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Legambiente: Besenello dà la bandiera verde al Trentino, la giunta quella nera. Bolzano bocciata per i pesticidi

Mentre il mondo alpino è sempre più attento alla natura e per questo crescono le bandiere verdi (da 15 passano a 17) le nuove politiche della provincia di Trento in materia di fauna alpina e tutela dell'ambiente fanno fare un passo indietro al Trentino per Legambiente. Bandiera verde anche per Merano, Rocca Pietore e Feltre

Pubblicato il - 15 giugno 2019 - 17:38

TRENTO. C'è Besenello a tenere alta la bandiera Verde per il Trentino, ottenuta per essersi opposta alla Valdastico ed essere riuscita a vincere la sua battaglia in sede legale; c'è la nuova politica provinciale, al contrario, in materia di fauna alpina e tutela dell'ambiente che fa ottenere, sempre al Trentino, una delle otto bandiere Nere nazionali. E' un Trentino di luci e ombre quello che esce dall'ultimo report di Legambiente il tutto a fronte di un mondo alpino sempre più attento alla natura, nel resto del Paese, e per questo premiato dall'associazione ambientalista nazionale. 

 

Quest’anno, infatti, sono ben 17 le bandiere verdi assegnate da Legambiente, due in più rispetto allo scorso anno, e che premiamo l’impegno di cittadini, associazioni e comuni, nel tutelare e valorizzare in chiave sostenibile ed ecofriendly le Alpi, fronteggiando con intelligenza gli effetti sempre più pesanti dei cambiamenti climatici. Tutela della biodiversità a rischio, sostenibilità ambientale e mobilità dolce, turismo slow, ma anche efficienza energetica e didattica innovativa i temi al centro delle 17 bandiere verdi 2019 che ben testimoniano la voglia di un futuro sempre più green e innovativo che si respira in questi territori montani

 

Tra le buone pratiche segnalate da Legambiente si va ad esempio dall’impegno portato avanti dal CRAS (Centro Recupero Animali Selvatici) di Bernezzo, in provincia di Cuneo, che dal 2001 recupera, cura e riabilita esemplari di ogni specie di fauna selvatica ritrovati in difficoltà dalle aquile ai cerbiatti, alle azioni messe in campo dal comune di Merano per la valorizzazione in ambito urbano della biodiversità e dei servizi ecosistemici ad essa collegati attraverso interventi normativi ad hoc (come tetti verdi biodiversi e tutela degli alberi di grandi dimensioni).

 

Interventi e buone pratiche volte alla mitigazione degli effetti climatici arrivano da Chamois in Valle d'Aosta, unico comune italiano non raggiunto dalle auto che si sta impegnando nella progettazione di una Comunità energetica oil free producendo in modo autonomo e principalmente da fonti rinnovabili. E dall’amministrazione comunale di Besenello ''per l’impegno profuso negli ultimi anni - specifica Legambiente - nel sensibilizzare la comunità locale al problema dell’inquinamento da traffico e sull’assurdità della costruzione dell’autostrada A31 Valdastico Nord per la parte veneta''. Da sottolineare anche quella per i monti Lessini, in provincia di Verona, dove si mantengono in vita tradizioni locali come la transumanza e l’allestimento delle carbonare.

 

In Veneto bandiera verde per i comuni di Rocca Pietore e Feltre, in provincia di Belluno, rispettivamente per l’impegno portato avanti nel restituire centralità alle montagne, ai servizi e per l’aver messo in campo attività di ripristino delle condizioni di sicurezza di edifici ed infrastrutture in seguito alla tempesta Vaia. Non mancano i buoni esempi di mobilità sostenibile come il progetto “Bouzaté” (Muoviti) ideato e proposto da un cittadino, Daniel Vallet, del Comune di Charvensod (Aosta), per incentivare la mobilità sostenibile casa/lavoro/casa e che l’amministrazione sta prendendo in considerzione. 

 

E ai punti alla fine vince, a livello regionale, il Piemonte che conquista più bandiere verdi (5), seguito da Veneto (4), Lombardia (2), Valle D’Aosta (2), e Friuli Venezia Giulia (2) tutte e tre a pari merito, una al Trentino, una all’Alto Adige. Trentino e Alto Adige che conquistano anche una bandiera nera a testa: la provincia di Bolzano per l’emanazione di una delibera che autorizza l’impiego di pesticidi potenzialmente pericolosi per l’ambiente nelle aree di tutela delle acque potabili, in un territorio già sottoposto all’uso di queste sostanze. Per la provincia di Trento è la nuova linea politica della giunta Fugatti con le recenti decisioni ritenute non in linea con la tutela dell’ambiente e della fauna alpina.

 

Infine Legambiente parlando di montagne nel report fa un passaggio sul prossimo concerto di Jovanotti a Plan de Corones in Alto Adige. “E’ pur vero che il luogo, stazione sciistica ipergettonata, è un significativo esempio di un uso turistico intensivo della montagna – aggiunge Vanda Bonardo – ma perlomeno d’estate può tornare ad assumere una dimensione più consona all’attenzione e al riserbo che dovrebbero contraddistinguere e mitigare le interazioni con i delicati ambienti montani.  Un concerto in agosto con molte migliaia di persone, tanto rumore e un abbaglio smisurato di luci suscita molte perplessità: e pare strano che l’interprete principale ovvero Jovanotti non se ne renda conto. La scelta di portare in ambiente montano eventi pensati per le grandi città pone parecchi interrogativi, a partire dalla percezione del limite che ci dovremmo porre nell’invadere contesti fragili: per decidere fino a dove ha senso arrivare”.

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