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| 11 nov 2021 | 08:23

Scuola, il Garante dei minori contro le misure anti-Covid e il green pass. Fugatti: ''La pandemia c'è ancora. Per restare in presenza restrizioni necessarie''

Il Garante dei minori non è nuovo ad uscite contro l'uso delle mascherine e definisce il green pass ''una sostanziale, grave ed estesa discriminazione tra cittadini''. Chiara la replica del presidente della Pat: ''La scienza ci dice che vaccinazioni, distanziamento, utilizzo di mascherine e applicazione delle norme di igiene sono ancora i migliori strumenti di cui disponiamo per tutelare la salute della comunità''

Scuola, il Garante dei minori contro le misure anti-Covid e il green pass

​​TRENTO. “Lavoriamo per la salute della comunità e per una scuola di qualità”. Questa la risposta di Maurizio Fugatti al Garante dei diritti dei minori Fabio Biasi che oggi ha deciso di scrivere una lettera al presidente della Pat per sottolineare il fatto che ''le rigide norme di sicurezza sanitaria, ancora oggi contenute nei protocolli e nelle linee guida per l’accesso agli istituti scolastici (obbligo della mascherina in posizione statica, nonostante il distanziamento, obbligo della mascherina nelle attività motorie in palestra, obbligo della mascherina pure negli spazi aperti dei cortili scolastici, atteggiamenti eccessivamente severi da parte di alcuni docenti, ecc.) provocano ormai da troppo tempo un malessere diffuso nella quotidiana vita scolastica, non soltanto per bambini e ragazzi, ma per l'intero personale, docente e non docente, nonché per i genitori, ai quali è perfino impedito - qualora privi di green pass - l’accesso agli asili nido e alle scuole dell'Infanzia''.

 

Il Garante dei minori, dimentico del fatto che siamo nel bel mezzo di una pandemia mondiale e che se si togliessero quelle restrizioni che a suo dire provocherebbero del ''malessere'', i bambini, gli studenti, l'intero personale, docente e non, e persino i genitori se ne dovrebbero stare tutti a casa a fare le lezioni in Dad o a lavorare in smart working, ovviamente senza contatti sociali, ha scritto una lunga lettera al presidente. In questa critica anche l'uso del green pass, strumento che salvando il sistema, sia dal punto di vista sanitario che economico e sociale, ma che per lui sarebbe ''non soltanto inammissibili limitazioni al concreto esercizio dei diritti e delle libertà personali costituzionalmente tutelati, ma determina, a parere di molti ed anche di questo Garante, una sostanziale, grave ed estesa discriminazione tra cittadini, con l’esclusione da molte attività della civile vita quotidiana di tutti coloro che esercitano una facoltà legittima, consistente nel non sottoporre sé stessi o i loro figli minorenni ad un farmaco vaccinale sperimentale, non privo di rischi, anche gravi''.

 

Detto che Biasi ha abituato già in passato a certe uscite (qui la lettera completa) non si può non condividere la risposta del presidente Fugatti che, pacatamente, sottolinea il fatto che se non ci fosse la pandemia si potrebbero togliere le restrizioni, di qualsiasi tipo e natura, ma purtroppo il Covid c'è ancora e allora ben vengano le restrizioni se sono funzionali a garantire il più alto grado di libertà possibili nel contesto che ci troviamo a vivere in quest'epoca. ''Siamo consapevoli – evidenzia il presidente Fugatti - che i provvedimenti adottati per contenere la diffusione del Covid possono creare disagi anche agli studenti della scuola trentina, soprattutto ai più piccoli, e alle loro famiglie. Il nostro principale obiettivo per la scuola, più volte ribadito, è la salvaguardia della qualità della didattica. Per questo abbiamo sempre lavorato per mantenere la scuola in presenza, convinti che questo avrebbe reso l’esperienza scolastica più proficua per gli studenti, anche sul piano relazionale e della crescita personale. E così è avvenuto come dimostrano i riconoscimenti certificati da Invalsi''.

 

''Se le condizioni e i dati sulla pandemia ce lo consentissero - aggiunge Fugatti -, ma non è ancora così purtroppo, ben volentieri accoglieremmo l’invito ad allentare le norme applicate e pensate per la sicurezza degli studenti, delle loro famiglie e del personale scolastico. La scienza ci dice che vaccinazioni, distanziamento, utilizzo di mascherine e applicazione delle norme di igiene sono ancora i migliori strumenti di cui disponiamo per tutelare la salute della comunità, evitare che con l’aumento dei contagi vada in crisi il sistema sanitario e consentire all’economia di rimettersi in moto e quindi al Paese di tenere. La Provincia autonoma di Trento ha sempre applicato la normativa nazionale, che si fonda – è bene ricordarlo - sulle indicazioni delle autorità scientifiche, con il grado di autonomia che si è ritenuto praticabile per scongiurare il rischio di ricorsi che avrebbero generato disorientamento e incertezza nella comunità''. 

 

Fugatti conclude, poi ricordando che ''nonostante la grave pandemia, quella trentina si è confermata una scuola di grande qualità. E’ un risultato di cui essere soddisfatti, soprattutto considerando le difficoltà di questo periodo. Con queste premesse confermiamo però la disponibilità a confrontarci su qualsiasi scelta, proposta o strumento che possa migliorare la vita degli alunni della scuola trentina e delle loro famiglie. Dobbiamo tuttavia ricordare che la pandemia non si è esaurita e il momento richiede quella responsabilità che la comunità trentina finora ha sempre saputo esprimere”.

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