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Se la luce e del trucco annullano le differenze: Giovannini premiato a Londra nel contest fotografico più importante al mondo

Il 46enne che vive e lavora a Trento, fondatore dello spazio fotografico Mauve, spazio di creatività e ricerca all’interno del quartiere San Martino di Trento, si aggiudica il secondo posto nella categoria Professional Portraiture con la serie Henkō al Sony world photography awards

Di Luca Andreazza - 02 maggio 2019 - 20:43

TRENTO. Un trentino brilla ai Sony world photography awards di Londra, il contest più importante al mondo e considerato il tempio della fotografia. Il 46enne Massimo Giovannini, professionista che vive e lavora a Trento, fondatore dello spazio fotografico Mauve, spazio di creatività e ricerca all’interno del quartiere San Martino di Trento, si aggiudica il secondo posto nella categoria Professional Portraiture con la serie Henkō

 

Nato e lanciato nel 2007 per rendere onore a questa arte e al talento di chi la pratica, la selezionata giuria del Sony World Photography Award valuta le foto per l’eccezionale varietà delle tecniche impiegate e per la potenza narrativa degli scatti.

 

Spesso i numeri possono rendere meglio l’idea dell’importanza degli eventi e in questo caso sono capaci di delineare il livello degli scatti e l’agguerrita concorrenza: 326.997 immagini selezionate da 186 paesi.

 

Henkō è una parola giapponese composta da due elementi, "cambiamento" e "luce variabile/insolita", una serie che esprime l’idea che la luce sia un agente che trasforma la percezione della realtà. "Se una semplice - spiega Giovannini - illuminazione e del trucco possono mettere in discussione la riconoscibilità del genere sessuale di una persona, allora forse il confine tra maschile e femminile è più labile di quanto si pensi. Con questo progetto ho voluto gettare una luce differente su un soggetto complesso per offrire nuove prospettive d’osservazione".

 

Il progetto Henkō è iniziato nel 2016, quando il governo italiano ha approvato la legge che istituisce le coppie di fatto. "Il dibattito mediatico cercava principalmente di ridurre a banalità la questione dell’identità sessuale. Insieme alla make up artist Lucia Santorsola, abbiamo iniziato a indagare il tema dell’androginia insita in ogni volto".

 

Così il fotografo è arrivato a realizzare una serie di immagini semplici, facili da approcciare, proprio per suggerire l’idea che la compresenza di maschile e femminile sia qualcosa di naturale e non frutto di effetti o rielaborazioni. Nessuna immagine della serie è stata rielaborata in post-produzione, ma viene lasciato pieno spazio a luce, trucco e espressione del soggetto.

 

Non è la prima volta che un trentino viene premiato in questo contest. Nel 2016 Stefano Guerrini si era aggiudicato il terzo posto nella categoria Open National Award (Qui articolo).

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