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Lo sport come mezzo per integrarsi, la sesta tappa del mondo in Piazza porta in scena la favola dell’Intrecciante

La storia della squadra di calcio che è diventata un esempio di inclusione e dialogo interculturale vista attraverso gli occhi di Youness Et-tahiri che per un anno ha giocato con il team di Trento e che adesso sta per trasferirsi in un altro club, ma che fa sapere: “Questo è solo un arrivederci”

Di Tiziano Grottolo - 21 luglio 2019 - 12:18

LAVIS. Ieri è andata in scena la sesta tappa de ‘Il mondo in piazza’ la rassegna nata per affrontare il tema delle migrazioni nell’ottica di “Informare, conoscere e accogliere”. Il protagonista di questa giornata è stato lo sport. Sport inteso come veicolo per facilitare l’integrazione.

 

Tra le varie realtà che hanno preso parte all’evento ce n'è una in particolare, nata appena un anno fa, ma che ha già raggiunto importanti obbiettivi sul piano dell’integrazione, si tratta dell’Asd Intrecciante (ne avevamo parlato anche qui e qui) una squadra di calcio targata Uisp e che vede il sostegno della Fondazione Caritro e in prima linea anche Atas Onlus e Kaleidoscopio.

 

Peculiarità del team è quella di “intrecciare” le storie di un gruppo di 35 ragazzi e ragazze provenienti da differenti realtà della città di Trento: operatori del mondo dell’accoglienza, giovani richiedenti asilo ospitati nelle residenze della città, studenti universitari, alcuni rappresentanti del mondo del calcio locale. Tutti coinvolti attivamente nel processo decisionale che ha condotto alla nascita di questa associazione unica nel panorama sportivo trentino e che rappresenta di certo esempio pratico di inclusione e dialogo interculturale.

L’Asd Intrecciante è la testimonianza diretta di come lo sport possa rappresentare un potente strumento di incontro e socializzazione fra giovani di diverse provenienze e con storie differenti alle spalle.

 

Per raccontare quest’esperienza unica in Trentino però mille parole non valgono quanto la lettera che Youness Et-tahiri ha scritto per salutare i suoi compagni dopo un anno trascorso fianco a fianco sul campo di gioco. Youness 22 anni, originario del Marocco e lavisano di seconda generazione dal prossimo anno giocherà per un altro club ma ha voluto salutare i suoi compagni con una lettera che qui vi proponiamo nella sua versione integrale.

 

Lettera di arrivederci Intrecciante

 

Non sono solito scrivere discorsi, ma le emozioni che ho provato in questa squadra con queste persone erano talmente tante che cercare di fare un discorso a pelle era quasi impossibile.

 

Quindi permettetemi di condividere con voi queste mie sensazioni, permettetemi di restituire in parte ciò che mi avete lasciato tutti voi.

Innanzitutto, come alcuni di voi già sanno il prossimo anno non farò parte di questa squadra. Ho avuto un’offerta da un altro team e ho deciso di prenderla in considerazione ed accettarla ovviamente dopo aver riflettuto a lungo e condiviso queste mie riflessioni con la Presidente.

 

Ammetto che è stata una decisione molto difficile, perché qui “lascio” molto più che una squadra di calcio, lascio molto di più che semplici compagni di squadra. Ormai voi siete la mia seconda famiglia, siamo tutti fratelli e sorelle.

 

A dire il vero lo siamo stati sin dai primi giorni, è stata un’avventura che mi ha formato molto dal punto di vista della persona. Ho potuto conoscere nuove realtà, ascoltare nuove lingue e per la prima volta nella mia vita non mi sono sentito diverso anzi siamo stati sempre tutti uguali. Mi avete insegnato molto, nei vostri sguardi ho visto dei guerrieri pronti a combattere per il proprio futuro ma allo stesso tempo delle persone con un grande cuore. Abbiamo passato dei momenti indimenticabili.

 

Alcuni di noi sono partiti, alla ricerca di un futuro migliore, alla ricerca di quella felicità per la quale questo progetto è nato. A proposito di questo voglio dire a tutti voi, stringete i denti, resistete perché potrete sempre contare su di noi. Ieri, oggi e domani saremo sempre insieme fianco a fianco.

 

Dal punto di vista calcistico, ci sono stati grossi miglioramenti, ci siamo divertiti e abbiamo avuto sempre un pubblico numeroso questo a dimostrazione della vicinanza delle persone. Spero che quest’ anno anche con i nuovi innesti possiate fare un salto di qualità ulteriore, quindi il mio augurio va anche ai nuovi arrivati, benvenuti e da oggi questa squadra è anche la vostra famiglia.

 

Io ad ogni modo non sparirò, sarò sempre a disposizione, ci sentiremo comunque.

 

Proverbio africano: Il sole non dimentica nessun villaggio.

 

Grazie e a tutti e Asgara.

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