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| 25 mar 2018 | 00:19

Un successo per la festa degli orti comunitari. Tutto il mondo del volontariato per dire che le relazioni si coltivano

Numeri da record per l'iniziativa promossa da Centro servizi volontariato, Comune di Trento e Muse

Un successo per la festa degli orti comunitari
di Ilenia Morreale

TRENTO. Numeri da record ieri al Muse per la festa conclusiva di Orti Comunitari. Tantissime persone hanno affollato il parco adiacente che per l'occasione si è riempito degli stand di 60 associazioni. 200 i volontari coinvolti e il tutto esaurito al museo, con ingresso gratuito per tutta la giornata.

 

La festa degli orti, organizzata dal Centro Servizi Volontariato in collaborazione con Muse e Comune di Trento, rappresenta il finale di un percorso iniziato ad ottobre 2017 e che "attraverso la metafora dell’orto si prefigge l’obiettivo di coltivare relazioni”, spiega Francesca del CSV.

 

Il tema delle relazioni, del prendersi cura è centrale - afferma Francesca- il condividere uno spazio comune come può essere un orto, socializzare, stare insieme, aiuta gli anziani a sentirsi meno soli, i disabili a socializzare, i richiedenti asilo a integrarsi, è un modo per conoscersi e arricchirsi a vicenda”.

 

Di orto e socialità ne sa qualcosa l’associazione  Richiedenti Terra  che condivide uno spazio verde comunale che era stato abbandonato. "Coltiviamo tutti insieme e condividiamo i frutti della terra - spiega Valentina - cerchiamo di promuovere uno scambio intergenerazionale e interculturale".

 

L’Associazione Comun’Orto porta invece l'esperienza di un orto comunitario a Rovereto, nella zona del Brione. Nato per l'integrazione dei richiedenti asilo, "ci si è accorti che promuove la socialità dell'intero rione", spiega un volontario.

 

Tra gli stand anche quelli del "Forno sociale" e della "Sartoria sociale". Pane e biscotti, "e mentre la pasta lievita si parla, ci si incontra, e poi si mangia tutti assieme". E la sartoria, invece, aiuta la professionalizzazione dei richiedenti asilo: è il Centro Astalli a promuovere l'iniziativa.

 

Tra le esperienze di volontariato anche quella dell'associazione Commons. Il progetto era il ripristino di uno spazio degradato della città: "Abbiamo deciso di rivalorizzare un terreno vicino all'Italcementi che era completamente degradato. Abbiamo impiegato più di un anno a ripulire la zona”.

 

"La costruzione degli orti in verticale e quelli in cassone ha avuto inizio a febbraio del 2017 - spiega una volontaria - e si è conclusa ad aprile dello stesso anno. Ci siamo tutti impegnati molto, facevamo i turni d’estate per innaffiare le piante ma siamo stati ripagati dei nostri sforzi. E' stato uno scambio tra generazioni che ha arricchito bambini e anziani”.

Il festival del volontariato, il saggio di tutto quello che ogni giorno promuovono e producono le tante realtà associative sul nostro territorio, è continuato fino a sera, fino all'aperitivo equo e solidale e al concerto dei Funky Tomato.

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