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Al via la rassegna "1989-2019: Il muro di ieri, i muri di oggi". Per conoscere e dibattere sulle barriere che ancora separano l'umanità

Tanti gli incontri e gli eventi in cartello nella rassegna organizzata dal Forum per la pace e i diritti umani nella ricorrenza del trentennale della caduta del Muro di Berlino. Mostre, proiezioni, presentazione libri, spettacoli e tanto altro per riflettere sul concetto di muro e sulla tante barriere, fisiche e metaforiche, che continuano a separare l'umanità

Di Davide Leveghi - 26 ottobre 2019 - 21:31

TRENTO. Sono passati trent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, uno degli eventi spartiacque della storia contemporanea europea e mondiale. In occasione di questa ricorrenza il Forum trentino per la pace e i diritti umani ha deciso d'organizzare una ricca rassegna con incontri, spettacoli, proiezioni, mostre e presentazioni di libri.

 

Ogni barriera ci dà l’illusione di proteggerci e, al tempo stesso, ci rinchiude – scrive in L'età dei muri lo storico Carlo Greppi - e ci esclude. Questo vale per i muri fisici, naturalmente, ma anche per quelli mentali, che ci fanno davvero credere che si possa delimitare un confine netto tra un ‘noi’ e un ‘loro’. E, soprattutto, che in ‘loro’ si annidi sempre l’insidia, o il potenziale pericolo. Che ci invitano a isolarci, a respingere, a rifiutare l’incontro e il confronto. Separando, chiudendo e blindando ci propongono un mondo meschino, ombelicale, a compartimenti stagni, in cui la diversità è una minaccia e l’inarrivabile omogeneità un fine a cui tendere. Un mondo chiuso, appunto”.

 

Se quel 9 novembre 1989 migliaia di persone si radunarono da una parte e dall'altra del muro che dal 1961 tagliava in due la città di Berlino, cominciando il suo smantellamento a colpi di piccone, dall'altra, trent'anni dopo, il mondo continua a essere lacerato da confini, barriere e muri, per tre quarti costruiti dopo quella fatidica data.

 

 

La conclusione della Guerra fredda e la cosiddetta “fine delle ideologie” ha cambiato lo stato delle cose, moltiplicando le cesure, i segni visibili della separazione e della differenza. Per questo il Forum per la pace e i diritti umani, organismo della Provincia, ha deciso di dar vita a questa rassegna, presentata nella mattina di venerdì 25 ottobre nella Sala Aurora di Palazzo Trentini.

 

L'iniziativa nasce da un percorso condiviso che ha visto lavorare fianco a fianco il Forum e numerose associazioni e realtà istituzionali, tra cui Anpi Vallagarina, Associazione 46° parallelo. Centro Pace Rovereto, Cinema Astra, Docenti senza frontiere, Fondazione Bruno Kessler, Fondazione Museo storico del Trentino, Libreria Due punti, Pace per Gerusalemme, Progetto Prijedor, con il patrocinio del Comune di Trento e della Rai, nonché la media partnership della rivista Uct.

 

All'incontro hanno partecipato la consigliera di maggioranza Mara Dalzocchio in rappresentanza del Consiglio provinciale, l'assessore alla cultura del Comune di Trento Corrado Bungaro, il presidente del Forum Massimiliano Pilati, la vicepresidente Katia Malatesta e il direttore della Fondazione Museo storico Giuseppe Ferrandi. Con loro anche Federico Zappini per la Libreria Due punti e il direttore di Uct Alessandro Franceschini.

 

Nostalgia del muro e persistenza di barriere sociali, economiche, politiche e mentali verranno analizzate e discusse negli incontri della rassegna, consultabili nel documento qui sotto.

 

 

 

In una ricerca del 2004, infatti, un tedesco dell'Est su 8 rimpiangeva gli anni del Muro, mentre uno studio del 2015, commissionato dall'Istituto di Berlino per la popolazione e lo sviluppo, fotografava una situazione in cui la metà dei tedeschi denunciava una persistenza di differenze economiche e culturali tra le due parti riunificate.

 

I muri attraversano città e Stati, come a San Paolo o in Irlanda del Nord, delimitano i confini nazionali, come quello tra Messico e gli Usa, fra l'Austria e l'Ungheria, fra Israele e i territori palestinesi. La loro valenza finisce spesso per essere più simbolica che effettiva, agendo sulla psicologia delle persone, rafforzando la tendenza a demonizzare chi sta dall'altra. La rassegna cercherà di declinare il concetto di muro anche come limite immateriale e metaforico.

 

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