"Lo sport può abbattere ostacoli e barriere", l'associazione Sportabili e la forza del volontariato: "La disabilità può essere un valore aggiunto, creiamo senso di comunità"
“La filosofia dell’associazione – racconta il presidente di Sportabili Maurizio Marcon - si può sintetizzare nella frase: ‘Se posso fare questo posso fare tutto’, che implica l’importanza della pratica sportiva come trampolino di lancio per l’inserimento della persona con disabilità nella società che la circonda"

PREDAZZO. Olimpiadi e Paralimpiadi hanno confermato ancora una volta quanto il Trentino sia un territorio straordinario quando si parla di volontariato, di capacità di investire tempo, energie e competenze per il bene stesso della comunità.
Il volontariato è parte del Dna trentino, e allora non sorprende che tante delle sue eccellenze siano proprio figlie di quel prezioso capitale sociale ed umano.
Un esempio è Sportabili, associazione dilettantistica sportiva che ormai da 29 anni aiuta le persone con disabilità a svolgere attività sportive spesso a loro inaccessibili: la sede è a Predazzo in val di Fiemme, ma il servizio intercetta i bisogni di famiglie e persone provenienti da tutta Italia.
“Le attività dell’associazione si rivolgono in particolare ai bambini - racconta il presidente Maurizio Marcon -, ma anche ad adulti e anziani, con disabilità fisiche, sensoriali ed intellettive con interesse per le attività sportive e ricreative”.
“La filosofia dell’associazione – prosegue Marcon - si può sintetizzare nella frase: ‘Se posso fare questo posso fare tutto’, che implica l’importanza della pratica sportiva come trampolino di lancio per l’inserimento della persona con disabilità nella società che la circonda”.
La base delle operazioni “invernali” sono gli impianti di Bellamonte dove i gruppi che passano assieme una settimana bianca in quota possono mettersi alla prova con lo sci alpino.
“Per me era la prima volta sulla neve e sulle piste – racconta Angela, una giovane ipovedente alle prese con gli sci -, è stata un’esperienza emozionante, quasi incredibile. Sembra impossibile sciare senza vederci, eppure qui si può grazie agli sforzi dei volontari e dei maestri che ti guidano nella discesa con la loro voce e la loro esperienza. È proprio vero che lo sport è in grado di abbattere tutte le barriere e gli ostacoli”.
Angela fa parte di un gruppo di quasi 60 persone arrivate dalla zona di Jesi per passare una settimana sulla neve in val di Fiemme: “È il quarto inverno che saliamo qui a Predazzo – raccontano Pietro e Tommaso, tra i responsabili della realtà marchigiana -, abbiamo scoperto l’associazione Sportabili e ce ne siamo innamorati, è bellissimo passare del tempo qui tra sport, sci, momenti insieme in un territorio straordinario. Per noi uno dei valori aggiunti della settimana è l’unione in questa esperienza di famiglie con disabilità e senza, ogni anno rientriamo a casa con tanti sorrisi sui volti dei ragazzi e questa è la cosa più bella e gratificante”.
“Credo che qui a Bellamonte mettiamo davvero in azione l’inclusione, non a parole ma con i fatti – riprende il presidente di Sportabili Marcon -; tanti dei ragazzi coinvolti nei nostri progetti sono soli, a loro da 29 anni offriamo possibilità e opportunità di divertirsi, di fare sport, di conoscere nuove persone. Passiamo tanto tempo con gli sci sulle piste ma qui non si tratta di allenare futuri campioni, che pure abbiamo formato in questi anni, ma il valore aggiunto è quello di essere parte di un gruppo speciale, di una famiglia”.
“Io ho una figlia disabile – prosegue -, so cosa significa: è importante anche riuscire a creare dei momenti in cui i ragazzi possono stare per conto loro, con un maestro, a provare una cosa nuova mentre alla famiglia viene data un po’ di libertà, magari anche solo il tempo di farsi tranquillamente una passeggiata o una sciata”.
Tutto questo si può fare soprattutto grazie alla forza dei volontari, che pure sono “merce” sempre più difficile da trovare sul territorio: “Abbiamo 54 volontari tutti abilitati, non è facile garantire continuità e facciamo fatica a compiere una staffetta generazionale che sarebbe molto importante; ma dalla fondazione dell’associazione abbiamo avuto più di 2.700 persone iscritte, provenienti da tutta Italia e anche dall’estero, su tutti dalla Polonia. Qui più che di maestri di sci c’è bisogno di gente col cuore grande – conclude Marcon -. Creiamo senso di comunità, mettiamo insieme le persone. E continueremo a farlo con gioia ed entusiasmo”.












