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Mega raduno di jeep, la Sat: ''E' un'aggressione alla montagna e un danno di immagine. I nostri ospiti non sono più gli stessi degli anni '80, la sensibilità ambientale è molto alta''

Una presa di posizione netta e decisa della Sat contro l'evento il programma a luglio a S. Martino di Castrozza. Facchini: ""L'organizzazione sta chiedendo all'Apt locale di individuare una trentina di percorsi da destinare al raduno: abbiamo già sostenuto la nostra posizione attraverso l'adesione a un documento presentato e discusso all'interno del Comitato di Gestione del parco"

Di L.A. - 18 maggio 2019 - 15:25

PRIMIERO. Il Jeep camp in programma tra il 12 e il 14 luglio a S. Martino di Castrozza non s'ha da fare, questa la presa di posizione della Sat. "L'organizzazione - dice la presidente Anna Facchini - sta chiedendo all'Apt locale di individuare una trentina di percorsi da destinare al raduno: abbiamo già sostenuto la nostra posizione attraverso l'adesione a un documento presentato e discusso all'interno del Comitato di Gestione del parco Paneveggio Pale di S. Martino".

 

Un documento nel quale l’ente parco, interlocutore privilegiato della Comunità di Primiero, veniva invitato a proporre il proprio netto e forte invito al rifiuto nei confronti di iniziative come l’evento “Jeep Camp”.

 

"Nel 2017 è stato sottoscritto un documento – ricorda la presidente - dalla Sat insieme ai gruppi Cai del Veneto, gruppo regionale Friuli Venezia Giulia, gruppo provinciale Alto Adige e Alpenverein Alto Adige, nel quale il raduno dei quad a passo S. Pellegrino veniva definito una aggressione alla montagna. Da allora, ma anche relativamente agli altri eventi motoristici organizzati negli anni precedenti, non abbiamo cambiato opinione e vorremmo invitare le comunità locali a riflettere prima di concedere il nulla osta a questi eventi".

 

Il raduno viene definito anche un danno di immagine per il Trentino. "A fronte di un probabile migliaio di persone su un totale di 600 jeep coinvolte che si divertiranno - dice Facchini - quanti saranno gli ospiti di S. Martino di Castrozza ad essere disturbati per un intero weekend da questo evento? Per non parlare delle implicazioni sugli eco sistemi alpini e sulla fauna selvatica. A questo si aggiunge l’eco di una pubblicità negativa: i nostri ospiti non sono più gli stessi degli anni '80, la sensibilità ambientale ormai è molto alta in tutti gli strati della popolazione italiana e soprattutto estera, un dato rilevato a livello statistico che dovrebbe essere ben noto a chi si occupa di promozione e commercializzazione".

 

La Sat invita le realtà coinvolte a vario titolo nell'evento a un ragionamento a 360 gradi. "Non si deve considerare soltanto il mero ritorno economico immediato dei tre giorni del raduno - conclude Facchini - ma soprattutto l’impatto della manifestazione. Un impatto che coinvolge la cultura di montagna, l’ambiente alpino, le sue caratteristiche e la stessa idea di frequentazione della montagna che deve stare alla base delle nostre scelte".

 

Una presa di posizione netta e decisa, dopo che il web si era espresso negativamente sul raduno di Jeep, quando il gruppo Facebook "Giù le mani dal Lagorai", tra le comunità più attive in ambito ambientalista e animalista, è riuscito a rovesciare le sorti della "petizione" lanciata inizialmente dalla pagina Primiero Vanoi Pale San Martino per far vincere il "No" (Qui articolo).

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