Covid, “Misure troppo severe nelle scuole? Affermazioni pericolose e prive di evidenza scientifica”, l’Ordine dei medici contro i Garante dei minori
Dopo le parole del Garante dei minori arriva la durissima reazione dell’Ordine dei medici: “Condanniamo queste prese di posizione, specie se effettuate da persone che rivestono un ruolo istituzionale, soprattutto se prive di competenze specifiche. Tutto ciò, oltre che peggiorare la tensione sociale, può provocare un aumento delle infezioni”

TRENTO. Dopo le critiche sollevate in maniera quasi trasversale da maggioranza e opposizioni (senza però chiederne le dimissioni) arriva la dura presa di posizione dell’Ordine dei medici che condanna le parole del Garante dei diritti dei minori Fabio Biasi.
Quest’ultimo, nei giorni scorsi, aveva scritto una lettera al presidente della Provincia per sottolineare il fatto che “le rigide norme di sicurezza sanitaria, ancora oggi contenute nei protocolli e nelle linee guida per l’accesso agli istituti scolastici provocano ormai da troppo tempo un malessere diffuso nella quotidiana vita scolastica, non soltanto per bambini e ragazzi, ma per l’intero personale, docente e non docente, nonché per i genitori, ai quali è perfino impedito – qualora privi di Green pass – l’accesso agli asili nido e alle scuole dell'Infanzia”.
La reazione dell’Ordine dei medici però non si è fatta attendere e, tramite il presidente Marco Ioppi, ha condannato le parole di Biasi. “In un momento critico come questo – spiega Ioppi – che vede l’aumento preoccupante dei contagi, le affermazioni del dottor Biasi, del tutto prive di evidenza scientifica e in totale contrapposizione delle direttive emanate dal Governo, creano confusione e sconcerto tra i cittadini. Ciò è particolarmente grave, visto il ruolo che il dottor Biasi ricopre in qualità di Garante dei minori”.
L’Ordine dei medici, che da sempre si è speso per stimolare l’uso dei presidi individuali di protezione e il mantenimento delle procedure per evitare i contagi, oltre che stimolare il ricorso alla vaccinazione, “condanna queste prese di posizione, specie se effettuate da persone che rivestono un ruolo istituzionale, soprattutto se prive di competenze specifiche. Tutto ciò, oltre che peggiorare la tensione sociale, può provocare un aumento delle infezioni, con rischio per la salute dei soggetti più deboli, ulteriore aggravio per il nostro sistema sanitario, già provato, e aumento del rischio per gli operatori”.

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