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Sopra Lavarone passa una formazione di Ibis eremiti guidati dalla "mamma" umana che insegna loro la rotta

Sono partiti il 15 agosto e dall'Austria hanno attraversato il Passo Resia e si sono diretti fino a Thiene. Due esemplari sono stati ''fermati'' da una volpe e la ''squadra'' è stata anche attaccata da un'aquila reale ma il volo continua per reintrodurre questi uccelli, praticamente scomparsi in tutto il mondo

I 29 Ibis eremiti in volo sopra Lavarone (Foto Lorenza Miorelli)
Di Luca Pianesi - 23 agosto 2018 - 20:28

LAVARONE. Due giorni fa hanno attraversato i cieli tra la Vigolana e l'Altopiano di Folgaria, Luserna e Lavarone e sono stati immortalati in questo bellissimo scatto da una cittadina, Lorenza Miorelli. E pensare che in pochi giorni ne hanno già viste diverse, compresi un attacco di una volpe (che ha impedito a due esemplari di proseguire il viaggio) e uno di un'aquila reale in volo. Ma stanno andando avanti in perfetta formazione e dopo aver raggiunto Thiene e puntato su Borgo San Lorenzo (raggiunto ieri sera) proseguono la loro marcia, anzi il loro volo, verso la Toscana e Orbetello dove andranno a svernare. 

 

Stiamo parlando degli Ibis eremiti e della loro ''mamme'' e ''papà'' umani che li guidano in sella a degli ultraleggeri che li aiutano a percorrere una rotta per troppo tempo dimenticata. L’ibis eremita, infatti, è una specie migratrice che era presente nell’Europa centrale fino al XVII secolo, prima che si estinguesse del tutto a causa dell'uomo e della caccia (popolazioni stanziali uella marocchina, la popolazione occidentale in semi-cattività a Birecik, in Turchia, e infine quella molto piccola a Palmira in Siria.. Da qualche anno l'Unione europea con partner in Austria, in Italia e in Germania sta tentando di reintrodurli. Dal 2002 è in atto il progetto che conduce gli ibis eremiti fino all'oasi del Wwf di Orbetello e negli anni sono stati molti i viaggi guidati dall'uomo per questi stupendi uccelli.  

 

 

Nell’agosto del 2013 è stato firmato l’accordo di sostegno al progetto Life+ Biodiversità con alle spalle l'Ue con l'obiettivo di reintrodurre la specie entro il 2019. Si pensi, infatti, che "l’intera popolazione mondiale selvatica di Ibis eremita - si spiega sul sito ufficiale del progetto - con comportamento migratorio intatto era ridotta ad un unico individuo presente nel Medio Oriente (popolazioni stanziali si trovano in Marocco, e poi ve ne erano degli esemplari in semi-cattività a Birecik, in Turchia, e infine una molto piccola a Palmira in Siria, prima della guerra). Ciò significa che l’Ibis eremita come specie migratrice è di fatto estinta. Il progetto Waldrapptem è il primo tentativo, su base scientifica, di reintroduzione di una specie migratrice nella sua area di origine. 

 

E allora ecco che già nel 2013 più di 120 ibis eremita sono migrati, guidati dagli ultraleggeri, tra le pendici settentrionali delle Alpi e l’area di svernamento in Toscana e colonie riproduttive sono state create a Burghausen in Baviera a Kuhl/Salisburgo e a Überlingen/Baden- Württemberg. Il 15 agosto è partita l'ennesima migrazione alla cui guida si sono messe le mamme adottive Anne-Gabriela Schmalstieg e Corinna Esterer. 31 gli Ibis eremita che sono partiti e nella prima tappa con due ultraleggeri, hanno volato per 100 chilometri fino Andelsbuch, in Austria. Poi il Passo Resia fino a Nauders ma prima un fuoriprogramma: una volpe è entrata nella voliera e nonostante l'immediato intervento delle mamme adottive due uccelli sono rimasti feriti. Uno, poi, è morto, l'altro sta proseguendo via terra con furgone. 

 

 

Poi c'è stato un atterraggio di fortuna a Nauders per uno dei due ultraleggeri che ha avuto un piccolo problema tecnico il tutto dopo un volo perfetto con quota raggiunta anche dagli Ibis eremita di 2.600 metri. Il 22 agosto l'arrivo all’aeroporto di Thiene. In mezzo il volo documentato in foto su Lavarone, 190 chilometri percorsi a tempo record in circa 4 ore e un attacco di un'aquila che però non ha causato problemi alla formazione. E il viaggio continua. Per permettere a questo uccello, ormai praticamente scomparso, di tornare a volare autonomamente nei cieli d'Europa.

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