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Venezia75, da ormai tre anni il trentino Jacopo Salvi protagonista della Mostra del Cinema con i suoi scatti

Sul ‘muro’ dei fotografi accreditati – almeno 100 – da tre anni si nota Jacopo Salvi, un giovanissimo fotografo di Riva del Garda, che di scatto in scatto sta imponendosi nel circo mediatico dello spettacolo.

 

Di Nereo Pederzolli - 07 settembre 2018 - 20:41

VENEZIA. Venezia oltre lo schermo. Per una mostra del cinema che cerca di essere ‘sostanza’ forse molto di più dell’apparenza. Nel bailamme di eventi, proiezioni, conferenze stampa, e una serie infinita di osservazioni, giudizi o esternazioni da cinefili incalliti, trova spazio anche qualche importante forma (concreta) d’impegno sociale. Che supera le apparenze.

 

Immagini e sostanza. Per le prime ci pensano una schiera di fotografi, cameraman e troupe sempre più ‘connesse’. Mai come quest’anno Venezia75 ha occupato i ‘social’, con foto scattate da ogni spettatore.

Sul ‘muro’ dei fotografi accreditati – almeno 100 – da tre anni si nota Jacopo Salvi, un giovanissimo fotografo di Riva del Garda, che di scatto in scatto sta imponendosi nel circo mediatico dello spettacolo.

 

Lo fa con stile, non solo fotografico. Perché veste panni in piena sintonia con il look dei personaggi che sfilano sul tappeto rosso del Lido. Completo d’ordinanza, si potrebbe dire: giacca e cravatta, il bianco della camicia che stacca sul nero. Del resto, lui, le foto che ama maggiormente le ‘vira’ proprio in bianconero.

 

"Sono oramai di casa a Venezia per queste importanti manifestazioni. Scatto per la Biennale e cerco di mettere in rete il più velocemente possibile, sul sito ufficiale della Mostra Cinema, quanto riesco a cogliere",

 

Migliaia di scatti – oltre mille per ogni giornata della rassegna – da selezionare ‘in tempo reale’, per soddisfare non solo quanti vogliono vedere ‘da vicino’ i loro idoli. Presentandoli nel loro aspetto più umano.

‘E’ questo quello che cerco di fare: fermare con la foto l’attimo d’umanità del divo, il suo lato più schietto, privo di boria o provocazione’.

 

Jacopo Salvi è stato colpito dalla fotogenia di Nalie Portman, accolta in Laguna come indiscussa protagonista, nonostante Vox Lux, il suo film – interpreta una pop star – abbia avuto più critiche che applausi… E ancora: dalla provocazione del regista/artista Schnabel, che si è presentato praticamente in pigiama.

 

Migliaia di foto da ‘rilanciare’ – aiutato da Eleonora Meregalli, altra fotografa trentina – e quindi da archiviare. Impegno che il giovane Jacopo Salvi porta avanti con il cipiglio del professionista più incallito e con il giusto entusiasmo giovanile.

 

Immagini, si diceva, ma anche spazio – qui al Lido - ad alcune iniziative assolutamente alternative. Come quelle legate alle cooperative sociali, una rete che vuole recuperare soggetti deboli o emarginati, valorizzando prodotti agroalimentari, artigiani del gusto. Indipendentemente sue eseguiti in strutture psichiatriche o carcerarie.

 

Un progetto impostato da Angelo Righetti, uno psichiatra veneziano, già collaboratore di Franco Basaglia e da tempo impegnato nella battaglia per chiudere anche quel che resta dei manicomi. Tessendo una rete operativa di solidarietà.

 

I suoi progetti sono stati presentati alla Mostra in una ‘location’ assolutamente cinematografica: sulla Edipo Re, splendida imbarcazione a suo tempo barca sfruttata da Pier Paolo Pasolini per ospitare Maria Callas durante le riprese dei suoi film, rifugio galleggiante per compiere rilassanti minicrociere lagunari.

 

Lo psichiatra Righetti ha salvato l’imbarcazione, recuperandola in un porto croato, usando la Edipo Re come punto d’appoggio per diffondere una cultura enfiteuta. Vale a dire: diritto di godimento di un fondo altrui, quello che garantisce al titolare gli stessi poteri del proprietario. Indipendentemente dalle fasce sociali.

 

Impegno che vede coinvolto lo psichiatra e tanti operatori sociali, sociologi, giornalisti, nella promozione di cooperative sociali. Specialmente quelle che operano in carceri, producendo cibo, ma anche confezionando abiti o sfornando deliziosi dolciumi.

 

Produzioni che durante la Mostra Cinema hanno conquistato schiere di accorti consumatori. Quelli che sulla sponda dove era ormeggiata la Edipo Re riuscivano a coniugare passione cinefila con attenzione al sociale.  Consento l’assaggio di cibo elaborato dalle cooperative sociali più disparate. Che recuperano e valorizzano le forme di disagio – sociale, fisico, mentale – con percorsi di crescita e condivisione, come testimonia l’hashtag rinascerecongusto.

 

Come dire: la sostanza oltre l’apparenza, oltre il grande schermo cinematografico. Per rinascere con un giusto gusto.

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