuti, 22 regioni coinvolte e otto Stati raggiunti, inizia già a prendere forma il decimo appuntamento della kermesse organizzata dall'associazione culturale "La bottega dell'arte" in collaborazione con le biblioteche di Primiero e Canal San Bovo, ma anche l'associazione Scrittori sudtirolesi (Qui info).

 

Una decima edizione è sempre un traguardo importante, in questo caso ancora più significativo in quanto Helena Janeczek, la scrittrice che pochi giorni fa ha conquistato il Premio Strega con il romanzo “La ragazza della Leica”, ha accettato di fare parte della giuria.

 

La scrittrice, nata a Monaco di Baviera che vive in Italia da oltre trent'anni, affianca così gli altri componenti nella scelta dei racconti vincitori di Frontiere-Grenzen, appuntamento biennale e bilingue che negli anni si è imposto tra i momenti culturali più attesi e seguiti dell’arco alpino.

 

Helena Janeczek entra a far parte di una giuria che negli anni ha potuto contare su scrittori quali Joseph Zoderer, Carmine Abate, Alessandro Tamburini e Peter Oberdorfer e che oggi è composta da Carlo Martinelli (presidente), Pietro De Marchi, Lisa Ginzburg e Stefano Zangrando.

 

Nel 1997 ha pubblicato con Mondadori, “Lezioni di tenebra”, la sua prima opera di narrativa in italiano, oggi disponibile in una nuova edizione per i tipi di Guanda e che  affronta a partire dall'esperienza autobiografica, il tema della trasmissione di madre in figlia di una memoria tabù segnata dalla deportazione della madre a Auschwitz. Con il suo libro d’esordio ha vinto il Premio Bagutta Opera Prima e il Premio Berto

 

Un'altra opera, “Cibo” (Mondadori, 2002), è invece un mosaico romanzesco di storie che indagano il rapporto, felice o problematico, di donne (e uomini) con il cibo, il corpo e i desideri e le memorie che vi si intrecciano. 

 

Le rondini di Montecassino” del 2010 (Guanda) è un romanzo che intreccia fiction e non-fiction, capace di collegare continenti, ma anche di spaziare tra l'oggi e la battaglia del ‘44, per scandagliare il portato e il lascito della seconda guerra mondiale attraverso le storie dei reduci e dei loro discendenti. Con quest'opera, ha vinto il Premio Napoli, il Premio Pisa e il Premio Sandro Onofri.

 

La ragazza con la Leica” (Guanda, 2017) è il suo terzo romanzo, ambientato nella Spagna degli anni '30 e con protagonista Gerda Taro, una fotografa tedesca nota per i suoi reportage di guerra, caduta su un campo di battaglia nel 1937, conosciuta per essere stata la compagna di Robert Capa con cui stabilì un forte sodalizio professionale.

 

Con questo romanzo, da mesi nelle classifiche dei libri più venduti, oltre al Premio Strega - era dal 2003 che una donna non si aggiudicava il più ambito premio letterario italiano organizzato da 72 anni dalla Fondazione Bellonci - si è aggiudicata anche il Premio Bagutta

 

Helena Janeczek è cofondatrice del blog letterario Nazione Indiana, ha collaborato con Nuovi Argomenti, Alfabeta2 e Lo Straniero e ha lavorato nell'editoria come consulente per la narrativa straniera. A Gallarate, dove vive con suo figlio e due gatti, organizza il festival letterario SI Scrittrici Insieme.

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