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Prime nevicate e per Libero il surriscaldamento globale è una bufala. Il meteorologo: ''Errore molto grave''

Lo scorso weekend la prima neve è caduta anche sul Trentino Alto Adige sopra i 2.000 metri oltre che sulle Alpi venete. Un articolo del quotidiano diretto da Feltri ha scatenato grandi proteste tra gli esperti del settore e anche Messner ha spiegato che un tempo erano normali le nevicate a fine agosto mentre ora sono diventate l'eccezione

Di L.P. - 29 agosto 2018 - 15:34

TRENTO. Qualche giorno fa è caduta la prima neve sulle montagne del Trentino, dell'Alto Adige e del Veneto. Un evento normale legato a un'abbassamento improvviso delle temperature e a un vortice depressionario (che tra l'altro potrebbe riverificarsi questo weekend) che però per qualcuno avrebbe dimostrato come il surriscaldamento globale sarebbe, in realtà, una grossa balla ''smontata dal meteo''. Questa la definizione che ha dato Libero in prima pagina in un articolo intitolato ''C'è talmente caldo che nevica a Cortina''.

 

"Il riscaldamento globale è una scarpa vecchia - si leggeva due giorni fa sul quotidiano diretto da Vittorio Feltri -. Così scarpa che nevica a fine agosto. E’ successo la notte di sabato, a Cortina d’Ampezzo: le montagne intorno alla cittadina si sono ricoperte di neve, la temperatura è crollata a quattro gradi sopra lo zero e la gente ha tirato fuori il piumino mentre consumava il cellulare a riempire Instagram di foto fuori stagione". Il tutto per dimostrare che il ''global warning'' è una sciocca fissa e che in realtà se nevica in agosto vuol dire che fa addirittura più freddo del dovuto. 

 

La notizia, ovviamente, è stata massacrata da qualsiasi sito che si occupa di meteorologia e sulla questione si è espresso anche Messner che ha ricordato come le nevicate di fine agosto un tempo erano la normalità e da anni sono diventati episodi sporadici lasciando il passo a un caldo ''cittadino'' anche sulle nostre Alpi. 

 

A spiegare in maniera semplice e chiara cosa è accaduto, però, c'ha pensato Andrea Corigliano già docente di Meteorologia all’Istituto Tecnico Aeronautico di Genova, divulgatore scientifico e meteorologo serio e stimato sulla sua pagina Facebook. E' lui a spiegarci come il detto ''una rondine non fa primavera'' e come mai si debba restare molto preoccupati per i nostri ghiacciai alpini e per la tenuta del nostro ecosistema. 

 

"La notizia che il 27 agosto, è stata pubblicata sul quotidiano Libero contiene due errori molto gravi. Non mi dilungo nei dettagli - scrive - però desidero farvi capire almeno il concetto. Sappiamo che la burrasca di fine agosto ha portato la neve a cadere fino a quote relativamente basse (per il periodo) sulle Alpi di Nord-Est. Questo evento atmosferico è stato quindi preso in prestito per “dimostrare” che il riscaldamento globale non esiste. Fissiamo allora questi due punti. Il tempo non è il clima. Il tempo è la successione giornaliera delle condizioni meteorologiche che si verificano in una località, mentre il clima è la media delle condizioni meteorologiche di quella località e viene calcolata su un periodo minimo di 30 anni: nello specifico, le ultime 30 osservazioni, una per anno, fatte per esempio a Cortina il 26 agosto".

 

"Un evento - prosegue Corigliano - quindi non fa il clima di quella località, ma è semplicemente il tempo registrato in quel giorno in quella località. Perché allora potremmo prendere una giornata in cui in una città si registra una temperatura massima di 37 °C (vi assicuro che non mancano nemmeno in questa estate) e affermare che il riscaldamento globale ha accelerato alla grandissima. Perché una notizia del genere, ugualmente errata, non campeggia a caratteri cubitali quando si registra una temperatura massima così elevata? Un evento meteo locale è confrontato con una media climatica globale. Non solo quindi un errore grave che confonde il tempo con il clima, ma si arriva addirittura a porre sullo stesso piano l’evento meteorologico di una località con una media climatica di tutto il pianeta per dimostrare che questa media climatica globale è falsa. Qui non è un problema di climatologia, ma di non conoscere nemmeno il significato di media e la differenza tra locale e globale".

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