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''Pro loco, creino benessere nelle comunità'': la Federazione riparte da una ''mission sociale'' con 500.000 euro a disposizione

Faes all'assemblea: ''Puntiamo sulla formazione dei giovani volontari''. In programma due corsi di formazione. Focus sul supporto all'ideazione di progetti e nel dialogo con gli stakeholder

Pubblicato il - 26 maggio 2019 - 17:13

PERGINE. "Sostenere il ruolo sociale delle pro loco": è la nuova mission annunciata oggi, durante l'assemblea dei soci a Pergine, dalla Federazione pro loco e loro consorzi Unpli Trentino. Oltre alla presentazione dei bilanci consuntivo e preventivo (a disposizione, tra finanziamenti provinciali ed autofinanziamento, c'è mezzo milione di euro), infatti, è stato introdotto il nuovo piano strategico "Idee per il presente e il futuro della Federazione pro loco", incentrato non più solo sul turismo, ma anche sul ruolo sociale di queste realtà sui territori.

 

Tra pro loco (170) e consorzi pro loco (10) sono 180 le realtà facenti capo sul territorio trentino alla Federazione. Oltre 15.000 gli associati a una realtà che è ente coordinamento delle pro loco in provincia dal 1983.

 

Una Federazione che chiude il bilancio consuntivo in positivo e che vede confermati i contributi della Provincia (circa 400.000 euro). Assieme alle risorse proventi da autofinanziamento (100.000 euro circa) a disposizione della struttura ci sono quindi circa 500.000 euro.

 

E per il futuro la Federazione pensa alle pro loco sempre più come "agenti di sviluppo delle comunità" che come "soggetti di sola animazione turistica", facendo della sua struttura (passata dai due dipendenti del 2014 ai sette attuali) come un "cardine nell'indirizzo del settore del volontariato turistico".

 

Un concetto, quest'ultimo, sottolineato in assemblea dal presidente della Federazione Enrico Faes, che nella sua relazione annuale ai soci ha sottolineato proprio il valore sociale delle pro loco, "soggetti - ha detto - in cui si realizzano non solo eventi, ma attività di grandissimo rilievo sociale, e che spesso non ne sono consapevoli". "Perciò - ha proseguito - il lavoro della Federazione in questi anni e nel prossimo futuro sarà tutto incentrato in questo senso, con azioni concrete per aiutare i gruppi a sviluppare idee e progetti, accompagnare nelle relazioni con i diversi portatori di interesse, supportare e sgravare il più possibile il lavoro dei volontari".

 

Ancora, sempre il presidente: "Si tratta per noi di un cambio di passo rispetto a quello che era il nostro focus fino a oggi, che era attivare le pro loco in ambito turistico: oggi, ottenuto questo obiettivo, ci siamo resi conto che la nostra mission comprende anche la sfera sociale dell'operato delle pro loco, quali protagonisti nella creazione di benessere delle nostre comunità".

 

Tra le azioni individuate in linea con questo obiettivo "l'impegno per la formazione dei giovani volontari": "Negli scorsi mesi è partito - ha ricordato Faes - un corso di formazione gratuito (già in programma una seconda edizione per settembre) per i futuri amministratori della Federazione".

 

In assemblea il dettaglio del piano strategico è stato illustrato dal vicepresidente Emanuele Armani e dalla consigliera Monica Viola, che hanno ripercorso il senso della nuova mission e indicato le sue ricadute per gli associati. Viola: "Come Federazione vogliamo rendere consapevoli gli associati del loro fondamentale ruolo sociale, e fornire strumenti e supporto a chi si adopera per migliorare il benessere delle nostre comunità".

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