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Jovanotti a Messner: ''Sarà un evento nuovo, che rispetta l'ambiente. Ma la montagna non ha più diritti di un bel prato o di una spiaggia a Rimini''

Il cantante replica al re degli 8.000 che lo ha attaccato perché contrario al concerto che si terrà a Plan de Corones nell'ambito del ''Jova Beach Party''. Un evento realizzato assieme al Wwf (che ha dato man forte al ''Jova'' nel replicare a Messner) e che Jovanotti spiega così: ''Il futuro non lo si affronta negandoci le esperienze ma immaginandone di nuove con nuovi mezzi''

Di Luca Pianesi - 08 aprile 2019 - 13:19

PLAN DE CORONES. ''Il nostro progetto per l’estate è serio, accurato e soprattutto nuovo, realizzato con criteri ambientali che oggi non sono solo possibili ma anche importanti da mostrare al pubblico, soprattutto ad un pubblico come è il mio, sensibile ai temi chiave del presente''. Reagisce così Lorenzo Jovanotti al polverone alzato dall'alpinista Messner negli scorsi giorni quando ha dichiarato di non volere a Plan de Corones il concerto del grande artista italiano, che si terrà il 28 agosto. ''Non giudico Jovanotti come artista, non lo conosco bene - ha spiegato Messner - ma mi sembra insensato fare un concerto in cima alla nostra montagna d'estate. Semplicemente perché non è una cosa necessaria. Se fossi l'unico proprietario di Plan de Corones, non autorizzerei mai né tantomeno organizzerei un concerto di questo tipo. Sto provvedendo a comunicare il mio disappunto alle funivie del comprensorio Kronplatz". 

 

Sul tema è già sceso in campo il Wwf che ha rispedito al mittente (Messner appunto) il suo disappunto spiegando che il concerto, come tutto il tour del ''Jova'' è seguito proprio da loro, ha una grande attenzione all'ambiente aggiungendo, giustamente, che Plan de Corones non si può certo definire un ambiente incontaminato e naturale al 100% ''con circa 30 impianti di risalita - ha spiegato il Wwf - che hanno una capacità di trasportare oltre 70.000 persone ogni ora e i 119 chilometri di piste da sci, alcune delle quali funzionanti anche di sera, registra ogni inverno quasi mezzo milione di arrivi e oltre 2 milioni di pernottamenti (dati ASTAT 2014/2015), e il futuristico Museo della Montagna realizzato dallo stesso Messner richiama migliaia di turisti anche d’estate, contribuendo ai quasi 3 milioni di pernottamenti estivi del comprensorio (dati ASTAT 2017). Per il concerto del Jova Beach Party, i partecipanti arriveranno unicamente a piedi o sfruttando gli impianti di risalita esistenti''.

 

Ora arriva la replica di Jovanotti che pubblichiamo integralmente.

 

Non discuto con Messner di montagna, non mi permetterei mai, ma sui concerti ho qualcosa da dire e il nostro progetto per l’estate è serio, accurato e soprattutto nuovo, realizzato con criteri ambientali che oggi non sono solo possibili ma anche importanti da mostrare al pubblico, soprattutto ad un pubblico come è il mio, sensibile ai temi chiave del presente .

Quando dico che stiamo tenendo insieme un evento rock con l’equilibrio ambientale non lo dico tanto per dire, si tratta di mettere in campo tutte le conoscenze in questo ambito ed è quello che stiamo facendo, per mostrare un modo nuovo di fare le cose, non quello solito che giustamente preoccupa Messner. 

Il futuro non lo si affronta negandoci le esperienze ma immaginandone di nuove con nuovi mezzi. 

Faremo una cosa non solo bellissima ma unica nel suo approccio ambientale, nuova e antichissima allo stesso tempo, e per quanto riguarda me e la squadra coinvolta ci tengo a rassicurare Messner che ha preoccupazioni autorevolissime che per me e per il pubblico, d’accordo con tutti i partner del progetto anche quelli amministrativi, si tratta di realizzare non solo grandi giornate di goduria collettiva ma anche grandi aperture verso panorami di economia circolare, di comportamenti ecosostenibili e di equilibrio umanità/pianeta.

 

Se poi lui preferisce il silenzio delle grandi altitudini in solitaria al battito dei piedi che ballano sulla terra nuda stimolati da una giusta potenza di watt rispondo che c’è un momento adatto a tutto, e a Plan de Corones la folla festosa non è una novità, è un luogo di tutti ed è bello per questo. Sentirsi invasi da gente allegra che non ha nessuna intenzione di violare nessun tempio naturale ma casomai di celebrarlo suona semplicemente, ahimè, elitario, e siamo alle solite, e a me le solite non piacciono, i club esclusivi non fanno per me.

Io nella mia vita le uniche scalate che ho fatto sono di classifiche di canzoni ma ho esperienza di sognatore e anche quello può essere uno sport estremo che va praticato con tutta la cura possibile. Tra i miei sogni ce n’è uno che condivido con Messner, ovvero il sogno di un futuro in cui la presenza dell’uomo non sia distruttiva per la natura, e questo oggi è un sogno realizzabile anche su larga scala, partendo dai comportamenti dei singoli e di ognuno, coinvolgendo economia, politiche locali, aziende con questo tipi di obiettivo.

 

Le cose si possono fare anche bene, e la montagna non ha più diritti di un bel prato a Woodstock o di una spiaggia a Rimini o del Circo Massimo, gli ambienti vanno rispettati sempre, non solo il giardino intorno a casa propria. Non è solo un sogno realizzabile, è anche opportunità di nuovi lavori e di trasformazioni, di prospettive di rinascita di un paese che pare imprigionato nei no, nei vedremo, nella difesa di piccoli personali privilegi e corsie preferenziali. 

Ce la faremo, e spero di stringere la mano dell’uomo che ha scalato gli ottomila in arrampicata libera, consapevole che la grande impresa del nostro tempo sia quella di ripensare il nostro rapporto con l’ambiente. Il cammino è iniziato e reale, e le nostre feste saranno un nuovo campo base che a differenza di quello sull’Everest verrà lasciato meglio di come lo troveremo con la collaborazione di tutti quelli che vivranno una grande giornata insieme.

 

Lorenzo

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