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Turista trova due assegni da 9.100 euro in città e li restituisce. Dall'Osto: ''Nessuna riconoscenza, sono amareggiato''

È successo durante il ponte dell'Immacolata, il signore si trovava a Trento con la moglie per visitare i Mercatini di Natale. Il racconto: ''Non volevo la ricompensa, solo un grazie''

Pubblicato il - 02 gennaio 2019 - 20:03

TRENTO. "Non è la prima volta che pernotto nel Trentino per motivi di lavoro o in vacanza e ho sempre incontrato persone ospitali, calorose, affabili e disponibili. Purtroppo non ho rilevato tali attitudini in un noto professionista, che ha smarrito due assegni del valore complessivo di 9.100 euro, da me ritrovati e prontamente riconsegnati nelle sue mani". A raccontare l'episodio che è successo a Trento è, indignato, Enzo Dall'Osto di Gorizia.

 

"Ero in vacanza con mia moglie in Trentino durante il ponte dell'Immacolata e, dopo esser stato al mercatino in piazza Battisti, sono passato in galleria Garbari. Per terra ho trovato i due assegni che, immagino, fossero appena caduti - ricorda - Ho quindi chiesto al bar se sapevano indicarmi a chi fossero intestati e mi è stato indicato un professionista che lavora in città".

 

È seguita la ricerca del proprietario e la consegna degli assegni da parte di Dall'Osto e della moglie: "Sono un volontario della protezione civile - racconta lui - pertanto ho agito tempestivamente e senza indugio, animato dal senso civico e spirito di solidarietà, escludendo la possibilità di eventuali ricompense o mance per il mio comportamento virtuoso". 

 

Si dice comunque avvilito per come sono andate le cose: "Con amarezza ho dovuto riscontrare che, alla consegna degli assegni in questione, il professionista si è dimostrato indifferente, distaccato, quasi infastidito. Tutto quello che è riuscito ad esprimere è stata una fredda stretta di mano e un flebile grazie. Sinceramente sono rimasto amareggiato, quasi irritato, da tale comportamento. Forse era meglio essere meno "romantici" e consegnare gli assegni alla polizia locale".

 

"È vero che gli assegni non erano trasferibili, ma mi sarei aspettato un minimo di riconoscenza, che mi proponesse di offrirmi un caffè - prosegue Dall'Osto - Mi sono già capitati fatti di questo genere e le persone si sono comportate in maniera ben diversa, si sono mostrate gentili".

 

Dopo essersi confrontato con parenti e amici, Dall'Osto ha scritto al professionista, una persona nota e stimata in città: "La delusione è cresciuta, al ritorno a casa, quando ho raccontato il fatto ad amici e familiari che hanno stigmatizzato il comportamento poco signorile di quel signore. Ho ritenuto pertanto corretto attivare le forme che la legge prevede in caso di ritrovamento e restituzione di cose smarrite segnalandole per iscritto al professionista trentino che, ovviamente ancora una volta, si è limitato a non rispondere", conclude Dall'Osto.

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