Il centro "RiCircolo" sfrattato dalla sede di Bolognano, la presidente: "Ora in cerca di una nuova 'casa'. Il nostro? Un servizio fondamentale per ambiente e comunità"
Le ricerche per individuare una nuova struttura sono già partite: "Noi ci mettiamo l’energia, il volontariato e le bollette tramite l’autofinanziamento. Speriamo che qualcuno ci possa offrire uno spazio adeguato per proseguire con l'attività"

ARCO. "Rammarico, sconforto e delusione sono solo le prime sensazioni all’arrivo della notizia via pec di pochi giorni fa". Lo annunciano attraverso un post condiviso sui social, i referenti di "RiCircolo", dell'associazione "Rotte inverse", realtà che dovrà presto sgomberare i locali di via Stazione a Bolognano, di proprietà del Comune.
"Ringraziamo il Comune di Arco, che ci ha dato la possibilità di partire con questo nostro, ma anche della comunità, desiderio di avviare un centro di riutilizzo gratuito basato totalmente sul volontariato", fanno sapere ancora, ricordando quanto fino ad oggi è stato fatto.
"Il servizio che offriamo ai nostri concittadini è molto apprezzato e siamo diventati un punto di riferimento per molti - sottolineano su Facebook -. Uno spazio dove scambiare non solo oggetti ma soprattutto un sorriso, due chiacchiere, qualche informazione, stringere nuove amicizie e sentirsi meno soli".
"Nella sede di via Stazione ci siamo entrati a inizi del 2020 - si aggiunge Ilaria Argenziano, presidente di "Rotte inverse", intervistata da Il Dolomiti -. Entro il 23 aprile, tuttavia, dovremo andarcene. Stiamo attualmente dialogando con il Comune che ha già messo a disposizione un'alternativa su cui stiamo riflettendo", rivela.
Insieme a una realtà divenuta nel tempo punto di riferimento per la comunità erano nati anche la pagina Facebook "RiCircolo gratuito km busa" che conta 6.166 utenti, e i gruppi Whatsapp 257 utenti e Telegram 1.035 utenti (tutt'oggi attivi), "che stanno avendo un successo davvero inaspettato - commenta la presidente -. Persone che quotidianamente scambiano cose non più utilizzate, evitando che vadano al Crm, facendo felici altri: questa è la vera rivoluzione".
Visto il grande successo riscosso, il desiderio dei volontari e dell'associazione non può che essere quello di portare avanti l'attività del "RiCircolo": "Chiediamo quindi un luogo facilmente accessibile, con eventuale parcheggio vicino, che abbia corrente elettrica, riscaldamento, un bagno e che, se possibile, sia superiore a 30 metri quadrati. Attraverso il post che abbiamo condiviso sui social volevamo non soltanto rendere partecipi volontari e cittadini di quanto sta accadendo ma anche lanciare una vera e propria 'call', nella speranza di poter trovare quanto prima una nuova casa".
Le ricerche da parte dei referenti della realtà arcense sono già partite fra locali pubblici e privati: "Noi ci mettiamo l’energia, il volontariato e le bollette tramite l’autofinanziamento grazie a iniziative e cene che ci consentono di racimolare qualche soldino da destinare al centro - conclude Argenziano -. Speriamo che qualcuno ci possa offrire uno spazio adeguato per proseguire con l'attività e non interrompere questo servizio. In futuro, l'idea sarebbe anche quella di proporre attività come laboratori pomeridiani o serali, se gli spazi lo consentiranno".
"Il centro RiCircolo è fondamentale per la nostra comunità - scrive infine un utente sui social, rammaricato da quanto accaduto - perché ci consente di ridurre gli sprechi e di dare una seconda vita agli oggetti e ai vestiti che altrimenti finirebbero in discarica. La chiusura di questo centro sarebbe un duro colpo per la nostra comunità e per l'ambiente. Chiedo al sindaco di trovare una soluzione che ci permetta di continuare a beneficiare di questo servizio: abbiamo bisogno di risorse come questa".


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