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Catullo, nel 2018 passeggeri cresciuti dell'11,8%. Arena: ''90 destinazioni per raggiungere il mondo''. Marchi: ''Trentino partner strategico. Pensiamo al treno''

L'aeroporto di Verona dopo anni difficili (tra il 2010 e il 2014 aveva perso 60 milioni di euro) sta vivendo anni di grande ripresa e punta forte sul Trentino Alto Adige in chiave di sviluppo turistico e non solo. Abbiamo incontrato il presidente dell'aeroporto e della società che lo gestisce. Tra i progetti in essere la realizzazione di una tratta per Parigi. Tra quelli futuri ragionare sulla proposta dell'M5S trentino

Di Luca Pianesi - 07 aprile 2019 - 06:01

TRENTO. L'obiettivo? Raggiungere i 5 milioni di passeggeri annui. Il modo per raggiungerlo? Proseguendo nel percorso di crescita iniziato a fine 2014 (quando Save ha preso in mano la gestione dell'aeroporto i passeggeri erano 2,8 milioni all'anno mentre, quattro anni dopo, nel 2018 si sono quasi raggiunti i 3,5 milioni) e puntando, sempre di più, sul Trentino Alto Adige, sui suoi luoghi turistici unici e ammirati in tutto il mondo (dal Garda ai laghi alpini passando per le Dolomiti, le piste da sci e le montagne versione estiva, sempre più accoglienti e apprezzate) e su un ''ecosistema'' di eccellenza qual è quello del mondo della conoscenza (Università, centri di ricerca e dell'alta formazione) e poi dell'industria e dell'artigianato

 

Insomma l'aeroporto di Verona da qualche tempo ha preso davvero il volo e punta sempre più in alto. Alla postazione di guida ci sono ben saldi da un lato il presidente del Catullo Paolo Arena e dall'altro Enrico Marchi presidente della società aeroportuale Save che gestisce lo scalo e che controlla anche il Marco Polo di Venezia, l'aeroporto di Treviso e quello di Brescia. Negli scorsi giorni siamo stati nella città scaligera e abbiamo incontrato entrambi i ''piloti'' di questa operazione che in quattro anni ha visto il Catullo diventare uno degli aeroporti più in salute e strutturati del Paese con una crescita, nel solo 2018, dell'11,6% dei passeggeri.

 

 

E pensare che nel quinquennio 2010-2014 l'aeroporto aveva perso 60 milioni di euro e tra il 2007 e il 2014 aveva visto un calo del 26% dei passeggeri. ''Quando abbiamo preso in mano la gestione dello scalo - spiega Marchi - oltre ai bilanci in rosso c'era da riallacciare il filo dei rapporti con compagnie aeree che se ne stavano andando, come Ryanair, e c'era da realizzare un progetto di sviluppo forte e concreto. Abbiamo creato un masterplan con orizzonte fino al 2030 investito subito 30 milioni di euro e altri 80 milioni sono in corso di investimento. L'aeroporto è stato rilanciato e ora sono oltre 50 i vettori operativi sullo scalo veronese, per oltre 90 destinazioni interne e internazionali. E il segreto del successo è stato da un lato avere un progetto di sviluppo d'insieme strutturato sul concetto di macroregione del Nord Est, quindi con Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Veneto e poi l'aver creato un rapporto diretto con le compagnie che vediamo più come partner che come clienti e con le quali concordiamo sviluppi e strategie''.

 

Tra gli interventi più visibili della ''nuova era'' del Catullo sul piano strutturale ci sono state una riqualificazione delle sale imbarco con nuove postazioni controllo passaporti e l'apertura di nuove aree commerciali tra cui il Duty Free. Tutto per renderlo più accogliente e funzionale gli interni di un aeroporto che punta al progresso avendo a disposizione il bacino d’utenza veronese che è tra i più ricchi d’Italia (potendo contare su circa 400.000 aziende attive) e il primo per turisti (19,3 milioni di arrivi/anno). Sul Catullo il 22% dei passeggeri dello scalo viaggiano per turismo e addirittura il 68% è traffico internazionale. Partendo da Verona, infatti, ormai, tra voli diretti, intercontinentali e scali si riesce a raggiungere praticamente qualsiasi posto. ''La nostra intenzione, in prospettiva, è sviluppare l'asse diretto Verona -Parigi e quindi aprirci al mercato francese - spiega Arena, numero uno del Catullo - e anche implementare le rotte con la Spagna. D'altronde il piano è di continuare a crescere e a svilupparci in maniera costante e regolare. L'errore, infatti, sarebbe creare troppe linee ma non essere poi attrezzati a livello di strutture o fare l'opposto. Aeroporto e servizi devono avanzare insieme e questo è un aspetto fondamentale''.

