Stop dei tamponi gratuiti nelle farmacie, i medici di base sul piede di guerra: ''L'Apss ha deciso senza coinvolgere nessuno''
Anche dal punto di vista di sanità pubblica, spiegano i medici di base, allentare in questo momento le procedure di diagnostica e di contenimento della diffusione del Covid "non crediamo sia adeguato all’attualità”

TRENTO. “Al di là della cornice normativa quello che sorprende è la mancanza di coinvolgimento delle parti interessate. Se avessimo affrontato insieme e per tempo il problema avremmo potuto capire come riorganizzare ed aumentare l’offerta di tamponi negli ambulatori una volta escluso il presidio territoriale delle farmacie”. Piovono critiche sull'Azienda sanitaria di Trento dopo la decisione, comunicata nei giorni scorsi, di interrompere la gratuità dei tamponi Covid nelle farmacie e la comunicazione, per chi volesse ancora il servizio gratuito, di rivolgersi al proprio medico di medicina generale, dal pediatra di libera scelta, dal medico del servizio di continuità assistenziale o nei punti prelievi Apss. (QUI L'ARTICOLO)
“Supplire – spiega Valerio Di Giannantonio segretario provinciale Fimmg, la Federazione Italiana dei Medici di Medicina generale - ad un ulteriore pezzo di territorio e di prossimità che viene meno in inverno, in piena diffusione di virosi respiratorie ed ancora in campagna vaccinale richiede programmazione e non improvvisazione”.
Tutti sappiamo quale sia la situazione di lavoro per numerosi medici di base che oltre a seguire diversi ambulatori con molti pazienti si occupano anche delle visite a domicilio. Ora, la decisione dell'Azienda sanitaria, “rischia di occupare altro tempo a scapito delle attività professionalizzanti la medicina generale quali l’assistenza domiciliare e la gestione delle cronicità per le quali non possiamo essere vicariati”.
Anche dal punto di vista di sanità pubblica, spiegano i medici di base, allentare in questo momento le procedure di diagnostica e di contenimento della diffusione del Covid "non crediamo sia adeguato all’attualità”. Il problema Cina, infatti, sta creando timore nella comunità internazionale, anche quella scientifica visto il continuo aumento di contagi e le numerose vittime.
“La preoccupazione – spiega Valerio Di Giannantonio – è che si possa generare la selezione di una nuova variante, molto più immuno-evasiva e trasmissibile, che traghetti l’evoluzione di Sars-CoV-2 oltre Omicron, la variante dominante a livello globale ormai dalla fine del 2021. Del 28 dicembre è l’Ordinanza del Ministro della Salute che impone l’obbligo di tampone a tutti i soggetti in ingresso dalla Cina ai fini della identificazione e del contenimento della diffusione di possibili varianti del virus Sars-Cov-2; lo stesso Ministro nell’informativa alle Camere crede sì che i timori citati vadano affrontati razionalmente, senza interpretazioni affrettate o allarmistiche ma anche che sia necessario un costante monitoraggio ed una cabina di regia permanentemente attiva”.
La richiesta che arriva da Fimmg all'Apss, infine, è quella di un maggiore coinvolgimento per quanto riguarda i problemi di sanità pubblica.














