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Sveglia alle 5 e allenamento alle 6, prima di scuola. Il Palaghiaccio è al collasso, la politica non fa niente e l'Hockey Trento corre ai ripari

Il presidente Maurizio Riganti ci spiega che la sua società ha 150 tesserati e può usare la struttura per 11 ore (che diventano 9) mentre ci sono realtà con 15 tesserati che la hanno per 6. ''Non ce la facciamo più. Siamo una realtà in continua crescita ma dalle istituzioni nessuna attenzione''

Di Luca Pianesi - 18 ottobre 2018 - 20:53

TRENTO. Per giocare a hockey si sveglieranno alle 5 del mattino, faranno allenamento tra le 6 e le 7, e poi, tutti a scuola a studiare pieni di energia, magari con un po' di stanchezza che subentrerà durante la giornata, ma certamente felici per aver potuto dedicare un'altra ora alla loro grande passione. E tutto questo anche per far capire all'assessore allo sport del Comune di Trento, Tiziano Uez, che i 150 ragazzi iscritti all'Hockey Trento, le loro famiglie, il personale che gravita attorno alla squadra del capoluogo, quella che da dati e statistiche risulta essere una delle realtà sportive in assoluto più in crescita, meritano attenzione.

 

''E invece siamo costretti a organizzarci in questo modo - spiega il presidente del team trentino Maurizio Riganti - a far venire gli under 13, 15 e 17 all'alba, perché almeno la pista da ghiaccio del Palazzetto in quell'ora è disponibile. Altrimenti è impossibile, non ci sono più spazi. Nelle ore pomeridiane ormai siamo al collasso. Abbiamo 45-50 bambini che si allenano contemporaneamente e anche se abbiamo sei, sette allenatori, siamo al limite anche per le norme di sicurezza. Abbiamo 150 iscritti e 11 ore di allenamento settimanali, che poi nei fatti diventano 9, e ci sono realtà, come quella del pattinaggio velocità che hanno 15 iscritti e 6 ore alla settimana. Noi siamo costretti a fare allenamenti di 45 minuti e a far entrare subito il turno successivo, senza nemmeno dedicare i 10 minuti canonici per il rifacimento ghiaccio, perché non abbiamo ore a disposizione''.

 

Eppure alle tante richieste di spazio e di maggiore attenzione l'assessorato allo sport ha fatto ''spallucce'' addirittura davanti al presidente nazionale della Federazione italiana sport del Ghiaccio Andrea Gios che proprio a Uez aveva chiesto che si cercasse di dedicare più attenzione all'hockey, sport che in tutta Italia si cerca di promuovere proprio nelle grandi città e che Trento potrebbe avere una delle sue realtà più importanti. Ma alla richiesta di ottenere almeno due ore in più settimanali l'Hockey Trento si è visto rispondere ''picche''.

 

''Per non parlare della richiesta di realizzare una pista esterna - prosegue Riganti - che risolverebbe la stragrande maggioranza dei problemi. Quella sarebbe l'unica vera soluzione e cosa concreta da fare. Con un investimento relativo potrebbe diventare una struttura anche per il pattinaggio dei turisti d'inverno e darebbe respiro ai quasi 500 atleti che fra hockey, pattinaggio artistico, sincornizzato e velocità gravitano su un impianto che da anni è ormai assolutamente insufficiente. Bolzano sta costruendo la quarta pista e noi siamo fermi a una. Se un giorno dovessimo arrivare in Serie A o Serie B, cosa che è nei nostri obiettivi di crescita, non potremmo certamente giocare al Palaghiaccio. Tanto per fare un esempio la nostra Under 17 seconda in classifica attualmente nel campionato nazionale, si allena complessivamente 2 ore e 15 minuti settimanali quando mediamente i nostri avversari si allenano tutti oltre 4 ore. Serve più attenzione da parte delle istituzioni''.

 

E mentre l'assessorato (non) ci pensa, ai ragazzi, ai loro genitori e ai loro istruttori non resta che iniziare la giornata alle 5 del mattino per andare a scuola dopo il primo allenamento. Un ''esperimento'' che partirà martedì 30 e che dovrebbe essere ripetuto una volta ogni due settimane. Sempre che l'assessorato non decida che i 150 dell'hockey meritino la sua attenzione. 

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