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Tempesta Vaia, ''Ora i turisti hanno capito la portata della più grande catastrofe forestale italiana. Il ministero convochi gli enti locali''

Gli effetti della tempesta Vaia sono 41 mila ettari di boschi rasi al suolo, 16 milioni di alberi, 8,6 milioni di metri cubi di legno abbattuti in pochi minuti da raffiche di vento fino a 190 km/h tra Trentino e Alto Adige, Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Uncem e Aiel: "A disposizione per rivedere i piani strategici in collaborazione con istituzioni, enti locali e università"

Pubblicato il - 21 agosto 2019 - 17:18

TRENTO. "Le persone che sono salite nelle valli, nelle località turistiche, negli alberghi e nei rifugi, hanno visto gli effetti della più grande catastrofe forestale italiana", dicono Domenico Brugnoni, presidente dell'associazione italiana energie agroforestali, e Marco Bussone, presidente nazionale Uncem, che aggiungono: "I turisti che hanno guardato distrattamente quanto successo in televisione, forse non avevano compreso la reale portata dell'evento, ma vedendola direttamente, hanno compreso quanto sia grave la situazione e quanto sia necessario intervenire sull'intero sistema, senza perdere tempo". 

 

Sono, infatti, centinaia di migliaia i turisti che in questi mesi estivi hanno visto in prima persona gli effetti, drammatici, della tempesta Vaia: 41 mila ettari di boschi rasi al suolo, 16 milioni di alberi, 8,6 milioni di metri cubi di legno abbattuti in pochi minuti da raffiche di vento fino a 190 km/h tra Trentino e Alto Adige, Veneto, Lombardia e Friuli Venezia Giulia.

 

Le associazioni Aiel e Uncem sono impegnate su numerosi fronti istituzionali e operativi lungo la filiera forestale. Il post-emergenza Vaia è tra le maggiori criticità da gestire in stretto accordo con le Università e i soggetti istituzionali che si occupano del ripristino.

 

"In diverse occasioni di convegni dedicati al ripristino di quei boschi abbiamo evidenziato come la tempesta Vaia sia un effetto dei cambiamenti climatici in atto - spiegano Bussone e Brugnoni -. Non è un evento isolato, potrà ripetersi, e dobbiamo farci trovare preparati. Questo va spiegato a tutto il Paese, non solo agli addetti ai lavori".

 

Una materia che dovrebbe essere maggiormente presa in considerazione anche dalla politica a Roma. "Il ruolo delle istituzioni è fondamentale - proseguono i vertici di Uncem e Aiel -. Nel post tempesta Vaia hanno agito, ma non sempre in modo organico attraverso il dialogo e il confronto per trovare le soluzioni. Lo scolitide dell'abete rosso, principale insetto che minaccia il legname schiantato, oggi rischia di compromettere anche le foreste dei territori colpiti e rimaste in piedi. Per questo proponiamo che in sede ministeriale debba essere convocato urgentemente un tavolo con Regioni, Enti locali, rappresentanti di imprese, associazioni e università per fare il punto su cosa si sta facendo e cosa va fatto".

 

Un altro fronte è quello della comunicazione. "Serve una campagna informativa - evidenziano Brugnoni e Bussone - in quanto i turisti arrivati in questi giorni nelle valli sanno pochissimo di quanto successo. Non sono a conoscenza di quanto si sta facendo per gestire quella porzione di patrimonio danneggiato. E’ anche molto importante far comprendere che questo grave evento non deve togliere attenzione al tema più generale della gestione attiva dell’intero nostro patrimonio forestale costituito da 11 milioni di ettari di boschi, più di un terzo di tutta la superficie del nostro Paese, che vanno governati e non abbandonati. Solo così potranno essere valorizzati i beni che ci fornisce il bosco i servizi ecosistemici e lo sviluppo locale".

 

Un ultimo ambito urgente che necessita un piano d'azione è quello legato all'attuazione del Testo unico forestale. "La tempesta Vaia ci insegna - concludono Brugnoni e Bussone - che un bosco gestito è più resiliente, ma serve anche un piano per la gestione degli eventi estremi e un adeguamento della pianificazione forestale per affrontare nel lungo periodo situazioni analoghe. Come Uncem e Aiel ci impegniamo a portare il nostro contributo nei tavoli tecnici a supporto della predisposizione dei  decreti attuativi della nuova legge forestale nazionale, in particolare sulla Strategia forestale".

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