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| 02 mar 2019 | 20:51

Stop alle porte dei negozi sempre aperte. Due mozioni per dire ''basta'' allo spreco energetico

Le hanno presentate il Pd in Comune a Trento e Futura in Provincia. Le 'barriere a lama d’aria' provocano un incremento del 25% dei consumi energetici mentre chiudere la porta fa risparmiare dal 30% a più del 50% dell’energia necessaria per la climatizzazione dell’ambiente

Stop alle porte dei negozi sempre aperte

TRENTO. A quanti è capitato, anche a Trento, di passare davanti alla porta d'ingresso di un negozio spalancata ed essere colpiti, d'estate da una botta di aria fredda e d'inverno da un föhn caldissimo? Praticamente a tutti. E ognuno di noi ha pensato allo spreco di energia messa in campo per refrigerare o riscaldare l'esercizio commerciale. Il tema, adesso, arriva sia tra i banchi del consiglio comunale che tra quelli del consiglio provinciale. Michele Brugnara del Pd e di Lucia Coppola di Futura hanno presentato due diverse mozioni per chiedere nuove regole ed evitare certi tipi di comportamenti. 

 

Brugnara nel suo documento, firmato anche dagli alti consiglieri del Pd-Psi in comune a Trento, spiega che ''c’è la tendenza ad ascoltare gli esperti di psicologia del marketing secondo i quali le porte aperte rendono più invitante il negozio'' e aggiunge come ''con l’intenzione di limitare i consumi energetici alcuni locali si siano dotati di 'barriere a lama d’aria', dei dispositivi posti all’ingresso con i quali si intende impedire l’afflusso di aria fredda d’inverno e di aria calda d’estate. Si stima - prosegue - che tali apparecchi comportino un incremento del 25% dei consumi energetici, vanificando i benefici prodotti dalla riduzione di afflusso d’aria dall’esterno''.

 

Lucia Coppola e il collega di partito Paolo Ghezzi aggiungono nel loro documento presentato in Provincia che secondo uno studio commissionato dagli attivisti di Close the Door, svolto dal Glass & Façade Technology Research Group del dipartimento di ingegneria dell’Università di Cambridge tenere le porte aperte dei negozi ha un effetto negativo sia sull’ambiente che sulla salute di commercianti e clienti. ''Il semplice gesto di chiudere la porta - spiegano i due consiglieri provinciali - fa risparmiare a un esercizio commerciale di media grandezza (da 70 a 150 m2 ), dal 30% a più del 50% dell’energia necessaria per la climatizzazione dell’ambiente''.

 

''Lo studio - proseguono - ha evidenziato anche che le concentrazioni di alcuni inquinanti ormai ben noti, come il Pm 2.5 e l’No2, sono più alte all’interno degli esercizi commerciali quando le porte sono tenute aperte, e che la semplice scelta di tenere le porte chiuse consentirebbe di ridurne la presenza rispettivamente del 45% e del 17%''.

 

Preso atto di tutti questi elementi entrambe le interrogazioni sono volte a creare nuove pratiche. Brugnara chiede venga promosso un marchio “Negozio amico dell’ambiente” o “Negozio amico del clima”, come già avviene in altre città, da attaccare fuori dall'esercizio commerciale coinvolgendo le associazioni di categoria dei commercianti, dei ristoratori, le associazioni ambientaliste e altri attori pubblici/privati sensibili al tema.

 

 

Inoltre si chiede di produrre una "piccola guida per non sprecare energia" a beneficio dei cittadini e dei negozi e esercizi commerciali, con azioni concrete volto al risparmio energetico, da mettere a disposizione e diffondere in formato elettronico. Coppola aggiunge di ''avviare un tavolo di confronto con i Comuni della provincia di Trento per sensibilizzarli sulla importanza di emettere ordinanze che impongano di mantenere chiuse tutte le aperture dei locali verso l’esterno e verso locali non climatizzati'' e ''creare meccanismi premianti per gli esercenti che si dotino di sistemi di ingresso che evitano il dispendio di energia''.

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