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La fotografia trentina seduce Londra, il Lago Nero in Val Nambrone alla Somerset house

'Selfie Nero Lake' di Stefano Guerrini si è aggiudicato il terzo posto al Sony World Photography Award di Londra, il tempio della fotografica. Il fotografo trentino ha esposto anche 'Dolomiti Clouds' alla prestigiosa Somerset house. Stefano Guerrini: "La fotografia è anche l'arte della pazienza"

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Di Luca Andreazza - 15 gennaio 2017 - 20:22

TRENTO. Stefano Guerrini, trentottenne ingegnere trentino, si è classificato terzo nella categoria Open National Award all’ultimo Sony World Photography Award di Londra, il contest più importante al mondo e considerato il tempio della fotografia.

 

Nato e lanciato nel 2007 per rendere onore a questa arte e al talento di chi la pratica, la selezionata giuria del Sony World Photography Award valuta le foto per l’eccezionale varietà delle tecniche impiegate e per la potenza narrativa degli scatti.

 

Spesso i numeri possono rendere meglio l’idea dell’importanza degli eventi e in questo caso sono capaci di delineare il livello degli scatti e l’agguerrita concorrenza: 230.103 immagini selezionate da 186 paesi e ventisei fotografi italiani scelti per la finale nella categoria Italy National Award.

 

Stefano Guerrini si è fatto onore classificandosi al terzo posto fra le immagini italiane grazie alla suggestiva fotografia “Selfie Nero Lake”, scattata al Lago Nero in Val Nambrone, mentre “Dolomiti Clouds”, pur non avendo concorso alle premiazioni finali, è stata insignita della “lode” nella categoria paesaggi.

 


(Dolomiti Clouds, Sony World Photography Awards 2016, Stefano Guerrini)

 

Entrambi gli scatti saranno inoltre esposti alla mostra nella prestigiosa “Somerset House” di Londra.

 

“I premi e complimenti ricevuti al Sony World Photography Award - commenta Stefano Guerrini - sono ovviamente fonte di grande soddisfazione. Dedico questi riconoscimenti alla mia famiglia, alla mia ragazza e agli amici che mi supportano e sopportano durante le uscite. La fotografia è anche un’arte della pazienza: saper aspettare l’attimo giusto. Quasi mai infatti le condizioni ideali si presentano subito, anzi spesso gli scatti più significativi avvengono nel momento più inaspettato. Mi sono avvicinato da piccolo alla fotografia, grazie a mio padre, e ciò che più mi piace è la possibilità di imparare e migliorare continuamente. Inoltre uno scatto immortala per sempre un’emozione.“

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