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''Aiutateci a trovare il nostro pappagallo Kiko'': appello di una famiglia. Il lieto fine arriva da Facebook

La storia della famiglia di Marius Sirba, il cui animaletto era fuggito dal balcone: ''Ringrazio il signor Livio che lo ha ritrovato ed è stato proprio gentile''

Pubblicato il - 25 giugno 2019 - 12:53

MADONNA DI CAMPIGLIO. "Le mie bimbe erano disperate e anche a me veniva il magone": la famiglia di Marius Sirba ha vissuto tre brutti giorni la scorsa settimana, da quando il pappagallo di casa, Kiko, si era smarrito. La storia però ha avuto un lieto fine: l'animaletto è stato ritrovato anche grazie a Facebook.

 

A raccontare l'accaduto è lo stesso signor Marius Sirba: "Mia moglie ed io abbiamo due bambine di 5 e 7 anni e mezzo. Poi c'è Kiko, il "maschietto" di famiglia, il nostro pappagallo. In casa lo lasciamo libero".

 

Tutto è iniziato una mattina della scorsa settimana, ricorda: "Lavoro e viviamo a Campiglio, ma quel giorno eravamo a Dro in vacanza. Mi sono svegliato e ho aperto la porta finestra del balcone. Quella mattina non avevo coccolato Kiko, perciò quando sono uscito dalla finestra lui mi ha seguito. Era disorientato ed è volato via".

 

La famiglia di Marius Sirba ha subito avviato le ricerche: "Lo abbiamo cercato per tre giorni nelle vigne con il cellulare con la musichetta dei pappagallini che a casa gli facciamo ascoltare perché ripeta le cose. Di solito risponde e anche la prima sera lo sentivamo, ma non lo trovavamo".

Dopo diverse uscite lo sconforto era palpabile: "Il venerdì finivano le nostre vacanze e saremmo dovuti tornare a casa. Le bambine erano disperate a tornare a Campiglio senza Kiko e, francamente, anche a me veniva il magone a pensare di andar via senza di lui".

 

Quindi la decisione ("Mi hanno consigliato di farlo") di mettere un annuncio su Facebook: "Ho pubblicato una richiesta di aiuto su diversi gruppi della zona, poi un giorno è successo l'inaspettato. Una sera eravamo a Riva del Garda a fare una passeggiata, l'automobile era parcheggiata lontana. Erano le 21.30 circa quando mi è arrivata una telefonata: era una signora che diceva che suo cognato aveva il mio pappagallo. Lui non ha un profilo Facebook, è stata la cognata ad accorgersi del mio appello".

 

All'inizio l'incredulità era tanta: "Non ci credevo, pensavo che forse non si trattava del mio Kiko, o forse, visto che nell'ultimo messaggio sul social avevo offerto anche una ricompensa, si trattasse di una sorta di raggiro". Ma le cose, per fortuna, sono andate diversamente: "Non ho detto niente alle bambine, ho avvisato mia moglie e ci siamo precipitati alla macchina e quindi a casa del signor Livio che ci ha accolti gentilmente anche se erano le 22".

 

"Abbiamo fatto una sorpresa alle nostre bimbe - racconta sempre Marius Sirba - Appena abbiamo visto Kiko mia moglie ed io ci siamo commossi e lo hanno fatto anche il signore che lo aveva trovato e sua moglie. Era proprio Kiko! E il signor Livio è stato gentilissimo, non ha voluto alcuna ricompensa e, anzi, mi ha detto che anche lui è un amante degli animali e che capiva il mio stato d'animo. Ero talmente commosso in quel momento che non ho capito se lo ha trovato lui o glielo ha portato qualcuno, ma non importa. Desidero ringraziare pubblicamente il signor Livio per tutto quello che ha fatto per noi".

"Io infatti a quel punto - conclude Marius Sirba - ero ormai rassegnato, mi dicevo che Kiko non sarebbe più tornato e che lo avrebbero mangiato i tanti gatti che ci sono in zona. È stato tre giorni in giro da solo, ma ora è tornato a casa, sta bene e tutti assieme siamo tornati a Campiglio". Una "brutta avventura", insomma, che fortunatamente si è conclusa nel migliore dei modi.

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