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La Stella di Natale: da pianta sacra degli Atzechi a simbolo del Natale. Tornano i fiori dell'Ail per la ricerca scientifica

Venerdì 22 e 29 novembre, all'azienda Centrofiore a Romagnano, Ail organizza una serie di eventi legati alle Stelle di Natale, diventate ormai simbolo della campagna Ail. Umberto Viola, botanico e tecnico della floricoltura trentina: "La Stella di Natale è capace, anche con la sua armonia, di risvegliare in noi immagini fiabesche"

Di Arianna Viesi - 21 novembre 2019 - 10:14

TRENTO. Venerdì 22 e venerdì 29 novembre, dalle 17 alle 19.30, presso l'azienda Centrofiore di Walter Ferrari a Romagnano, Ail (Associazione italiana contro le leucemie) organizza una serie di eventi legati alle Stelle di Natale, diventate ormai simbolo della campagna Ail.

 

Durante le due iniziative un esperto botanico svelerà tutti i segreti delle Stelle. Il 22, poi, sarà presente anche l'Aquila Basket con un suo giocatore. Durante entrambe le serate, ai partecipanti, sarà offerto anche un buffet e un brindisi a cura di Kaire Impresa Sociale e a cui prenderanno parte esperti, medici, ricercatori, tecnici. Per tutti, poi, un omaggio green. L'iniziativa è il preamobolo degli eventi promossi nel mese di dicembre, da Ail, durante il quale nelle piazze delle nostre città verranno vendute le Stelle di Natale per raccogliere fondi per la ricerca. Tra i partner della manifestazione anche Emg.

 

In questo periodo - il picco si raggiungerà tra la fine di novembre e l'inizio di dicembre - si può assistere alla fioritura contemporanea di circa 20.000 Stelle di Natale. Quella della Fioreria Centrofiore a Romagnano, a livello regionale, è la più grande coltivazione di Stelle di Natale. "La sensazione di trovarsi in un mare di rosso è indescrivibile", spiega Umberto Viola, come ama definirsi, "medico dei fiori". Viola è botanico, tecnico della floricoltura trentina prima all'Istituto agrario S. Michele e poi ispettore fitosanitario al Servizio floricoltura di Trento.

 

"Si tratta di un'opportunità rara perché questi luoghi di conservazione, solitamente, sono preclusi al pubblico per evitare che le piante possano essere rovinate". Durante l'apertura della serra e gli eventi che l'accompagneranno, chi acquisterà le Stelle di Natale contribuirà concretamente alla raccolta fondi di Ail. "In cantiere ci sono numerose iniziative - continua Viola - come un corso sulla cura e sulla storia della Stella di Natale e altre iniziative. A tutti i partecipanti, poi, verrà offerto un brindisi e un omaggio green. Le Stelle poi saranno acquistabili".

 

Il nome scientifico della Stella di Natale è Euphorbia pulcherrima e si è "meritatamente imposta tra i simboli che contraddistinguono questa importantissima festività perché porta con sé tanti significati. La Stella di Natale esprime tutti i colori legati a questo particolare periodo dell'anno - spiega Viola - il rosso del fuoco, il bianco legato alla luce e simbolo di rinascita, il verde come promessa di vita. La Stella di Natale è capace, anche con la sua armonia, di risvegliare in noi immagini fiabesche: è importante mantenere anche la parte bambina. La Stella di Natale è un regalo vivo, un simbolo apparentemente effimero che dura poco, ma al contempo un segno di bellezza e armonia in questo periodo".

 

La storia della Stella di Natale è affascinante, e insolita. "Viene dalle zone del Guatemala e del Messico. Era un fiore sacro agli Aztechi e, per la prima volta, è stata vista quindi dai conquistatori. Il fiore però è stato lasciato nel dimenticatoio per secoli. Il primo ad accorgersi di questo fiore è stato l'ambasciatore americano in Messico, Joel Roberts Poinsett, all'inizio dell'800 ed è per questo che la Stella di Natale è nota anche con il nome 'Poinsettia'".

 

Ma perché la Stella di Natale è legata proprio a questo particolare periodo dell'anno? "La Stella di Natale è una pianta brevidiurna, come il Grisantemo. Questo vuol dire che ha l'induzione a fiorire quando le ore della notte superano quelle del giorno. È quindi destinata a fiorire adesso".

 

"Questa è la sventura del Grisantemo: nei paesi orientali è simbolo della vita e dell'amore, è il fiore legato all'imperatore. Da noi, invece, dato che fiorisce nel periodo dei morti è diventato simbolo dei morti. Nel nord Europa, ad esempio, non è strano regalare alla morosa un mazzo di Grisantemi (ride, ndr)”.

 

Poinsett, innamoratosi della pianta esotica, la portò con sé in Carolina. All'inizio la Stella di Natale rimase solo una curiosità per appassionati. Con il tempo, poi, inizia a diffondersi negli Stati Uniti, quindi nei Paesi Anglosassoni e, dagli anni '60, anche in Italia. Il fiore, quindi, è entrato nella nostra cultura non da molto tempo.

 

La Stella di Natale è una pianta che ama il caldo. “Non è una pianta da esterno – spiega l'esperto -. Quelle commercializzate ora sono geneticamente migliorate e sono di taglia medio-piccola. Il colore rosso è ovviamente il più ricercato. Ma esistono anche bianche, screziate. Hanno provato a farle anche gialle e color prugna”.

 

"La Stella di Natale è una pianta relativamente rustica ma bisogna garantirle una temperatura adatta: mai sotto i 16 gradi. Anche in casa ama una certa umidità ambientale. La causa principale di insuccesso sono gli stress idrici, i cosiddetti 'colpi d'asciutto' che fanno cadere tutte le foglie. Non ama nemmeno i ristagni. Non serve concimarla, e non va lasciata alla luce diretta del sole e va tenuta lontana da fonti di calore".

 

Tra le curiosità anche questa: gli Aztechi la usavano come pianta officinale per guarire le febbri. "Anzi, proprio per questo, bisogna stare un po' attenti perché quando si spezzano foglie e fiori fuoriesce un lattice biancastro leggermente tossico. L'emissione di lattice è una difesa della pianta contro gli erbivori e come cicatrizzante".

 

Quelli che noi consideriamo petali sono, in realtà, foglie. "Le brattee - spiega Viola - non sono petali ma foglie modificate.veri fiori della Stella di Natale sono i 'ciazi', le infiorescenze gialle che si trovano al centro delle brattee. Sono organi vessilliferi: servono a richiamare gli insetti per favorire impollinazione. Questo è molto importante per la qualità pianta. La presenza di fiori è infatti garanzia di qualità".

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