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Coronavirus e mascherine a scuola, il Garante dei minori manda in confusione maggioranza e opposizione. Ambrosi propone i dispositivi trasparenti per i disabili

Il garante Fabio Biasi ha espresso la propria posizione sull'urgenza di togliere l'obbligo della mascherina a scuola. L'intervento ha visto alcuni consiglieri critici e altri che invece lo difendono. Ora si discute all'interno delle coalizioni sulla richiesta di chiedere al Garante di spiegare al Consiglio provinciale il suo intervento. Intanto è stata approvata la mozione della consigliera Ambrosi per l'introduzione delle mascherine trasparenti 

Di G. Fin - 19 novembre 2020 - 19:19

TRENTO. Il Garante dei diritti dei minori è un organo di garanzia e tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti. Il suo ruolo, ricoperto in Trentino da Fabio Biasi è autonomo e indipendente dal potere politico e libero da ogni condizionamento.

 

Le sue ultime mosse (Qui l'articolo) hanno però creato inevitabilmente delle polemiche nelle opposizioni che lo avevano proposto in questo ruolo ma anche nella maggioranza che se in un primo momento ne osteggiava l'elezione ora sembra sostenerlo a spada tratta.

 

Il Garante, infatti, nelle scorse ore ha scritto una lettera alle autorità nazionali e a quelle locali perché ha sentito il bisogno di manifestare quella che lui considera l'urgenza di togliere l'obbligatorietà della mascherina a scuola da parte di alunni e studenti anche quando si trovano nei banchi e in posizione statica. Un posizione questa che va a braccetto con quelle portate avanti dai cosiddetti “no mask”.

 

Le minoranze

Le minoranze evidentemente non si aspettavano una posizione simile dalla persona che loro stesse avevano proposto. Il nome di Fabio Biasi come Garante dei diritti dei minori era stato messo sul tavolo dal Partito Democratico ed è stato poi condiviso da tutti i partiti. Ora sembrano ben pochi quelli pronti a prenderne le difese dopo le sue esternazioni. Il consigliere di Futura Paolo Ghezzi ha chiesto che Biasi spieghi al Consiglio provinciale la sua posizione. Una richiesta che non vuole in nessun modo “imbavagliare” il garante ma, nel rispetto della sua autonomia, chiedergli il motivo che lo ha portato a scrivere una lettera di simile tenore. Una richiesta sostenuta in pieno anche dalla collega consigliera Lucia Coppola.

 

Nel Partito Democratico, invece, sembrano essere uscite delle posizioni differenti. Alcuni consiglieri considerano la richiesta di chiamare il garante a spiegare la propria posizione in Consiglio provinciale una sorta di “inquisizione” che va ad intaccare in qualche modo la sua autonomia. Il taglio dato alla richiesta, per alcuni, non può che essere informativo, perché ad una autorità garante non si può chiedere conto delle opinioni e dei giudizi senza minarne l’autonomia garantita dalla legge. Per altri invece, è ovvio che la richiesta è informativa e per conoscere in maniera più approfondita la posizione del Garante. Il duro lavoro di mediazione in queste ore viene fatto dalla capogruppo Sara Ferrari che sta cercando di unire le due anime.

 

Anche Degodenz ha definito inopportuno e fuori luogo l’intervento del Garante dei minori sulle mascherine a scuola. “Un intervento sbagliato”, per il consigliere UpT.

 

Ugo Rossi del Pat  ha precisato durante il consiglio che la formale comunicazione del garante, nell’esercizio del proprio dovere, era indirizzata ai soggetti decisori. In relazione a questo Rossi ha detto di "non avvertire nessuna esigenza di convocare nessuno, mentre chi, se lo ritiene, dovrebbe interpellarlo sono i destinatari della missiva".

 

Nell'opposizione a prendere le difese del Garante è invece Filippo Degasperi di Onda Civica che in consiglio ha ricordato che il Garante “non è il portavoce della minoranza” e gli interventi su una sua presunta non “ortodossia” non convincono di certo. “Pretendere che questa figura sia costretto a esprimere le opinioni di chi lo ha proposto non ha senso” ha spiegato il consigliere spiegando che “Si è espresso con pacatezza e chiedere una sorta di comitato di salute pubblica è come minimo fuori luogo”. Una posizione simile a quella sostenuta dal consigliere Alex Marini del Movimento 5 Stelle che riferendosi a Biasi ha detto che “Si tratta di figure indipendenti e non devono rispondere a chi li ha nominati”.

 

La maggioranza

Le prese di posizione di Biasi hanno movimentato anche il clima all'interno della coalizione di Destra in consiglio provinciale. A fronte di alcuni consiglieri che stanno difendendo a spada tratta le posizioni dei “no mask”, dall'altro altri considerano l'intervento del garante inopportuno. Tra questi Vanessa Masè della Civica che è intervenuta in Consiglio provinciale affermando di essere rimasta stupita dal suo intervento sulle mascherine. Un appoggio dei genitori “no mask” che Masè ha ritenuto inopportuno. “L’obbligo della mascherina non fa piacere, ma ha un motivo fondato. Sarebbe stato più opportuno un intervento del Garante sulle conseguenze della dad” ha spiegato.

 

Niente tribunali per il Garante” ha spiegato Claudio Cia. Per il leader di Agire il Garante ha ben poco da riferire, visto il suo equilibrio e la sua esperienza. “Si tratta di una figura di garanzia che non deve essere certo sottoposto a tribunali di sorta. Non ha fatto nulla di grave, ha espresso un giudizio del quale non può essere chiamato a rispondere” ha spiegato il consigliere.

 

Nel corso della discussione è stata approvata la mozione delle "mascherine trasparenti" proposta dalla consigliera Alessia Ambrosi della Lega che impegna la Giunta a monitorare la disponibilità ed acquistare e distribuire mascherine trasparenti certificate, al mondo scolastico e agli uffici pubblici, nonché alle persone affette da autismo e da disturbi dello spettro autistico. Ambrosi in merito alla questione del Garante dei minori, ha dichiarato di sostenere e condividere le dichiarazioni fatte da Biasi sull’utilizzo delle mascherine. "Credo che il garante abbia risposto ad un profondo disagio di tipo sociale - ha aggiunto - suggerendo di allargare le previsioni della propria proposta anche in altri contesti".

 

Sul tema delle mascherine trasparenti Ambrosi ha spiegato: "Credo di poter dire che in questa pandemia le mascherine trasparenti rappresentino uno dei mezzi che abbiamo per vincere la sfida dell’inclusione sociale, da un lato garantendo la protezione dal contagio e dall’altro preservando le relazioni interpersonali. Penso ad esempio a tutti quei soggetti affetti da autismo, i sordomuti, o semplicemente chi sta affrontando una riabilitazione o un percorso logopedico che grazie a queste mascherine avrebbero così la possibilità di comunicare e di relazionarsi con operatori, insegnati compagni di scuola o semplicemente comunicare e relazionarsi con gli altri in maniera più possibile naturale".

 

Ambrosi ha poi ribadito l'importanza di porre l’attenzione all’inclusione sociale. "Vigilare perché questa venga garantita, perché una buona sanità è quella che permette alle famiglie di accudire e assistere al meglio i propri cari, nel rispetto della dignità umana" ha concluso.
 

 

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