 

 

E i progetti di sviluppo e crescita puntano forte anche sul Trentino Alto Adige. ''Per esempio grazie anche alla vostra regione stiamo vedendo un sempre maggior interesse da parte del mercato russo e di quello israeliano - prosegue Arena - e ormai noi stessi a livello internazionale promuoviamo in tutto il mondo Trentino e Alto Adige presentandoli, sul piano turistico, come una grande palestra a cielo aperto. Un territorio unico per chi ama lo sport e la natura, attrattivo sia d'inverno che d'estate. In particolare il turismo estivo sta rappresentando un mercato in grande crescita grazie alle strutture ricettive all'avanguardia che avete sul vostro territorio, il wellness e gli sport più vari, oltre ovviamente i laghi''. 

 

Il Catullo, quindi, può diventare sempre più l'aeroporto dei trentini e per i trentini e per farlo sono in cantiere anche nuovi collegamenti. Poco meno di due mesi fa il Movimento 5 Stelle in consiglio provinciale a Trento ha portato una mozione per realizzare un collegamento diretto con l'aeroporto di Verona, da Trento via treno. L'idea è quella di prolungare la linea che oggi arriva ad Ala, fino a Dossobuono. Da lì in poi basterà 1 chilometro di navetta per arrivare all'aeroporto (QUI ARTICOLO). Il tutto alla luce del fatto che effettivamente dal Catullo, ormai, si può raggiungere qualsiasi parte del mondo, tra voli diretti, coincidenze (per esempio con Aeroflot e i voli sulla Russia si può poi raggiungere anche il Sud Est Asiatico, con Shanghai, Pechino, Guangzhou, Hong Kong, Tokyo) e scali nei principali hub internazionali (come Francoforte, Monaco e Fiumicino). 

 

 

''E' senz'altro una proposta molto interessante - commenta ancora Enrico Marchi - le infrastrutture sono fondamentali per garantire la buona riuscita di un progetto importante come quello che c'è sull'aeroporto Catullo. Il treno poi è il mezzo ideale per collegare un aeroporto. Rispetta gli orari, quindi si incastra perfettamente con le coincidenze, rispetta l'ambiente, è comodo e vissuto in maniera molto positiva sia dal turista che dal businessman che poi devono prendere l'aereo. Noi siamo in ottimi contatti con il Trentino e vogliamo implementare il servizio navette, che già esiste, con pullman e autobus che portano i nostri utenti direttamente nei luoghi che devono raggiungere. Ma il treno diretto potrebbe rappresentare una soluzione moderna e davvero performante''.

 

Molto positivo anche il parere del presidente del Catullo. ''Non può che farci piacere che qualcosa si muova in questo senso da Trento - aggiunge Arena -. Poi, come ogni cosa, bisogna capire se l'infrastruttura si ripagherà. Un collegamento diretto con il treno per l'aeroporto serve solo se poi viene usato. L'aeroporto è uno degli anelli della catena dei trasporti. Più sono connessi tra loro, questi anelli, meglio è, però l'uno non deve avere una posizione che sia d'ostacolo all'altro. Ci deve essere equilibrio. Se l'operazione treno dal Trentino fosse sostenibile sarebbe auspicabile. Comunque già oggi la ferrovia arriva a Dossobuono e da lì partono le navette che ci mettono 5 minuti a raggiungere l'aeroporto''. 

 

Insomma è davvero il momento di ragionare su larga scala considerando le interconnessioni che si possono creare in prospettiva tra territori vicini capaci solo in questo modo di creare massa critica e di competere a pieno regime con il mondo con la marcia in più di paesaggi mozzafiato, città fantastiche, imprese attive e università di primo piano. Volere è volare. 

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