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Acli firma un memorandum sulla formazione professionale in Africa. "Apriamo centri per creare maestranze del luogo"

Tra i tanti progetti che Acli ha sviluppato in Africa, s'aggiunge ora la formazione professionale di maestranze diffusa su tutto il continente in collaborazione con Enaip ed Ipsia. Ad Addis Abeba è stato firmato a riguardo un  memorandum che impegnerà l'associazione in svariati Paesi

Di Davide Leveghi - 10 dicembre 2019 - 18:46

TRENTO. Aumentare le professionalità nel continente africano. È questo il senso delle firme sul memorandum per la diffusione della formazione professionale nei diversi Paesi del continente africano, avvenute quest'oggi ad Addis Abeba. Nella capitale etiope, presso la sede dell'Unione africana, la professoressa Sarah Mbi Anyang Agbor, cattedratica di letteratura africana all'Università di Bamenda, in Camerun, e commissaria alle risorse umane, alla scienza e alla tecnologia dell'UA, e Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli e dell'Enaip – principale sistema di formazione professionale in Italia con oltre 120 centri – hanno firmato un documento che impegna l'associazione cattolica a offrire la propria consulenza tecnica nella creazione di Centri di formazione permanente su tutto il continente africano.

 

L'Africa rappresenta infatti un luogo in cui il sistema educativo sta costantemente crescendo. Grazie al raggiungimento – seppur parziale – degli “obiettivi del millennio 2000-2015”, il tasso d'alfabetizzazione è passato da 2 giovani su 3 a 3 su 4, estendendo ai più le capacità di leggere, scrivere e far di conto. L'educazione di base, di contro, non risolve la questione dello sviluppo, a cui di certo l'educazione professionalizzante (Vocational Education and Training) può offrire un contributo decisivo.

 

Il bisogno di maestranze sempre più professionalizzate in diversi settori necessita di una didattica laboratoriale e due tirocini aziendali. I Cfp avrebbero quindi lo scopo di incubatori d'impresa oltre che di agenti di sviluppo territoriale. In questo le Acli hanno deciso di dare il proprio contributo, venendo coinvolte in progetti d'assistenza e formazione che variano a seconda delle realtà, e quindi a seconda di saperi, usi, costumi e tradizioni.

 

L'associazione conta sul “continente nero” una rete di progetti: in Mozambico (Pretep plus, progetto che permette lo svolgimento da 5 anni di assistenza tecnica per scuole professionali agrarie e turistiche alberghiere), in Tanzania (formazione di formatori del National college of tourism), in Somalia (redazione del sistema di formazione nazionale), in Burundi (formazione dei dirigenti) e in Senegal (cooperativa Gis Gis, impresa sociale femminile sull'arte del taglio e cucito).

 

Il protocollo d'intesa con l'Unione africana prevede diversi progetti delle Acli, di Enaip, di Acli Terra e di Ipsia in collaborazione con Seed&Chips e Pragmata di Romano Prodi. La firma del memorandum, inoltre, rappresenta un altro passo avanti fondamentale fatto da Acli4Africa per comunità e territori oltremare. La formazione professionale può rappresentare il futuro per tantissimi giovani, e vale per l’Africa come per il nostro continente, perché si riesce ad entrare in contatto con il mondo delle imprese del territorio, intercettandone i bisogni e quindi la domanda di lavoro.

 

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