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Trento
27 gennaio | 12:49

Il Café de la Paix cerca aiuto per portare avanti il progetto ''Portineria''. Lo ''scambio'' di abiti, invece, prosegue ormai grazie alla comunità

Il progetto “La Portineria”, avviato a fine 2020 dal circolo Arci Café de La Paix, prosegue tutt’oggi ma con limitate attività mentre è alla ricerca di nuove fonti di finanziamento e collaborazioni. Alberto Maria Baggio: “La nostra più grande preoccupazione è che se non riusciremo più a garantire le attività, la probabilità che gli spazi vengano nuovamente occupati da varie forme di disagio risulterà inevitabile e a perderci sarà la comunità e il welfare cittadino"

Il Café de la Paix cerca aiuto per portare avanti il progetto Portineria''
di Silke Bridi

TRENTO. Il Café de la Paix è alla ricerca di fondi e collaborazioni per proseguire le attività d'integrazione sociale della “Portineria”. La richiesta di aiuto arriva direttamente dal direttivo del locale gestito da più di 5 anni dall’associazione di promozione sociale Dulcamara e che dal 2020 porta avanti il progetto ''Portineria de la Paix''. Un'iniziativa nata negli anni del Covid (vedi qui articolo) che è stata un vero e proprio esperimento di innovazione sociale di welfare costruito “dal basso”, che sposa gli obiettivi per cui lo stesso Café de la Paix è stato pensato tra i quali migliorare la vivibilità dell’area, promuovere iniziative culturali per creare una cultura diffusa di prossimità e aumentare la coesione sociale tramite l’istituzione di un luogo di incontro inclusivo.

 

Il progetto, inizialmente finanziato dalla Provincia Autonoma di Trento e dal  Ministero per le politiche sociali e il Lavoro, ha permesso di ovviare ad una serie di criticità legate al degrado urbano e sociale che da anni interessavano il Passaggio Teatro Osele diffondendo insicurezza tra gli abitanti della zona e passanti. Grazie al lavoro della Portineria e di tutte le persone coinvolte nella sua gestione è stata implementata la pulizia settimanale della corte, è stata avviata la chiusura giornaliera dei portoni di accesso al passaggio e sono state create le basi per nuovi rapporti di fiducia del vicinato.

 

La combinazione di azioni e servizi offerti alla comunità hanno diminuito esponenzialmente il degrado dell’area e le tensioni sociali. Il circolo Café de La Paix è uno spazio di partecipazione e d’integrazione oggi purtroppo aperto solo in orario serale (dalle 18:00), e se non si riusciranno a trovare ulteriori risorse sarà costretto a limitare sempre di più le sue iniziative che sono di vitale importanza per creare inclusione e far fronte al degrado urbano  e sociale.

“Abbiamo avviato il progetto della Portineria con lo scopo di rendere più attivo il Passaggio e metterlo a completa disposizione della comunità durante il giorno perché ci siamo accorti che quando noi non siamo presenti si sviluppano diverse situazioni difficili da gestire - spiega Alberto Maria Baggio, membro del direttivo del circolo Café de La Paix e uno dei responsabili delle diverse iniziative -. La nostra più grande preoccupazione è che se non riusciremo più a garantire le attività, gli spazi possano essere nuovamente occupati da varie forme di disagio in cui a perderci sarà la comunità e il welfare cittadino”.
 
Tra gli strumenti usati nel corso degli ultimi due anni per dare un nuovo volto alla corte di Passaggio Teatro Osele ci sono due installazioni di rigenerazione urbana che attualmente contribuiscono a rendere la zona ancora attiva nonostante la chiusura diurna del circolo.

Difatti fuori dal circolo, oltre all’attività di “Bookcrossing” che consiste nello scambio di libri usati, è possibile prendere e lasciare vestiti lungo un muro della corte dove è stato installato dai soci lo “Swap Wall”, composto da diverse barre appendiabiti, alcuni cassettoni e degli scaffali. Lo spazio, chiamato anche “muro della gentilezza” accoglie vestiti, scarpe ed accessori che diventano a disposizione di tutti. Chiunque può infatti prendere i vestiti e  lasciarne di nuovi. Inizialmente la cura del muro era più in capo allo staff della Portineria, che si occupava di raccogliere donazioni di vestiti e disporle sugli appendiabiti mano a mano che il muro si svuotava.

 

Ad oggi, questo impegno viene sempre meno, poiché sono le stesse persone che fruiscono del muro a portare i capi e disporli autonomamente sull’installazione. Come spiega Alberto Maria Baggio “questa dinamica è sintomo di un riuscito processo di attivazione di comunità e risignificazione dello spazio. L' autosufficienza dello swap wall è frutto di una corretta interpretazione delle necessità del vicinato, che si incontrano in maniera equilibrata nel cortile del Passaggio. Speriamo di poter continuare con questa e altre iniziative, confidiamo di trovare presto un sostegno anche da altre realtà associative locali a noi vicine".

 

Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito web link: https://arcideltrentino.it/?circoli=cafe-de-la-paix-aps-dulcamara-2 o scrivere un'email all'indirizzo: cafedelapaix@arcideltrentino.it .

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