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| 06 ago 2018 | 11:53

Trento e SportABILI di Predazzo insieme in nome dello sport per tutti

SportABILI opera da oltre 20 anni sul territorio per consentire alle persone con disabilità e alle loro famiglie di essere coinvolte e accettate come membri integrati e partecipanti nei diversi momenti della vita sociale, con particolare attenzione a quelli relativi alle attività sportive e ricreative

Trento e SportABILI di Predazzo insieme in nome dello sport per tutti
di Redazione

PREDAZZO. Una serata all’insegna dello sport per tutti, ma anche un momento di vicinanza a quelle persone che, tra mille sacrifici e senso di uguaglianza, s’impegnano per far sì che le attività sportive siano alla portata anche dei diversamente abili.

 

Nel corso del ritiro in val di Fiemme, il Trento ha incontrato l’Onlus SportABILI (Qui info), per una serata – organizzata dalla responsabile dell’area comunicazione dell’associazione fiemmese Chiara Ippolito – all’insegna del confronto diretto e dell’analisi dello sport (il calcio, ma non solo) come strumento d’integrazione, a patto che le discipline siano veramente alla portata di tutti.

 

A fare gli onori di casa sono stati Marco Gabrielli, Remo Di Nenno e Cristian Larger, membri del direttivo di SportABILI assieme Luca Consigliere (amministratore delegato di Sagis), Michele Malfer (vicepresidente della Comunità della Val di Fiemme) e Paolo Gilmozzi, assessore di Cavalese e Antonio Vanzetta, presidente del Calcio Fiemme, oltre a Mauro Giacca e Fabrizio Brunialti, presidente e direttore generale del Trento.

 

SportABILI opera ormai da oltre 20 anni sul territorio, da sempre la Onlus con sede a Predazzo, lavora per consentire alle persone con disabilità e alle loro famiglie di essere coinvolte e accettate come membri integrati e partecipanti nei diversi momenti della vita sociale, con particolare attenzione a quelli relativi alle attività sportive e ricreative.

 

SportABILI si propone come “ponte” tra il mondo delle persone disabili e quello delle persone “abili”, agisce in particolare dove il divario è maggiore, cioè nel mondo dello sport e delle attività ricreative.

 

Questo obiettivo è ritenuto fondamentale per consentire alle persone con disabilità di essere elementi attivi e autonomi nello sport e nel tempo libero e realizzare così in modo completo una propria autonomia, essendo coinvolti accettati come membri integrati e partecipanti nei diversi momenti della vita sociale.

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