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Gli scout nella "Fortezza di Trento". La breve storia di 50 ragazzi di lingua tedesca e italiana nel Trentino della Grande Guerra

Giovedì 24 ottobre verrà presentato un volume di Giovanni Sosi sulla storia di un gruppo scout che operò nel capoluogo in guerra tra il 1916 e il 1918. Una vicenda curiosa, tra escursioni e campeggi, ricostruita attraverso un diario e delle foto, di un manipolo di ragazzi di lingua italiana e tedesca che convivettero in circostanze eccezionali nell'esperienza dello scautismo

Di Davide Leveghi - 23 October 2019 - 13:34

TRENTO. Tutto è partito da un diario, recuperato dall'autore, Giovanni Sosi, membro da tanti anni del Masci-Comunità di Santo Stefano di Mori, il Movimento adulti scout cattolici italiani. Un diario e delle foto che hanno permesso, dopo accurate ricerche, di ricostruire la storia di un gruppo scout nato nella Trento militarizzata della Grande Guerra, confluita nel volume Breve storia degli scout trentini e austriaci a Trento nel 1916-18- Eine kurze Geschichte der trentiner und österreichischen Pfadfinder in Trient in 1916-18.

 

Tutto comincia nel 1916. Il capoluogo dell'allora Sudtirolo – chiamato Welschtirol o Trentino a seconda del sentimento nazionale – è una vera e propria fortezza, svuotata da gran parte della sua popolazione. Tre figure di spicco della città, il commerciante originario di Coredo Guido Moncher, il prefetto Rudolf Much e un militare di Graz di stanza a Trento di nome Julius Markaritzer, danno vita ad un gruppo che mette assieme una cinquantina di bambini d'età compresa tra i 10 e i 12 anni.

 


 

Lo scautismo ha preso vita 9 anni prima con la pubblicazione di Aids to scouting da parte del generale ed educatore Robert Baden-Powell, prendendo subito piede in altri Paesi. Anche nel mondo tedesco nacquero così i Pfadfinder, i “cercatori di tracce”. Lo scautismo austriaco mette radici anche nella Trento in guerra, unendo in un movimento del tutto simile agli scout moderni giovani di lingua tedesca e di lingua italiana.

 

“Nel gruppo di scout che operò tra il '16 e il '18 – racconta l'autore del libro – c'erano ragazzi sia di lingua italiana che di lingua tedesca. Si incontrano cognomi trentini come tedeschi. Emerge ad esempio il cognome di un ragazzo figlio di un ebreo che verrà deportato nel 1943 ad Auschwitz. Questi lesse una poesia al Kaiser Karl quando nel dicembre '17 il gruppo scout lo incontrò nella stazione di Trento”.

 

Il gruppo, grazie agli autorevoli “agganci” nella società e nell'amministrazione trentina, operò svolgendo attività come escursioni e corsi musicali, “di tamburo e piffero”, annota Sosi. “L'attività non solo poté svolgersi per gli agganci ma anche per motivazioni religiose, come dimostrato dal fatto che nel manualetto a disposizione del gruppo, ci fosse il motto Per Dio, la patria e l'imperatore”.

 


 

Esso fu pure impegnato in un campeggio a Coredo nell'agosto 1917, alla presenza degli influenti organizzatori. Much, nel suo ruolo di prefetto, sarà pure protagonista dell'ordine di impiccagione di Cesare Battisti, catturato all'inizio di luglio del 1916.

 


 

“Il legame con altri gruppi dell'Impero – continua Sosi – è testimoniato da un passo del diario in cui verso le fine del campeggio, attorno a un fuoco di bivacco, i ragazzi chiedono quando finirà la guerra e quando potranno rivedere i propri amici di Vienna e Trieste. Ciò dimostra come ci fosse contatto tra i gruppi”. Un contatto risultato tra l'altro decisivo anche per l'autore, che in connessione coi gruppi scout austriaci è riuscito a mettere mano su documenti utili a ricostruire questa storia.

 

Sulla fine di questa breve esperienza, aleggia il mistero. “Mancano carte e carteggi che permettano di capire come si sia conclusa - assicura Sosi - non c'è nulla di ufficiale, ma altri gruppi scout laici sostengono che i ragazzi confluirono in altre associazioni analoghe. Per quanto mi riguarda ho deciso di fermarmi dove finiscono le fonti”.

 

La storia del gruppo scout operante a Trento tra 1916 e 1918 verrà presentata al Vigilianum giovedì 24 ottobre alle ore 17.30, in un incontro dal titolo “La presenza degli scout a Trento nella Prima Guerra”. A dialogare con l'autore di Breve storia degli scout trentini e austriaci a Trento nel 1916-18 Giovanni Sosi ci saranno il direttore di Vita Trentina Diego Andreatta e la responsabile dell'Archivio diocesano Katia Pizzini

 


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