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Scoppia il caldo, in tre giorni persi 27 centimetri di neve sulla Presena e 21 sulla Marmolada. Il geologo: ''Con i temporali occhio a frane e smottamenti''

L'arrivo dell'estate potrebbe portare qualche disagi tra smottamenti e colate, in particolare nel caso di violenti temporali estivi. Mirko Demozzi: "Attenzione quando si prepara un'escursione: si consiglia di scaricare la app del 112 e di avere sempre un kit di primo soccorso"

Di Luca Andreazza - 03 giugno 2019 - 19:11

TRENTO. Splende il sole, sbalzo termico con un deciso segno più. Il risultato? La neve e il ghiaccio in quota iniziano a sciogliersi in maniera rapidissima: le stazioni di MeteoTrentino evidenziano l'assottigliarsi del manto. "A Capanna Presena, quota 2.735 metri, si è passati dai 369 centimetri del 31 maggio ai 342 di oggi - dice Giampaolo Rizzonelli di MeteoTriveneto - quindi al rifugio Grostè da 179 a 145 centimetri e sulla Marmolada a Sass del Mul si va da 271 a 250 centimetri". 

L'arrivo dell'estate potrebbe portare qualche disagi tra smottamenti e colate, in particolare nel caso di violenti temporali estivi. "Non ci sono criticità evidenti, ma il monitoraggio del Servizio geologico della Provincia è costante", queste le parole di Mirko Demozzi, presidente dell'ordine dei geologi, che aggiunge: "Le temperature vanno verso la normalizzazione e si deve prestare attenzione in particolare a quegli eventi atmosferici particolarmente intensi e brevi, cioè i classici temporali estivi".

La neve e il ghiaccio in quota iniziano a sciogliersi, i terreni dopo le piogge primaverili continuano ad assorbire acqua. Un mix che potrebbe causare smottamenti, caduta sassi e colate per un territorio già fragile e provato dalla tempesta Vaia, l'ondata di maltempo dell'ottobre scorso che lascia ancora cicatrici tra alberi schiantati e paesaggi in parte modificati. 

 

"Questa situazione potrebbe influenzare i comportamenti geomorfologici - prosegue il numero uno dei geologi - soprattutto in alta quota, dai 2 mila metri, dove si potrebbero verificare fratture rocciose e cadute. In linea generale è sempre importante prepararsi bene, consultare la Sat, guardare le previsioni meteo e attrezzarsi prima di compiere un'escursione, soprattutto in presenza di una bella giornata magari dopo una di pioggia. E' necessario avere una cartina e un kit di primo soccorso, consigliato anche scaricare sul proprio smartphone la app del 112 per ogni evenienza".

 

Sono in particolare due gli eventi che possono portare a frane, colate e smottamenti vari. Una precipitazione intensa e breve oppure intensa e prolungata. I nubifragi dell'anno scorso hanno lasciato i segni sul territorio. Come a Moena, tre smottamenti a interrompere le principali vie di comunicazione a isolare il paese e l'esondazione del rio Costalunga (Qui articolo), così come i seguenti danni tra la Val di Fassa e Cortina (Qui articolo) e la frana che ha coinvolto la strada forestale in Val Daone (Qui articolo).

 

"Nel primo caso - continua Demozzi - si hanno eventi localizzati e la norma sono frane di sassi, mentre nella seconda casistica si hanno colate e debris flow, che sono anche più difficili da valutare in quanto le inclinazioni e le velocità del movimento possono cambiare nell'arco della giornata stessa". 

 

Questa primavera fredda e abbastanza piovosa potrebbe portare a qualche smottamento. "I crolli di roccia - conclude Demozzi - colate e debris flow sono fenomeni normali. Sono parte dell'evoluzione geomorfologica: sembra statica in quanto la concezione temporale dell'uomo è relativamente bassa, ma tutto è in continua evoluzione. Sono soprattutto la primavera e l'autunno i periodi più difficili per l'indice di piovosità e la conseguente erosione del territorio, già comunque provato e fragile per gli ultimi eventi particolarmente gravosi".

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