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Il Milan degli immortali tra Champions e Intercontinentali. Sacchi: ''Barcellona? Le scelte potevano sembrare insensate, ma contavo sulla testa dei giocatori''

Bella, coraggiosa e divertente. Oggi la squadra che la Uefa ha definito come la migliore di sempre si racconta attraverso le parole dei suoi protagonisti. Da Ancelotti a Baresi e Costacurta, Rijkaard e van Basten. Sold out l'Auditorium Santa Chiara

Di Mattia Sartori - 11 October 2019 - 18:55

TRENTO. Probabilmente uno degli eventi più attesi in questo Festival dello sport: la storia del Milan guidato da Arrigo Sacchi arriva sul palco dell’Auditorium Santa Chiara di Trento, assieme a coloro che l’hanno scritta. I campioni che hanno portato i rossoneri sul tetto d’Italia, d’Europa e del mondo raccontano quegli anni straordinari che regalarono al club di Milano uno scudetto, due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali, due Supercoppe Europee e una Supercoppa Italiana. Presenti tra i giocatori Pinato, i due GalliMussi, Costacurta, Carobbi, Colombo, Lantignotti, Massaro, Ancelotti, Baresi e i due olandesi: Rijkaard e van Basten. Per la dirigenza troviamo invece Braida, Galliani e Sacchi

 

Il racconto inizia con la cena tra Arrigo Sacchi e Silvio Berlusconi, una cena che sarebbe diventata la genesi di uno dei club più forti di sempre. L’obiettivo dato dal presidente al nuovo allenatore era uno solo: conquistare il mondoIl tecnico Fusignano ricorda: “Il club è stato molto disponibile fin da subito, hanno avuto molta fiducia e questo è stato fondamentale per cominciare un processo rivoluzionario, perché il club viene prima della squadra, come la squadra viene prima dei singoli”. 

 

Si continua poi parlando degli inizi, dell’acquisto di Ancelotti, di Rijkaard, dei primi allenamenti. I giocatori ricordano i primi giorni e la perplessità e la curiosità nell’adattarsi ad un nuovo coach, che stava introducendo un modo completamente nuovo di concepire la squadra di calcio. Ancelotti racconta: “Nei ritiri, dopo cena, il coach ci voleva parlare ancora di tattica e non era raro che qualcuno si addormentasse, ma ci ha fatto capire quanto fossero importanti la mentalità vincente e il lavoro duro, oltre a ciò che succede in campo”.

 

Dopo lo scudetto si prepara la champions: Sacchi organizza una serie di amichevoli per simulare il campionato europeo e i risultati si vedono, soprattutto nelle partite contro il Real Madrid, partite che probabilmente segnano il punto di svolta per questo gruppo di campioni che stupisce il mondo calcistico sconfiggendo una delle favorite. Arrigo ricorda il ritorno: “Ho preso delle scelte che potevano sembrare insensate (schierare Ancelotti, il più grosso, in una posizione che necessita giocatori veloci), ma sapevo di poter contare sulla testa dei miei ragazzi, che infatti ci hanno regalato il 5 a 0”. Non poteva mancare inoltre la celebrazione, accompagnata dai video dei gol, della finale della coppa dei campioni a Barcellona, finita 4 a 0 per i rossoneri, ormai padroni d’Europa.

 

Un pomeriggio, insomma, pieno di emozioni per tutti i membri del club: dai giocatori e tecnici, memori di quei momenti di gloria e successo, ai tifosi, che hanno potuto ricordare o immaginare (per i più giovani) quegli appuntamenti con la squadra del cuore di 30 anni fa, che tanto li hanno emozionati

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