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A San Candido la farmacia consiglia di non usare la mascherina all'esterno ''si respira Co2'' mentre il Comune rimette l'obbligo

Da tre mesi un cartello esposto da una farmacia invita i cittadini a preferire la visiera alla mascherina ed è ancora lì mentre il Comune espone i cartelli proprio per l'obbligo di indossarla. Il farmacista: "Il plexiglas garantisce meglio la protezione delle goccioline di saliva. Sono invece molti i casi di irritazione della pelle intorno alla bocca e di bruciore nel cavo orale dovuti all'uso della maschere"

Di Lucia Brunello - 14 agosto 2020 - 13:37

SAN CANDIDO. Camminando nel centro storico di San Candido, uno dei paesini più amati e apprezzati della Val Pusteria, si possono ora notare alcuni cartelli rossi che ricordano dell'obbligo di utilizzo della mascherina (in seguito all'ordinanza provinciale del 27 luglio) nella zona pedonale, in questi giorni estivi straripante di turisti.

 

Sempre lì, tra la calca di chi entra da un negozio all'altro, si trova la Farmacia dello Gnomo, sulla cui vetrina è esposto un cartello che dice: “All'aperto si consiglia l'utilizzo di una protezione con visiera di plexiglas, per evitare di respirare la propria CO2 con l'utilizzo della maschera”.

 

 

Un consiglio che ha stranito molti soprattutto alla luce dell'ordinanza emessa dalla sindaca Rosmarie Burgmann che ne prevede l'obbligo di utilizzo. Il dottor Roberto Slaviero, proprietario della farmacia, però, la pensa in modo diverso.

 

“Ho attaccato il cartello perché è dimostrato che l'uso della mascherina, soprattutto mentre si cammina, faccia respirare la propria anidride carbonica”, inizia a spiegare a ilDolomiti.it. “Se l'anidride carbonica non viene eliminata, finisce per ristagnare sulla maschera dove poi, per via dell'umidità, si formano una serie di forme virali e batteriche che la persona si respira”.

 

“Come ha detto l'Oms - continua - l'uso della mascherina deve essere limitato esclusivamente per chi è malato, chi sta vicino ai malati e chi lavora negli ospedali”. Slaverio si riferisce alla dichiarazione di Mike Ryan, capo del Programma di emergenze sanitarie dell'Oms, fatta durante una conferenza stampa a Ginevra del 30 marzo 2020, in cui diceva: “Non raccomandiamo l'uso esteso di mascherine, perché non associato ad alcun beneficio. Non lo critichiamo, ma non c'è nessun particolare beneficio che sia stato dimostrato”.

 

Dichiarazione, questa, che nei successivi quattro mesi è stata smentita numerose volte. E' infatti dilagata la fake news della mascherina come "lento e inesorabile suicidio", che in primis ha smentito la Società Italiana di Pediatria con un video e poi direttamente il Ministero della Salute: "In condizioni normali la quantità di anidride carbonica si mantiene sotto una soglia tollerabile, mentre nel caso dei dispositivi N95 bisogna considerare la rimozione della mascherina dopo un’ora di utilizzo specialmente in presenza di patologie respiratorie preesistenti". Insomma, parlare di anidride carbonica nelle mascherine come di un danno inevitabile alla nostra salute significa raccontare una bufala.

 

La seconda motivazione che ha portato il proprietario ad affiggere quel cartello sulla vetrina del suo negozio, è invece quella della sicurezza pubblica: “Esiste una legge che dice che non si può andare mascherati nei luoghi pubblici. Ci troviamo in un momento delicato e va bene tutto, però non si può pensare di togliere ogni diritto costituzionale”.

 

Durante il lockdown, infatti, Slaverio racconta di aver visto entrare nella sua farmacia uno strano figuro, irriconoscibile per via della mascherina, che poi, successivamente, ha scoperto essere un ricercato della polizia. “Il rischio è che si creino situazioni sgradevoli e contro l'ordine pubblico”.

 

“Il plexiglas - continua - garantisce meglio la protezione delle goccioline di saliva che escono mentre si parla. Sono invece molti i casi che ho visto di irritazione della pelle intorno alla bocca e di bruciore nel cavo orale dovuti all'uso della mascherina. Ci sono anche forme allergiche che si stanno formando a livello bronchiale e polmonare".

 

Il cartello si trova affisso da tre mesi e si trova ancora lì dopo l'ordinanza del Comune di San Candido: “La sindaca ha voluto cautelarsi e ha fatto questa scelta che va rispettata. Però bisogna iniziare a calare l'allarme, sennò ci saranno più esaurimenti nervosi che malati di virus. La sua forma virale è infatti finita perché gli ospedali sono vuoti, così come i reparti di rianimazione”.

 

“Bisogna dare alle persone un messaggio di tranquillità. Tutti i più recenti studi epidemiologici dicono che la carica virale del coronavirus in Italia è diminuita. Ci sono tamponi positivi, sì, ma sono senza carica virale e quindi asintomatici". E per quanto riguarda la seconda ondata? “E' quasi impossibile che arrivi, perché il coronavirus si modifica continuamente. La famiglia del virus corona c'è sempre stata, e questo qui aveva una particolare virulenza. Non potrà più arrivare lo stesso, forse un altro, ma non lo stesso”.

 

Io invito le persone, per la propria salute, a usare il plexiglas e non la mascherina. Questo è un consiglio per la salute che qualunque medico dovrebbe dare", conclude.

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