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Lupi e orsi presenti da sempre nella nostra cultura, ecco le loro tracce nei toponimi trentini e nazionali

Fra i toponimi italiani ci sono oltre 600 riferimenti all’orso, di questi circa 40 sono in provincia di Trento e 18 in quella di Bolzano. Per quanto riguarda i nomi legati ai lupi, su un totale di circa 1500, ce ne sono 18 in Trentino tra cui il paese di Lover diretta emanazione del canide e 24 nell’Alto Adige che tanto freme per abbatterli

Tattoni C (2019) Nomen omen. Toponyms predict recolonization and extinction patterns for large carnivores. Nature Conservation
Pubblicato il - 27 novembre 2019 - 20:23

TRENTO. Orsi e lupi occupano da sempre un posto di rilievo nell’immaginario collettivo vuoi perché, almeno un tempo, sono stati largamente diffusi in quasi tutti i continenti piuttosto che per via dei tratti caratteristici difficilmente confondibili con quelli di altri animali, ad ogni modo questo legame si riflette anche nei toponimi italiani. Lo studio che mette in relazione l’analisi geostatistica della distribuzione dei toponimi alla distribuzione del territorio dei grandi carnivori è apparso su Nature Conservation e porta la firma della ricercatrice milanese, ma trentina d’adozione, Clara Tattoni (oggi affiliata all’università di Firenze) laureata in scienze ambientali.

 

Dall’analisi, condotta dalla ricercatrice quando lavorava per Unitn, è emerso il legame che unisci questi animali al territorio italiano, confermando che un tempo i grandi carnivori occupavano un posto di rilievo ed erano diffusi su quasi tutto il territorio nazionale. “L’ispirazione per intraprendere questo studio mi è arrivata dalle letture del biologo e storico Jared Diamond che grazie ai suoi studi nel campo linguistico ha dimostrato come, partendo dai toponimi, si possano ricostruire gli spostamenti di intere popolazioni – racconta Tattoni – così ho provato a vedere quanti erano i toponimi sparsi per la penisola legati alla fauna dei grandi carnivori”.

 

 

La ricercatrice dunque ha ipotizzato che laddove le persone avessero dato un nome a lungo il motivo fosse riconducibile all’effettiva presenza di quel determinato animale, ipotesi che verrà confermata dallo studio. La ricerca è stata estesa a tutta la provincia concentrandosi su orsi e lupi (per la lince non è stato possibile dal momento che sono stati trovati solo 15 casi, insufficienti per essere presi come campione).

 

Il primo risultato è stato quello di scoprire che tali nomi sono diffusi in tutta la penisola, perfino in Sardegna dove non esistono prove della presenza di orsi ci sono delle località che ne prendono il nome, ad esempio perché una roccia ne ricorda la forma.  Il secondo riscontro è arrivato dall’effettiva presenza, oggi o nel recente passato, di grandi carnivori in determinate località che ne prendono il nome.

 

“Sovrapponendo le mappe ho notato che laddove aumentava la densità dei toponimi riconducibili a lupi e orsi corrispondevano anche le zone dove tali specie sono state presenti più a lungo, anche quando queste si sono ridotte nel tempo. Fenomeno particolarmente evidente per l’orso bruno – continua Tattoni – che presenta concentrazioni in due aree in particolare: una in Abruzzo e l’altra a Nordest, compresa fra Trentino e Veneto”.

 

 

In Italia sono presenti più di 600 riferimenti all’orso, di questi circa 40 sono in provincia di Trento e 18 in quella di Bolzano. Per quanto riguarda i toponimi legati al lupo, su un totale di circa 1500, ce ne sono 18 in Trentino e 24 in Alto Adige. I nomi trentini più ricorrenti sono Fontana dell’orso e grotta dell’orso, a Bolzano domina “barba dell’orso”. In provincia di Trento poi va molto Fossa del Lupo ma esiste persino un paese, Lover (oggi frazione di Campodenno), che mutua il nome al canide. Infine per l’Alto Adige ci sono Monte Lupo e Lupara, nome che spesso indica il luogo di una cattura.

 

Dallo studio sono emerse anche alcune curiosità: i nomi riferiti ai lupi molto spesso sono legati agli insediamenti umani (quasi il 18%), mentre all’orso fanno riferimento per la maggiore elementi naturali come le valli (17% dei casi). Forse però l’aspetto più peculiare è che quasi tutti i toponimi sono al maschile e solo una piccola percentuale al femminile.

 

Tattoni ha infine analizzato anche l’accezione contenuta nei toponimi “ho cercato di capire quali sentimenti si nascondessero dietro questi nomi, se trasparisse una conflittualità nel rapporto tra popolazione e grandi carnivori”. Forse in maniera un po’ sorprendente, nella maggior parte dei casi, è emersa la neutralità, “Anche se – precisa la ricercatrice – dare un nome a una cosa importante come un fiume o una montagna evidenzia rispetto e ammirazione verso l’animale”. I toponimi negativi, Mazzalupo, Scannalupo o Lupara ad esempio, sono appena il 10%, in rarissimi casi sono perfino riportati dei vezzeggiativi come Orsetto, Lupetto e Lupacchiotto.

 

“Tante volte si perde la memoria dell’ambiente che ci circonda, di ciò che è stato – conclude Tattoni – questo spesso si traduce in ostilità soprattutto verso i grandi carnivori, ma ricordare i conflitti e le convivenze e quanto lupi e orsi siano stati parte integrante del nostro passato può essere utile anche ai giorni nostri per superare i problemi e cercare di trovare un equilibrio”.

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