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| 19 dic 2019 | 21:04

A rischio chiusura l'associazione bellunese per la Tutela dei diritti del malato. L'appello: "Cerchiamo persone motivate per proseguire l'attività"

L'associazione bellunese per la tutela dei diritti del malato cerca giovani e meno giovani che abbiano a cuore il prosieguo dell'attività. L'appello: "C'è bisogno di un coordinatore e di forze nuove per proseguire le attività"

A rischio chiusura l'associazione bellunese per la Tutela dei diritti del malato
di Redazione

BELLUNO. L’associazione bellunese per la Tutela dei diritti del malato cerca nuove leve che abbiano a cuore il prosieguo dell'attività e vogliano farsene carico. Per mancanza di ricambio generazionale, infatti, l’associazione rischia di chiudere a fine anno e, a quel punto, verranno meno i numerosi servizi offerti.

 

La Onlus, nata nel 2001, si è sempre distinta per i brillanti traguardi raggiunti in campo sociale e sanitario, con obiettivi precisi che si sono sempre preoccupati di fornire supporto concreto al cittadino, spaziando dalle pratiche burocratiche - come ad esempio la presentazione di una domanda di esenzione da ticket o il cambio del medico di famiglia - a questioni più complesse e delicate, come l’assistenza nel caso di danni subiti a seguito di errore medico o di diritti violati.

 

"L’associazione svolge un servizio di consulenza medico-legale gratuito, tramite un coordinatore, che a sua volta si avvale di una rete di medici legali, consulenti e avvocati che supportano il lavoro dei volontari», spiega la presidente Bice Gallo Menegus. "Cerchiamo di assicurare l’assistenza medico-legale in tutti quei casi che richiedono un’attenta analisi dei fatti che possono aver procurato danno fisico ed esistenziale al paziente nell’ambito di strutture pubbliche e private. Inoltre pratichiamo consulenze per questioni di ticket, rimborsi, spese mediche e pratiche di riconoscimento di invalidità civile".

 

"In media – spiega Scipione Frizzi, componente del direttivo in qualità di coordinatore - per quanto riguarda l’assistenza per danni subiti, vi sono circa 5 casi l’anno che richiedono un lungo tempo di studio della documentazione, che poi sarà sottoposta al consulente medico legale. A quel punto si deciderà, d’accordo con la famiglia dell’interessato, se proseguire o meno nel contenzioso tramite avvocato. Molti casi sono andati a buon fine: ad esempio, due pazienti che hanno subito danni, a seguito di interventi per la cura di ernia al disco, il primo in struttura pubblica, il secondo in struttura privata, hanno ottenuto risarcimenti pari rispettivamente a 500 mila euro e 150 mila euro".

 

A chi accetterà di assumere l’incarico di coordinatore, sarà garantito un anno di affiancamento. Non si richiede una preparazione specifica ma è preferibile qualche conoscenza in campo sanitario da un punto di vista legale e tecnico.

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